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La Carica dei 600

Ricorrono questo mese i 150 anni dalla tragica battaglia che si tenne durante la guerra di Crimea: quella di Balaklava

La Carica dei 600

Nel novembre del 1853 la Russia zarista aprì le ostilità contro l'Impero Ottomano. Il pretesto: la tutela dei cristiani ortodossi in Turchia; la realtà: allargare la propria influenza all'area mediterranea. Gran Bretagna e Francia (a cui si aggiunse il Regno Sabaudo), preoccupate per gli effetti di un tracollo turco, nell'estate del 1854 inviarono una flotta nel Mar Nero con un corpo di spedizione nella penisola di Crimea, che assediò la piazzaforte di Sebastopoli. Di quella guerra i molti morti furono imputabili soprattutto alle epidemie: pochi furono infatti gli scontri campali.

Tra questi la battaglia di Balaklava, nell'ambito della quale ci fu la famosa "Carica dei Seicento", di cui ricorre il 150° anniversario. La mattina del 25 ottobre i russi sferrarono un attacco contro alcune ridotte turche. Il britannico Lord Raglan, Comandante Supremo, ritenne che la manovra fosse solo un diversivo, per cui inizialmente non si mosse. La caduta di quattro delle sei ridotte lo convinse che l'obiettivo dei russi fosse l'accampamento alleato a Balaklava. Emanò allora il primo di quattro famigerati ordini: «La cavalleria prenda posizione sul terreno a sinistra della seconda linea di ridotte presidiate dai turchi».

Lord Lucan, Comandante della cavalleria (Brigate Pesante e Leggera), non sapeva come regolarsi in quanto non c'era una "seconda linea" di ridotte e abbandonare la sua posizione elevata voleva dire togliere ogni sostegno agli scozzesi che difendevano l'accampamento. Lucan rimosse la cavalleria, però i 500 scozzesi resistettero con successo. Di conseguenza Lord Raglan emanò il secondo ordine: «Otto squadroni di Dragoni siano distaccati in direzione di Balaklava, a sostegno dei turchi che stanno tentennando», che arrivò al generale Scarlett, Comandante dei Dragoni, quando i turchi erano già in rotta. L'alto ufficiale condusse la cavalleria pesante contro la cavalleria zarista, che respinse pur essendo in forte inferiorità numerica, mentre la Brigata di cavalleria Leggera rimaneva ferma a mezzo chilometro. Cardigan non voleva intervenire senza un preciso ordine.

A questo punto Raglan inviò a Lucan il terzo ordine: «La cavalleria avanzi e tragga vantaggio da ogni opportunità per riconquistare le alture. Essa avrà l'appoggio della fanteria, cui è stato ordinato di avanzare su due fronti». Ma il messaggio ricevuto risultò diverso per un errore di trascrizione: «Essa avrà l'appoggio della fanteria cui (ciò) è stato ordinato. (Punto) Avanzare (con la "a" maiuscola) su due fronti». Lucan intese che la sua cavalleria dovesse avanzare su due fronti, sia con la Brigata Pesante sia con quella Leggera e dispose gli uomini nella Valle Nord, attendendo la fanteria.

Nel frattempo Raglan, saputo che il nemico si era impossessato di alcuni cannoni britannici, diramò il quarto ordine, ancora oggi conservato: «Lord Raglan desidera che la cavalleria avanzi rapidamente verso il fronte - insegua il nemico e tenti di impedire al nemico di portare via i cannoni. Truppa Artiglieria Ippotrainata può accompagnare. La cavalleria francese si trova sulla vostra sinistra. Immediatamente». Del foglio si impadronì il capitano Nolan e lo consegnò a Lord Lucan, che odiava insieme a Lord Cardigan, ritenuto colpevole di non essere intervenuto in aiuto della Brigata Pesante. Non comprendendo la logica dell'ordine, Lucan fu erroneamente esortato ad attaccare subito da Nolan, non già verso i fortini perduti, ma all'opposta estremità della Valle Nord, contro la Batteria russa del Don. L'ufficiale segnò così il destino della Brigata Leggera a Balaklava, perché Lucan comandò a Cardigan di condurre la carica lungo la vallata.

Il 13° Dragoni Leggeri e il 17° Lancieri formavano la prima linea, la seconda era costituita dal 4° Dragoni Leggeri e dall'8° Ussari, e la terza dall'11° Ussari: 673 uomini in perfetto ordine iniziarono la cavalcata lungo la valle e cominciò anche la falcidia. Molti i morti, tra cui Nolan. Raglan era allibito: credeva di aver emanato un ordine preciso. Il generale francese Bosquet disse: «C'est magnifique, mais ce n'est pas la guerre (è magnifico, ma questa non è la guerra)».

Comunque i cavalieri arrivarono alle batterie russe in fondo alla valle accendendovi una mischia, ma poi Lord Cardigan, miracolosamente illeso, dovette ritirarsi con i superstiti, mentre i russi si ricompattavano. Dei 673 cavalieri solo 195 tornarono alla base. Molti sarebbero morti per le ferite. Dal momento in cui Lord Cardigan aveva dato l'ordine alla disastrosa conclusione trascorsero venti minuti.

Nel settembre del 1855 Sebastopoli cadde in mano degli alleati, che vinsero la guerra garantendo all'Impero Ottomano la sua integrità, che sarebbe durata sino al 1918.

Andrea Rocca