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Sgambettando sugli sci

Finita l'estate e prima dei rigori invernali c'è ancora la possibilità di gustare il fascino della montagna. Praticando lo sci-alpinismo, sport che richiede impegno e non poca fatica

Un pattuglia dei Carabinieri sulle nostre montagne

Scarponi e attacchi regolati in posizione di salita, "pelli di foca" spalmate con cura sotto gli sci, bastoncini telescopici allungati di una decina di centimetri. Nello zaino, indumenti di ricambio, copri-pantaloni, giacca, cappello e guanti per la discesa finale, acqua e cibi reintegratori per far fronte al notevole dispendio energetico. Ghette, ramponi, piccozza e persino corde, ganci e moschettoni, se si ha in programma qualche passaggio impegnativo. Uno sguardo alla montagna e, ad impianti ancora a riposo, cominciano le prime salite.

Certo. Occorre rinunciare alla comodità di seggiovie, skilift e funivie, e sobbarcarsi la fatica della salita a piedi. Meglio: una salita con gli sci ai piedi! Accessori indispensabili: le "pelli di foca". Nel nome, legato alla pelliccia impermeabile di quegli animali, esse evocano l'antica fattura; oggi in realtà, per la tutela di queste bestiole, si usano pellicole sintetiche autoadesive che permettono agli sci di procedere solo in avanti, facilitando l'ascesa anche su pendenze piuttosto marcate.

Questa sorta di "protesi" attaccata ai piedi ha il suo peso (variabile secondo i materiali con cui sci, scarponi e attacchi sono costruiti) ed è necessario acquisire una buona tecnica ed essere allenati per muoversi bene. Ma sono proprio lo sforzo e la fatica a caratterizzare tale pratica sportiva, al punto da far dire a qualcuno che il vero sci-alpinista, paradossalmente, gode soprattutto nella salita.

In effetti, già con una mezz'ora di cammino ci si può allontanare abbastanza da sentirsi al riparo non solo dai problemi e dalla confusione dei centri abitati, ma anche dalle folle e dalle file delle stazioni sciistiche. Sgambettando sugli sci, ognuno potrà scegliere l'itinerario che gli è più congeniale, al passo che la propria condizione consente. I più tranquilli resteranno ad altezze e pendii moderati, magari a godersi la magia di un bosco. Nella discesa, sceglieranno le piste naturali più facili, che affronteranno con ampie diagonali. I più tenaci e preparati potranno salire fino alle vette più alte, per poi scendere nei canalini più ripidi.

È necessaria, però, una enorme dose di prudenza e una perfetta conoscenza delle caratteristiche e delle condizioni della neve. Per i neofiti vengono organizzati appositi corsi per mettere in guardia dai pericoli cui possono andare incontro.

La neve è una sostanza mutevole, condizionata da infinite variazioni e combinazioni di pressione, temperatura, umidità presenti nell'atmosfera, oltre che dall'esposizione al sole e ai venti. Come si racconta nel romanzo Il senso di Smilla per la neve, e come è ben noto nella tradizione degli Inuit, c'è la neve fresca e farinosa dei versanti a nord nelle fredde gelate invernali, e quella granulosa, calda e pesante, trasformata dai venti di scirocco e da climi miti, che può ricompattarsi in ghiaccio duro come pietra per l'abbassamento di temperatura.

Il pericolo principale, laddove le pendenze sono più considerevoli, è finire sotto una valanga. La prima regola è allora evitare di passare nelle zone dove si rischia il distacco di grandi masse accumulate di neve, in particolare quando sono appesantite dal caldo delle ore centrali della giornata e possono scivolare sul sottostante fondo gelato. La catastrofe può anche essere provocata da un attraversamento incauto che, tagliando orizzontalmente un pendio, va a sezionare un lastrone che, una volta staccato, non potrà più essere frenato.

Ma occorre prestare massima attenzione anche ai cambiamenti delle condizioni atmosferiche, che in montagna possono provocare bruschi peggioramenti con conseguente perdita di visibilità. Esistono molti strumenti con cui si può tentare di ovviare a quest'ordine di problemi: per la localizzazione, cioè per conoscere l'esatta posizione in cui ci si viene a trovare, si va dalla tradizionale bussola, da usare insieme all'altimetro, al goniometro sulle carte geografiche, agli ultimi ritrovati della tecnologia, come il Gps (Global position system), che funziona attraverso segnali inviati via satellite. Ma nulla si può contro l'incoscienza e la fatalità.

La salita della montagna

Lo sci-alpinismo, se praticato con intelligenza, è uno sport estremamente salutare. A parte gli indiscussi benefici che apporta sul fisico, in particolare per quanto riguarda l'esercizio cui viene sottoposto l'apparato cardio-circolatorio, tramite questa attività gli animi più sensibili potranno godere, in una ritrovata armonia ecologica (dal greco oikos, casa, e logos, parola), anche di un notevole arricchimento e di uno speciale slancio "spirituale". Giardini segreti che vengono delicatamente profanati, piccole e grandi avventure sulle tracce degli "esseri" che popolano le montagne, il vento che disegna sulla superficie nevosa una miriade di onde increspate di un mare pietrificato in tempesta, panorami inimmaginabili che si schiudono ad alta quota, lo sguardo che si spinge verso lontane valli abitate. Sensazioni uniche e indelebili che ripagano della fatica e dell'impegno che questa disciplina sportiva comporta.

Un piacere speciale si prova quando, finita la scalata, ci si prepara per la discesa: si staccano le pelli da sotto gli sci, ci si copre adeguatamente con indumenti caldi e asciutti, si fanno schioccare i ganci degli scarponi e gli attacchi ponendoli in assetto da discesa. All'imbocco del canale prescelto, le prime curve vengono affrontate con una certa titubanza, per saggiare lo stato della neve. Nel tratto iniziale, normalmente più freddo a causa dell'alta quota, con le lamine degli sci si deve scrostare la superficie ghiacciata. Poi la discesa si fa sempre più sicura e entusiasmante, la neve sempre più soffice e leggera. E, giunti a valle, grande è la soddisfazione che si prova a rimirare la serpentina che si è stati capaci di disegnare con i nostri "piccoli" sci sull'imponente fianco della montagna.

Giovanni Iacomini