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Le navi di Portsmouth

Fin dall'antichità la prospera cittadina del sud d'Inghilterra ha fatto un vanto della sua "vocazione marinara". Sempre all'avanguardia nella progettazione e nella realizzazione di imbarcazioni

Nave da guerra varata a Portsmouth alla fine del 1860, è oggi custodita, con la Mary Rose e la Victory, nei cantieri della cittadina, dove, circondata dalla moderna Marina, ancora operativa, c'è la zona dei Flagship, i Fiori all'occhiello

Il mare ha sempre avuto un ruolo di primo piano nella storia della Gran Bretagna, anche quando le imbarcazioni erano piccole e male attrezzate per poter affrontare gli oceani. In tempo di pace con esse si facevano commerci lungo costa, mentre in tempo di guerra venivano rinforzate e armate, per affrontare combattimenti legno contro legno, sfidando il nemico con l'arrembaggio per duellare corpo a corpo.

Solo nel Medioevo le tecniche di costruzione navale si svilupparono, progettando vascelli sempre più possenti per avventurarsi negli oceani ed iniziare così i grandi viaggi di esplorazione. Nel Quattrocento, per la prima volta, i cannoni furono usati in mare, portando a un alto livello la cantieristica navale da guerra. Una delle prime navi fu la gloriosa "Mary Rose", fiore all'occhiello della flotta di Enrico VIII, dalla quale derivarono i veloci e potenti galeoni elisabettiani, che contribuirono alla sconfitta dell'Invincibile Armada spagnola nel 1558.

Nel corso del XVII secolo si organizzò un sistema di approvvigionamento e controllo su tutte le operazioni militari: le navi vennero "standardizzate", con la creazione di una linea da guerra, fornite di armi pesanti destinate al combattimento, ed una linea più leggera e veloce, concepita per effettuare ricognizioni.

Nel 1664, la Marina arruolò i primi uomini che andarono a riempire le fila del "Maritime Regiment of Foot" del Duca di York, reggimento precursore dei Fanti di Marina, divenendo entro la fine del secolo Marina Reale: un corpo regolare con navi prestigiose, ufficiali brillanti ed una rinomata lista di successi in battaglia.

In quegli anni l'Inghilterra combatté tre sanguinose guerre contro l'Olanda, per il controllo del canale della Manica. Si giunse alla pace quando Guglielmo d'Orange, sposando la regina Maria, divenne re d'Inghilterra. Subito dopo venne creata una rete di cantieri navali lungo tutta la costa Sud, con al primo posto Portsmouth, la cui vocazione marinara affondava le radici molti secoli addietro. Infatti, essendo il miglior rifugio naturale, Portsmouth era già stata chiave di difesa per bretoni, romani, sassoni e normanni: questi ultimi avevano costruito un imponente castello sui resti di un antico forte romano, donando prosperità al porto.

Nel Medioevo, per riparare lo scafo di un legno danneggiato, lo si coricava su un fianco aspettando che scendesse la marea: un procedimento, in verità, non molto efficace, perché permetteva di lavorare solo un paio d'ore prima che la marea salisse di nuovo, ed inoltre era dannoso per il legno stesso. Quindi, con la costruzione di vascelli sempre più grandi e pesanti, nacque l'esigenza di trovare una soluzione migliore. Enrico II incaricò l'architetto Sir Reginald Bray - che si era già occupato della realizzazione dell'abbazia di Westminster e del castello di Windsor - di risolvere il problema.

Dopo vari progetti, Sir Reginald fece costruire un bacino in riva al mare lungo 61 metri, largo 20 e profondo 9: uno scavo rettangolare, con i lati coperti di legno e rinforzati con pietre, che veniva inondato all'occorrenza. Attraverso il condotto di entrata, bloccato da due chiuse che scorrevano per tutta la larghezza del bacino (per renderle impermeabili, lo spazio fra l'una e l'altra era stato riempito di ciottoli ed argilla), veniva fatta entrare la nave. Poi, per prosciugare l'acqua, si usava un antenato della pompa odierna (in inglese ingyn). Mentre il livello dell'acqua si abbassava, il battello veniva puntellato ai fianchi con grosse travi di legno, quindi si effettuavano i necessari lavori di carenaggio. L'innovazione rese i cantieri navali di Portsmouth i più rinomati d'Europa.

