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Olimpiadi in "rosso e blu"

Olimpiadi in

Come nella luce del giorno non c'è una stella più calda e scintillante del sole, ugualmente non esiste una competizione così grande come le Olimpiadi». Così Pindaro, il grande poeta lirico greco, definì quella che ancora oggi è la più importante manifestazione sportiva, che fonda le proprie radici nella memoria e nella storia dell'uomo stesso: basti pensare che la prima edizione ebbe luogo, ad Olimpia, nel 776 a.C.

Le gare olimpiche, oggi come allora, affermano valori culturali e morali; si basano sulla lealtà e la fratellanza sportiva e le esaltano; favoriscono l'incontro ed il confronto di civiltà diverse. Un universo fatto di atleti, speranze, illusioni, vittorie e amare sconfitte.

Dopo più di cento anni, per la XXVIII edizione, le Olimpiadi sono tornate nella loro "terra madre": fu infatti ad Atene, nel 1896, su iniziativa di Pierre de Coubertin, che si svolsero i primi Giochi Olimpici moderni. La nazione ellenica ha ospitato, dal 13 al 29 agosto scorso, circa 11mila atleti che, in rappresentanza di 202 nazioni, si sono cementati in ben 28 sport.

Con 23 atleti inseriti nelle rappresentative nazionali di atletica leggera, judo, nuoto, equitazione e scherma, l'Arma dei Carabinieri è stata presente con il più alto numero di sportivi che abbia mai partecipato alle Olimpiadi e, per la prima volta, anche con il personale femminile. Per l'atletica leggera hanno partecipato l'appuntato scelto Giovanni De Benedictis, l'appuntato Alberico Di Cecco, il carabiniere scelto Nicola Ciotti e il carabiniere Alessandro Talotti; per l'equitazione gli appuntati Stefano Brecciaroli e Bruno Chimirri e l'allievo carabiniere Susanna Bordone. Nella sezione di judo hanno gareggiato i carabinieri Roberto Meloni e Paolo Bianchessi; mentre per il nuoto i carabinieri Federico Cappellazzo e Giacomo Vassanelli, i carabinieri ausiliari Alessandro Calvi e Mattia Nalesso e l'allievo carabiniere Valentina Marocchi. Per la scherma erano presenti gli appuntati Luigi Tarantino e Salvatore Sanzo, i carabinieri scelti Aldo Montano, Giampiero Pastore, Alfredo Rota e Matteo Zennaro, il carabiniere Andrea Cassarà, gli allievi carabinieri Margherita Granbassi e Gioia Marzocca.

Proprio la scherma merita una menzione speciale per l'importantissima conquista di due medaglie d'oro, due d'argento e una di bronzo. Il carabiniere livornese Aldo Montano, nella finale di sciabola ha battuto l'ungherese Zsolt Nemcsik conquistando l'oro; medaglia d'oro anche per Salvatore Sanzo e Andrea Cassarà nel fioretto a squadre; Sanzo si è, inoltre, aggiudicato la medaglia d'argento nel fioretto. La formazione composta da Tarantino, Montano e Pastore si è qualificata per la finale nella sciabola a squadre sconfiggendo la Russia, che non perdeva una gara internazionale dal 1999. I nostri tre carabinieri, battuti dalla Francia con il punteggio di 45 a 42, hanno comunque regalato all'Italia un altro bellissimo argento. Il bronzo è stato conquistato nel fioretto individuale da Andrea Cassarà.

Anche nel judo, nell'atletica leggera e nell'equitazione gli atleti Carabinieri sono riusciti ad ottenere ottimi piazzamenti.

L'Arma, ad Atene, non solo ha vinto il numero più alto di medaglie mai ottenute nei Giochi Olimpici, ma si è anche aggiudicata il primo posto nella classifica riservata ai Gruppi Sportivi Militari, confermando così i più recenti e brillanti traguardi conquistati sulla scena mondiale.

Nicoletta Archilei