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Ministeri, Regioni, Province,
Comuni, enti pubblici: tutti collegati in Rete con lo stesso
sistema operativo. Questo perché la Pubblica Amministrazione (Pa)
dà sempre più spazio alla telematica. Presto però avremo un nuovo
scenario, cioè enti locali e Stato a "reti unificate". I cittadini
e i titolari di imprese avranno il vantaggio di potersi rivolgere
allo sportello del proprio Comune per accedere a tutti i servizi
offerti dalle Amministrazioni Pubbliche. Come dire che allo stesso
sportello si potrà richiedere un certificato, pagare una multa,
iscrivere i figli a scuola, chiedere ed ottenere una concessione
edilizia e sbrigare le pratiche più varie.
Ci vorranno due anni per completare
l'opera di unificazione, secondo il Ministro per l'Innovazione e le
Tecnologie Lucio Stanca. Tutto questo grazie a due decreti
legislativi, predisposti dal governo, che dovrebbero svolgere una
funzione profondamente innovativa nel settore della Pubblica
Amministrazione.
Il primo decreto istituisce il
Sistema pubblico di connettività (Spc) e della Rete internazionale
delle pubbliche amministrazioni. Lo scopo è di connettere e
unificare le reti che Stato, Regioni ed Amministrazioni locali
hanno sviluppato nel tempo. La caratteristica innovativa risiede
nella interoperabiltà e nella cooperazione tra le amministrazioni.
È fin troppo evidente che dalla applicazione del decreto trarranno
vantaggio tutti i cittadini ma, soprattutto, i diversamente abili,
come gli ipovedenti e i non vedenti.
Il secondo decreto legislativo
riguarda l'istituzione del Codice della Amministrazione digitale,
che definisce il valore probatorio dei documenti informatici,
l'accessibilità dei siti Internet e la disponibilità dei moduli per
via telematica, il dialogo tra banche dati di interesse dei
cittadini e delle imprese, l'uso della Rete informatica tra le
pubbliche amministrazioni sia per lo scambio di documenti che per
il trasferimento di fondi e per i pagamenti dei cittadini,
l'ulteriore sviluppo dello sportello unico telematico delle
imprese.
Il provvedimento che istituisce il
Codice digitale accorpa e riordina tutte le norme in materia di
attività digitale delle Pa, affrontando per la prima volta il tema
dell'utilizzo dell'Ict, ossia della comunicazione tecnologica nelle
pubbliche amministrazioni, nonché quello del documento informatico
e della firma digitale. Con il Codice, che sarà operativo dai primi
mesi di quest'anno, le Pa saranno obbligate a dialogare per
accelerare la definizione delle pratiche più varie. I documenti
informatici avranno pieno valore probatorio. Documenti, libri,
repertori e scritture contabili potranno essere conservati su
supporti informatici con conseguenti risparmi.
Il decreto legislativo che
istituisce il Codice dell'Amministrazione digitale è stato
paragonato al Codice della Strada. Si compone di ben 75 articoli e
dedica particolare attenzione alle esigenze dei disabili in genere
e dei non vedenti ed ipovedenti in particolare, per consentire loro
la completa accessibilità alle reti sia della Pa centrale che di
quelle regionali e locali.
Le reti telematiche devono
rispettare i principi di usabilità, reperibilità, completezza di
informazione, chiarezza di linguaggio, affidabilità e semplicità di
consultazione. Queste regole valgono anche per i siti
istituzionali. Le Pubbliche Amministrazioni centrali individuano le
modalità di erogazione dei servizi tenendo presenti le dimensioni
dell'utenza, la frequenza dell'uso e, soprattutto, l'eventuale
destinazione dei servizi a categorie in situazione di disagio. In
questa linea si provvederà all'accertamento del grado di
soddisfazione di cittadini ed imprese per i servizi erogati.
