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Cari
Lettori,
capita spesso nelle riunioni di
redazione, allorché predisponiamo il timone del nuovo numero della
Rivista, che si accenda un vivace dibattito sull'oggetto della
copertina, quasi che la scelta dell'una o dell'altra soluzione
rappresenti per chi l'ha proposta l'occasione per essere egli
stesso il "personaggio" del mese. È una piccola debolezza che ci
perdoniamo reciprocamente volentieri, convinti come siamo che si
tratti soltanto di attaccamento al nostro lavoro e nient'altro.
Questa volta, tuttavia, l'intesa è stata subito raggiunta, poiché,
dedicando la copertina alle Regie Patenti, che nel 1814 segnarono
la nascita del Corpo dei Carabinieri Reali, ci è sembrato quasi di
essere riusciti a fotografare la Storia. Lo spunto ce l'ha offerto
la recente pubblicazione di un pregevole volume sulla Storia
documentale dell'Arma, scritto dal Generale di Corpo d'Armata
Arnaldo Ferrara e oggetto di ampia recensione all'interno di questo
numero.
Ma perché prestare attenzione al
passato, quando il nostro impegno è concentrato sulla costruzione
del futuro? Vi è da sempre nell'animo umano un'ansia di conoscenza,
volta a far luce anzitutto sulle "origini", una chiarificazione
necessaria per esprimere la dignità di un gruppo e dare corpo al
senso di appartenenza. La tradizione era per gli antichi il veicolo
per tramandare l'orgoglio della discendenza, che aveva sempre una
sua sacralità descritta dalla leggenda e dalla mitologia. La
Storia, di contro, ha il rigore dei riscontri oggettivi, ma
conserva sempre la funzione di veicolo trasmissivo di peculiarità e
di valori dei quali necessitiamo per comprendere la nostra identità
e proseguire il nostro cammino. La Storia è un ponte tra il passato
e il futuro e, in un certo senso, contraddice una certezza di cui
si era fatto interprete Eraclito, sostenendo che tutto scorre con
la celebre espressione "panta rei". Ma siamo proprio sicuri che
tutto passa? La Storia sembra dirci il contrario e la sua costante
rivisitazione ne è la più evidente dimostrazione. Ve lo
immaginereste un mondo senza storia? Una scuola ove non si insegni
la Storia? Una cultura che escluda la Storia?
Sono queste alcune delle motivazioni
che ci hanno indotto a scegliere la copertina di questo numero.
Altre attengono all'orgoglio di essere Carabinieri, di essere parte
di una Istituzione che vanta due secoli di Storia, ricca di episodi
di grande valore ma anche carica di eroismi quotidiani, per lo più
sconosciuti. Una vigilanza attiva e non interrotta costituisce
l'essenza della loro missione. Così recita il Regolamento Organico
del 1934 dei Carabinieri. E anche questa è
Storia. |