CARABINIERI

Entra nella Stazione On-Line dei Carabinieri
Ministero della Difesa
Home > L'Editoria > Il Carabiniere > Anno 2004 > Luglio > Militaria

Quesiti amministrativi

Migliorie economiche


Simbolo dei quesiti amministrativi

Desidererei conoscere il decreto del Presidente della Repubblica con il quale di recente sono state approvate alcune migliorie economiche per le Forze dell'Ordine. Inoltre gradirei sapere se l'attribuzione dell'assegno funzionale, anticipato con il succitato Dpr da 19 a 17 anni e con retroattività dal 1° gennaio 2003, riguarda anche coloro che hanno prestato servizio in altre Forze Armate e che, alla data del 1° gennaio 2003, avevano compiuto la prescritta anzianità di servizio.
B.P. - Amantea (Cs)

La norma con cui sono state approvate di recente alcune migliorie economiche per le Forze dell'Ordine è il decreto Presidente della Repubblica 20 novembre 2003, n. 348. Il citato Dpr è stato emanato a seguito degli accordi sulla concertazione normativo-economica tra i rappresentanti del Governo (Funzione Pubblica) e dei Cocer delle Forze di Polizia a ordinamento militare, nonché dei rappresentanti sindacali delle Forze di Polizia a ordinamento civile. La suddetta norma, all'articolo 2, prevede nuove misure dell'assegno funzionale pensionabile a decorrere dal 1° gennaio 2003, al compimento di 17 anni (ovvero 29 anni) di servizio, anziché, come era in precedenza, al compimento di 19 anni (ovvero 29 anni). A seguito degli accordi di cui alla suddetta concertazione con i rappresentanti dei Cocer delle Forze Armate è stato emanato, sotto la stessa data del 20 novembre 2003, il Dpr n. 349. Detto Dpr prevede, in merito all'assegno funzionale, gli stessi benefici anche per il corrispondente personale militare delle Forze Armate, compreso quello che, alla data del 1° gennaio 2003, aveva compiuto la prescritta anzianità di servizio.



Pensione e cumulo con altri redditi



Il 22 gennaio 2002 sono stato collocato in congedo assoluto dall'Aeronautica Militare perché permanentemente non idoneo al servizio militare, in base all'articolo 29 della legge n. 599/1954. All'atto del congedo avevo maturato un'anzianità di servizio pari ad anni 17 e le infermità riscontratemi sono state riconosciute dipendenti da causa di servizio dalla Commissione Medica di Medicina Legale dell'Aeronautica Militare di Roma, e ascrivibili alla tabella "A" - 8a Categoria. Dopo il congedo sono stato informato da alcuni colleghi che potevo chiedere la Pensione Privilegiata, la quale a tutt'oggi, dopo aver prodotto domanda agli organi competenti in data 19 marzo 2002, non mi è stata ancora concessa. Intanto mi viene pagata dall'Inpdap una pensione di invalidità, che è decurtata del 50% nei periodi in cui vengo assunto come lavoratore dipendente. Desidererei sapere se: a) è giusto che la mia pensione sia considerata "di invalidità"; b) ho diritto alla Pensione Privilegiata; c) la Pensione Privilegiata è cumulabile con altri redditi per intero o subisce decurtazione; d) ci sono posti riservati per il personale militare congedato per infermità.
G.Z. - Villa Santo Stefano (Fr)

Sulla base della vigente normativa rispondiamo ai quesiti da lei formulati.

a) Essendo stato collocato in congedo assoluto perché giudicato permanentemente non idoneo al servizio militare, l'eventuale pensione spettante è considerata "di invalidità", ovvero "per riforma". In entrambi i casi non esiste alcuna differenza quantitativa. È invece la categoria della invalidità che, combinata con la Pensione Privilegiata Ordinaria, potrebbe modificare l'aliquota percentuale della pensione attribuita.

