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Lungaggini burocratiche

Dopo il collocamento in pensione, nel 1993, per
raggiunti limiti d'età, ho inoltrato in data 11 novembre 1994
domanda intesa a ottenere la pensione privilegiata per malattia
riconosciuta dipendente da causa di servizio e ascritta all'8a
categoria tabella "A" massima. Tra il 1995 e il 2001 sono stato più
volte convocato a visite mediche, a seguito delle quali mi sono
state assegnate delle categorie sempre decrescenti, fino ad
arrivare alla 5a categoria tabella "A" a vita con decorrenza dal 21
novembre 1997 (verbale B/200/0534 in data 4 dic. 2001). Nonostante
diverse richieste inoltrate al Ministero della Difesa, al Comando
Generale dei Carabinieri e al Comando Regione Carabinieri Lazio,
non ho ancora percepito alcun centesimo relativo al beneficio in
parola. Come mai l'iter burocratico è così lungo? Perché militari
dell'Esercito andati in pensione nel 1992 e transitati
nell'ausiliaria percepiscono la privilegiata fin dal primo mese di
pensione? Allora è proprio vero che ci sono categorie di serie "A"
e categorie di serie "B".
R.V. - Castel Viscardo (Tr)
In data 2 maggio 2003, il Ministero della Difesa, Direzione
Generale per il Personale Militare, ha richiesto il decreto di
pensione ordinaria al Comando Regione Carabinieri Emilia Romagna
per poter liquidare la pensione privilegiata, essendo stato
collocato in pensione nel 1998. Vorrei sapere quali sono i tempi
per ottenere questa liquidazione, visto che oramai è trascorso un
anno dalla richiesta del decreto da parte del Ministero della
Difesa e ben cinque dal riconoscimento. Possibile che ci voglia
tanto tempo a spedire una fotocopia di questo decreto? Ringrazio
per quello che farete per porre fine a questa lunga attesa.
F.A. - Baricella (Bo)
Aseguito di infermità
riconosciuta dipendente da causa di servizio, in data 22 ottobre
1999 la C.M.O. di Caserta mi ha assegnato la 5a categoria a vita
con decorrenza, ai fini della privilegiata, dal 5 gennaio 1994,
giorno del collocamento in congedo. Sono passati cinque anni, ho
sollecitato il Ministero della Difesa, ma sino ad oggi nulla si è
visto.
I.M. - Toro (Cb)
Il 18 aprile 2001 ho formulato
quesito amministrativo ai sensi degli articoli 117 e 120 del R.D.
n. 3458/1928 al Comando Regione Carabinieri Sicilia che, nonostante
reiterate successive richieste - citando anche il rispetto della
legge n. 241/1990 - è rimasto senza risposta alcuna. Nessuna
risposta è stata fornita neppure alla richiesta inviata al Comando
Generale dell'Arma in data 22 dicembre 2003. Noi carabinieri in
congedo non apparteniamo ai cittadini italiani con diritti e doveri
dell'articolo 3 della Costituzione? Non siamo difesi da nessuno. Mi
sento mortificato dopo aver servito l'Arma per quasi 40 anni.
D.S.A. - Belpasso (Ct)
Nel 1998, già in congedo da sei
anni, ho inoltrato domanda al Comando Regione Carabinieri Lombardia
per ottenere la pensione privilegiata per alcune infermità
dipendenti da causa di servizio. Nel 1999 sono stato convocato
dalla C.M.O. di Brescia per gli accertamenti medico-legali del
caso. Poi, nel 2000, mi è stato comunicato dal suddetto Comando di
Regione che la mia istanza era stata inoltrata al Comitato per le
pensioni privilegiate ordinarie. Da allora non ho più saputo nulla.
Pertanto vi chiedo se risultino cose simili alla mia e se ci siano
particolari motivi che stanno dietro a queste lungaggini
burocratiche. Cosa posso fare per avere una risposta
dall'Amministrazione?
T.G. - Un abbonato
A seguito di incidente stradale
occorso in servizio nel 1993, mio figlio, carabiniere ausiliario,
ha riportato gravi lesioni dipendenti da causa di servizio. In data
12 settembre 1999 è stata inoltrata domanda per ottenere la
pensione privilegiata. Nel 2002 il Ministero dell'Economia, Ufficio
Comitato di verifica per le cause di servizio, ha informato che la
pratica era in via di definizione. Sono trascorsi due anni
dall'ultima comunicazione e dieci dall'inizio della pratica.
P.D. - San Lazzaro di Savena (Bo)
Brigadiere in congedo dal 1975,
percettore di pensione, in data 3 maggio 1999 ho inoltrato domanda
al competente Ministero della Difesa per ottenere i benefici di
perequazione e riliquidazione delle pensioni ante 2 gennaio 1978,
ai sensi della legge 29 gennaio 1991, n. 59. Il citato Ministero,
in data 19 ottobre 2001, mi informava che la pratica era stata
inviata all'Inpdap di Bari per il ruolo di pagamento e alla Corte
dei Conti di Roma per il riscontro, ai sensi della legge n.