La digitalizzazione della Pa mira
anche a consentire all'Italia di partecipare con pieno diritto alla
costruzione di reti transeuropee per lo scambio elettronico di dati
e servizi. Il decreto legislativo riordina tutta la normativa in
materia, prevedendo l'abrogazione di tante norme in contrasto con
il provvedimento.
In conclusione, tra pochi mesi, se
le promesse verranno mantenute, chi vorrà potrà sbrigare qualsiasi
tipo di pratica anche standosene comodamente seduto a casa in
poltrona, senza perdere tempo a girare da un ufficio all'altro con
risultati non sempre positivi.
Tornando al Sistema pubblico di
connettività (Spc), esso costituisce il sistema necessario per
l'attivazione dell'amministrazione digitale: è dunque prevista la
costituzione di una Commissione di coordinamento tra
amministrazioni centrali e locali. La connessione in Rete tra le
diverse amministrazioni creerà una nuova relazione tra i diversi
livelli istituzionali. Gli ottimisti prevedono un cambiamento di
mentalità dei cittadini verso le istituzioni, soprattutto per il
fatto che rivolgendosi al proprio Comune potranno risolvere
qualsiasi tipo di pratica che riguardi ministeri ed enti
pubblici.
Anche in vista di questi indubbi
vantaggi, il Sistema pubblico di connettività viene paragonato a
ciò che negli anni Sessanta è stata l'Autostrada del Sole nella
connessione delle varie regioni italiane. Il fatto che d'ora in
avanti saranno i Comuni e, nelle grandi città, i Municipi a fornire
per via telematica i servizi ai cittadini ed alle imprese è dovuto
ad un diverso atteggiamento nei confronti degli enti locali. Il che
significa che quella che era stata una felice intuizione di Sabino
Cassese, titolare della cattedra di Diritto amministrativo nella
facoltà di Giurisprudenza de "La Sapienza" di Roma, nonché giurista
di fama internazionale e profondo conoscitore della nostra
Costituzione e delle varie burocrazie, e cioè che i Comuni hanno
sempre dimostrato con i fatti - e non con le chiacchiere - di
essere vicini ai cittadini e ai loro problemi, ora è condivisa da
questi e dalle istituzioni.
La crescita del fenomeno Internet e
la spinta del federalismo - si legge inoltre nella relazione
illustrativa che accompagna il decreto legislativo che istituisce
il Sistema pubblico di connettività - hanno indotto anche le
amministrazioni locali a sviluppare sul proprio territorio
infrastrutture telematiche, cioè reti che collegano soggetti che
condividono regole, infrastrutture e servizi e che insieme
definiscono ed attuano politiche di sviluppo. In questo nuovo
scenario gli enti locali saranno sempre più chiamati ad un ruolo di
front-office nei confronti del cittadino, che potrà rivolgersi allo
sportello del proprio Comune per accedere ai servizi offerti dalla
Pa nel suo complesso.
La Costituzione, come è noto, affida
allo Stato, anche per motivi di sicurezza, la competenza esclusiva
in materia di coordinamento informatico dei dati. Tuttavia la
materia è una di quelle che richiede una codecisione, meglio
conosciuta come governance. Pertanto, senza voler modificare
l'assetto normativo, che affida allo Stato tale materia, si è
ritenuto opportuno costituire una "cabina di regia".
Una cosa è certa. Lo sviluppo di
tutti i sistemi informativi realizzati nell'ambito dell'Spc avverrà
garantendo la sicurezza dei dati, la riservatezza delle
informazioni nel rispetto della autonomia delle singole
amministrazioni e delle disposizioni vigenti in materia di
protezione dei dati personali.
Per tutte queste ragioni bisogna
guardare alle trasformazioni previste dalla digitalizzazione della
Pa con un certo ottimismo. Ci sono infatti buone premesse perché
possano davvero progressivamente migliorare le modalità di
erogazione dei servizi ai cittadini e alle
imprese. |