b) Nel suo caso, poiché la malattia che ha determinato il collocamento in quiescenza è riconosciuta per causa di servizio ed è ascrivibile alla tabella "A" - 8a Categoria, spetta il trattamento pensionistico privilegiato (che (corrisponde al 10% della base pensionabile maturata), che si aggiunge alla pensione ordinaria di invalidità, senza modificare l'aliquota percentuale.

c) Qualora dovesse intraprendere un'attività di lavoro dipendente, può cumulare fino al 50% del trattamento pensionistico (ivi compresa la Pensione Privilegiata Ordinaria).

d) In merito ad eventuali posti riservati per il personale militare giudicato non idoneo al servizio militare incondizionato, ma idoneo per altri impieghi civili, la legge 28 luglio 1999, n. 266, prevede il collocamento di detto personale in idonei e corrispondenti ruoli e categorie civili della Pubblica Amministrazione.

Il decreto interministeriale 18 aprile 2002 stabilisce le procedure del transito che, comunque, è a domanda dell'interessato entro 30 giorni dalla notifica del giudizio di idoneità (o non idoneità).



Assegno speciale per le vedove?



Leggo con divertita amarezza l'articolo "Onorificenze alle mamme coraggio" (Il Carabiniere, maggio 2004). Nulla si fa per le "vedove coraggio". Se il consorte decede, la vedova non riceve la reversibilità dell'assegno speciale. Una vergogna senza precedenti. Purtroppo la legge istitutiva dell'assegno speciale vieta la reversibilità anche se il coniuge muore servizio durante. La Cassa Ufficiali incamera i contributi versati. Cerchiamo di fare giustizia.
V.R. - Torino

Condividiamo le sue considerazioni e proposte di fare giustizia. Infatti l'assegno speciale, istituito con legge n. 371/1940, aveva lo scopo (così come si legge dalla relazione parlamentare) di integrare il trattamento di quiescenza allorquando veniva a cessare il pagamento delle indennità di ausiliaria e speciale previste dagli articoli 67 e 68 della legge 113/1954. L'assegno speciale, quindi, è una forma - ancorché atipica - di integrazione della pensione ordinaria (quest'ultima è ovviamente reversibile). Tuttavia la stessa legge istitutiva, nel fissare le condizioni e le modalità per la corresponsione del beneficio in parola, stabilisce altresì che il medesimo è un assegno vitalizio "ad personam", ed è irreversibile. In merito, per completezza di trattazione, informiamo che sono in atto vari provvedimenti/iniziative tendenti a modificare radicalmente l'intera problematica delle Casse Militari, ivi compreso l'assegno speciale.


Quello scatto di invalidità



Sono un abbonato della rivista Il Carabiniere, in quiescenza dal 14 gennaio 1996. Durante i 34 anni di servizio prestati nell'Arma ho contratto varie malattie, tutte riconosciute per causa di servizio, ma non ascritte a categoria. Nel periodo di ausiliaria mi è stata riconosciuta un'ulteriore infermità e, per effetto del cumulo con alcune delle precedenti malattie, questa volta mi è stata assegnata la 7a Categoria. Subito dopo ho presentato domanda per il riconoscimento dello scatto di invalidità (articoli 117 e 120) e il Comando al quale avevo indirizzato la domanda mi ha risposto che non mi competeva, in quanto durante il servizio non avevo malattia ascritta a categoria. Poiché la stessa situazione non avviene per la concessione della pensione privilegiata (infatti quest'ultima è stata riconosciuta, anche se la categoria è stata acquisita dopo il congedo), rivolgo al vostro esperto i seguenti quesiti: a) perché lo scatto di invalidità viene concesso solo a coloro che all'atto del congedo hanno malattie a categoria? b) perché la pensione privilegiata non viene corrisposta dal giorno del congedo, ma solo dietro presentazione della domanda? c) l'ausiliaria è considerata, per le malattie, come se il militare fosse ancora in servizio?
P.C. - Frattaminore (Na)