312/1980. Poiché a tutt'oggi i suddetti Enti non hanno comunicato
alcun esito, chiedo cortesemente al vostro esperto se gli Uffici
interessati sono tenuti a dare risposta.
M.M. - Andria (Ba)
I quesiti si riferiscono a
problematiche comuni e riguardano sostanzialmente quattro aspetti.
Il primo attiene all'iter normale/ regolamentare delle pratiche
pensionistiche e di quelle ad esse collegate; il secondo riguarda i
casi particolari; il terzo concerne il comportamento che la
Pubblica Amministrazione deve tenere nei riguardi dei soggetti
interessati; il quarto ed ultimo aspetto si riferisce a cosa può
fare la nostra Rivista per aiutare i lettori a risolvere i loro
problemi amministrativi. Incominciamo con l'iter regolamentare. Le
pratiche pensionistiche ordinarie vengono svolte, di norma,
attraverso varie fasi. La prima è quella dell'istruttoria, che, ai
sensi del Dpr 19 gennaio 1976, compete all'ultimo Ente che ha
amministrato il personale. In particolare, per l'Arma dei
Carabinieri, attualmente provvede il Centro Nazionale
Amministrazione (Cna). Tuttavia, per i soli Ufficiali Generali la
competenza è devoluta alla Direzione Generale del Personale
Militare (Persomil). In questa fase vengono predisposti gli atti
sulla base della documentazione personale e degli elementi
soggettivi che danno diritto ai benefici. Va da sé che questa fase,
al di là della "celerità" con cui opera l'Amministrazione, sarà
tanto più breve quanto più i suddetti dati risultino già acquisiti
e regolarmente definiti. Istruite così le pratiche, possono essere
emessi i relativi decreti di pensione. A tale operazione, per
l'Arma dei Carabinieri, provvedono i suddetti Enti: Persomil per
gli Ufficiali Generali e il Cna per il rimanente personale.
Precisiamo che, limitatamente alle pensioni privilegiate, la
competenza per entrambe le fasi (istruzione e decretazione) è
accentrata a Persomil. Tutti i decreti emessi, prima di essere
esecutivi per il pagamento, passano attraverso un'altra fase,
quella della registrazione alla Ragioneria competente
(Centrale/Provinciale) e del visto di legittimità alla Corte dei
Conti. Lo svolgimento dell'intero iter (dall'inizio
dell'istruttoria al pagamento) comporta un tempo medio variabile
tra due e cinque anni. Il secondo aspetto, relativo ai quesiti
comuni, riguarda i casi particolari. Infatti, qualora questi ultimi
si discostassero dalla norma (è il caso di accertamenti
supplementari delle pratiche sanitarie), i tempi di trattazione
potrebbero essere allungati, anche di molto. Ciò perché è
necessario che vengano espletati gli atti esecutivi complementari
la cui tempistica è ovviamente legata alla natura e alla
complessità dell'evento. In simili casi ci sembra corretto che
debbano essere tenuti in debito conto anche gli effetti di questi
fatti. E qui veniamo al terzo aspetto, quello che riguarda appunto
il comportamento dell'Amministrazione in simili casi. Quest'ultima,
indipendentemente dai ritardi più o meno giustificati, dovuti a
straordinarie e motivate esigenze imposte dallo svolgimento
dell'istruttoria, non può prescindere dall'attenersi alle norme del
Diritto Amministrativo, che discendono sia dai principi generali
della legge n. 241/1990, sia dalle disposizioni particolari del
Regolamento di applicazione della citata legge. Infatti la Pubblica
Amministrazione, nel definire per ciascun tipo di procedimento le
modalità esecutive e il termine entro cui il medesimo procedimento
deve concludersi, è tenuta a determinare l'Ufficio Responsabile
dell'istruttoria, il quale, tra l'altro, ha l'obbligo di fornire
tutti gli opportuni chiarimenti o adattare le misure necessarie
richieste dai soggetti interessati entro il termine massimo di
trenta giorni, anche con comunicazioni telegrafiche, telefoniche,
telematiche o via fax. L'ultimo aspetto riguarda la possibilità di
intervento della nostra Rivista, alla quale molti lettori
rappresentano le problematiche amministrative e, spesso, si
affidano anche per la soluzione delle stesse. Purtroppo, come
abbiamo già avuto modo di precisare (vds. mese di aprile 2004), la
nostra Rivista non è abilitata ad interessare gli Organi Ufficiali
dello Stato cui è devoluta la competenza. Possiamo però assicurare
che, oltre alla giusta evidenza che viene conferita alla
pubblicazione giornalistica, i casi rappresentati vengono tutti
"ufficiosamente" analizzati dagli addetti ai lavori sia del Comando
Generale dell'Arma sia del Ministero della Difesa (compreso il
titolare della presente rubrica), i quali, in considerazione della
competenza professionale specifica, non mancheranno di porre in
essere gli interventi più opportuni auspicati dai nostri
lettori. |