Nel corso del XVIII secolo la Marina Reale si sviluppò fino a divenire il primo datore di lavoro dell'Inghilterra. Nel 1804, la flotta era composta da 115 navi da guerra e 423 navi più piccole, equipaggiate complessivamente da oltre 150mila uomini, tra marinai ed ufficiali. A questi dipendenti della Marina si aggiungevano impiegati e funzionari civili, che operavano nei cantieri sorti per la progettazione e la realizzazione di navi tecnologicamente sempre più evolute e standardizzate, così da facilitare il rifornimento di approvvigionamenti e scorte.

Il gruppo di timoni della Warrior

Le navi erano classificate in base al numero dei cannoni e degli uomini: quelle di prima categoria avevano 100 cannoni e 850 uomini, tra marinai ed ufficiali, come la "Victory", la famosa ammiraglia di Nelson. Di seconda categoria i cosiddetti "cavalli della flotta", con 74 cannoni e 500 uomini di equipaggio. Le ultime erano le navi di sesta categoria, cui appartenevano le fregate, con un solo ponte e poco equipaggio. Gli uomini che operavano a bordo si trovavano spesso a vivere in condizioni proibitive; tuttavia, anche se la disciplina era severa, cibi e bevande erano abbondanti.

La Marina del XVIII secolo era un corpo orgoglioso, disciplinato e altamente specializzato: non un'accozzaglia di avanzi di galera, come fu spesso definita dalla letteratura e più tardi dal cinema. Il valore e la dedizione dei suoi uomini venne dimostrato durante le lunghe guerre sostenute contro la Francia rivoluzionaria e Napoleone che, tra il 1793 e il 1815, coinvolse un'intera generazione di inglesi.

Non tutte le battaglie implicavano grandi manovre di flotta. C'erano azioni, per lo più finalizzate all'assedio, tra singole navi e piccole squadriglie, con le quali la guerra arrivava fin nel territorio nemico. In ogni luogo, la Marina Reale conquistò colonie e poté in tal modo operare embarghi sui commerci del nemico, aumentando la ricchezza della Gran Bretagna.

La lunga esperienza di guerra combattuta in mare aveva forgiato un'Arma con capacità strategiche e professionalità uniche, che raggiunse il massimo splendore durante il XIX secolo, quando conquistò la reputazione di "invincibile". Tutto l'Ottocento fu un secolo di cambiamenti tecnologici e sociali, rivoluzionari per la marineria inglese. A partire dall'energia a vapore, prima introdotta su navi di piccolo cabotaggio e poi applicata ad un'intera flotta di potenti navi da guerra, con un sistema misto di velatura e di motori a vapore.

Fu quindi creata un'estesa rete di stazioni di rifornimento di carbone lungo le maggiori rotte, per assicurare ovunque l'operatività delle navi. Questi fattori determinarono un periodo di grande espansione, in cui i mercantili inglesi dominavano le rotte commerciali del mondo, e la Marina continuava ad estendere i confini del suo impero coloniale, mantenendo truppe in ogni angolo della terra.

I cantieri navali di Portsmouth non erano adeguati alle esigenze della nuova flotta a vapore vittoriana. Ebbe allora inizio un ampliamento e un rinnovamento che portò alla costruzione di un enorme bacino, tre nuovi bacini di carenaggio, fabbriche di motori e caldaie, fonderie ed una delle più grandi fucine a vapore: e Portsmouth divenne il più vasto e moderno complesso navale del mondo.

Entro l'inizio del XX secolo i suoi cantieri navali potevano costruire navi da guerra più velocemente e a minor costo di qualsiasi altro Paese. I cambiamenti sociali andarono di pari passo con quelli tecnologici: tutti gli aspetti della vita per mare cambiarono in modo radicale e il marinaio divenne ben presto uno specialista, tecnicamente preparato, in grado di operare con macchine complesse su navi inimmaginabili per i suoi predecessori.

Con il secondo dopoguerra e il declino dell'impero coloniale, vi fu un sensibile ridimensionamento della flotta e i cantieri furono impegnati principalmente nelle riparazioni e nella rimodernizzazione di navi che dovevano continuamente adeguarsi ai progressi di scienza e tecnica. Il ruolo di Portsmouth andò cambiando rapidamente, finché i suoi cantieri, reduci di quel glorioso passato, furono ribattezzati "Cantieri di Mantenimento e Raddobbo".

Nonostante ciò, oggi Portsmouth continua ad essere un grande centro militare navale, con una tecnologia che ha fatto progressi enormi: le navi che vi si trovano alla fonda appartengono alla neonata era multimediale.

Simonetta Bonamoneta