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Un anno di serenità

Cari Lettori,

Il Gen.D. Elio Toscano

anche il 2004 è passato e si apre un altro anno, ricco, ci auguriamo, di soddisfazioni e serenità. Nel porgervi insieme a tutta la redazione i più fervidi auguri, voglio ringraziarvi innanzitutto per la fedeltà con cui seguite sempre la Rivista. Da parte nostra tentiamo di contraccambiare, rispondendo con l'attenzione di cui siamo capaci alle vostre esigenze. Come seconda cosa, vi dico grazie anche per aver risposto in modo solidale e compatto confermando l'abbonamento: questo ci permetterà di progredire più agevolmente sulla linea di approfondimento culturalmente qualitativo dell'informazione, com'è nello stile de Il Carabiniere.

Gennaio rappresenta, da sempre, il momento dei bilanci: consuntivi del passato e preventivi per l'anno nuovo che in questo mese prende il via, sperando sempre che sia migliore di quello appena trascorso. Noi ci impegniamo a seguire gli avvenimenti e a proporveli, cercando sempre l'obiettività ed il passo con i tempi, rinnovando quel tanto che c'è da rinnovare, lasciando intatto un impianto editoriale e giornalistico che ha dimostrato di godere del vostro consenso. La Rivista vuole essere un veicolo di cultura, ma anche un'interprete corretta e attendibile dell'immagine dell'Arma, in armonia con la tradizione e pronta a raccogliere la sfida del progresso e dei problemi che esso propone, non trascurando mai il rapporto, privilegiato, con le persone.

Mentre stiamo per andare in stampa, una nuova parola, ai più sconosciuta, tsunami, irrompe prepotentemente nei nostri discorsi, con una irruenza che ci ricorda la forza devastante dell'onda che ha portato morte e distruzione sulle coste dell'Asia e dell'Africa. È una tragedia dell'umanità, alla quale occorre rispondere con una solidarietà corale che non può esaurirsi con gli aiuti di primo intervento. Esprimiamo la nostra vicinanza ai familiari delle tantissime vittime e ai superstiti, che portano nell'animo e nel fisico i segni dell'immane disastro, ma auspichiamo che, superata la fase dell'emergenza, la Comunità internazionale inauguri un nuovo capitolo della "globalizzazione", investendo in tecnologie che consentano di diffondere in tempo reale, e ben oltre i confini dei singoli Stati, gli allarmi per gli eventi calamitosi. In questo senso i nostri auguri per il 2005 assumono un significato meno tradizionale, ma certamente più ampio, perché esprimono un impegno "a fare" al quale nessuno può e deve sottrarsi.

Elio Toscano
In questo numero
Copertina del mese