In esito alle problematiche rappresentate nella sua lettera, riscontriamo i quesiti da lei formulati sulla base della vigente normativa.

a) I benefici relativi allo "scatto di invalidità", cioè quelli previsti dagli articoli 117 e 120 del regio decreto 31 dicembre 1928, n. 3458, in base alla circolare DGPM/IV/11°/ CD/139758, in data 9 novembre 2001, della Direzione Generale Personale Militare, spettano sia al personale in servizio sia a quello in congedo, purché per quest'ultimo il riconoscimento dell'infermità, con relativa ascrizione a categoria, sia avvenuto in costanza di servizio. La medesima circolare precisa che il personale in ausiliaria può godere del beneficio solo se, al verificarsi dei citati eventi, tale personale risulti richiamato in servizio "con assegni".

b) La Pensione Privilegiata viene liquidata d'ufficio, ai sensi dell'articolo 167 del decreto Presidente della Repubblica 1092/1973, nel caso in cui la cessazione sia dovuta ad infermità riportate in costanza di servizio e per causa di servizio. Nei rimanenti casi, compreso quello in cui la malattia viene riconosciuta in ausiliaria, il beneficio può essere concesso a domanda dell'interessato.

c) Il periodo trascorso in ausiliaria, pur dando luogo a determinati benefici, non viene considerato, per le malattie, alla stessa stregua di quello trascorso in servizio.



Riconoscimento dell'infermità



Nel 1992 sono stato operato di cisti sacrococcige e nel 1999 sono stato ancora operato per cisti sulla natica destra. Presto dovrò subire una nuova operazione, ancora per cisti sacrococcige. Poiché svolgo un lavoro che mi costringe a stare seduto in auto per molte ore al giorno, desidererei sapere se, facendo la domanda per le operazioni subite e per quella che dovrò prossimamente subire, posso chiedere il riconoscimento da causa di servizio. Inoltre, posso avere un equo indennizzo per tutte le spese mediche sostenute?
G.P. - @mail

L'accertamento dell'esistenza di una infermità o menomazione attribuibile all'attività di servizio è affidato alla Commissione Medica Ospedaliera (Cmo) e, successivamente, al Comitato di Verifica per le Pensioni Privilegiate Ordinarie. Quest'ultimo organo, oltre a confermare/verificare l'entità della malattia e la correlazione fra i danni fisici subiti e i fatti di servizio che li hanno prodotti, definisce anche l'ascrivibilità a tabella/categoria. La procedura per il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio di una infermità è disciplinata dal Dpr 18 novembre 1965, n. 1485, ed è regolamentata dalla circolare n. 1100/ML - 10/10 in data 30 luglio 1993 del Ministero Difesa - Direzione Generale della Sanità Militare. L'accertamento avviene su istanza dell'interessato entro il termine di sei mesi dalla data in cui il medesimo è venuto a conoscenza della natura e gravità dell'infermità da parte di organo sanitario qualificato. L'istruttoria della pratica può avvenire anche d'ufficio in presenza di casi particolari (infermità contratte in ambiente a rischio epidemico, decesso a seguito di evento traumatico occorso in servizio, oppure qualora si riscontrino errori procedurali nella pratica di riconoscimento già avviata o definita).

La procedura segue modalità diverse in relazione alla categoria di appartenenza del personale (militare e civile) ed alla posizione di stato in cui lo stesso si trova all'atto dell'istruttoria della pratica (in attività di servizio o in quiescenza). In merito all'equo indennizzo, si precisa che il pubblico dipendente, qualora abbia contratto infermità riconosciute per causa di servizio, ha titolo alla concessione di particolari benefici. Tra essi, oltre alla effettuazione di cure specialistiche con onere a carico della Amministrazione, è prevista anche la corresponsione di una indennità una tantum, denominata "equo indennizzo".

Domenico Benedetti