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Rosso & Blu

Ispirato a Nassiriya



Antonio Recalcati, uno dei più capaci pittori del Novecento, l'uomo che sfiorò la morte, la carezzò, la vinse, afferma: «Passione per la libertà: è la pittura».

«Ho scritto di lui», precisa Beatrice Buscaroli, «ho visto i suoi quadri ieri, li conosco a memoria. Un passaggio pedonale, uno sguardo basso e lo ritrovo lì dove mai guardiamo per gioia o per vedere, ma solo per aspettare. E allora anche le parole che si sono scritte per descrivere una pittura che gioca tutto con se stessa e va avanti, va avanti sempre, e ha molto più coraggio di noi, sembrano impacciate e imperfette. Ancora più imperfette. Pensavo che avevo ancora tante cose da scrivere, mentre Antonio Recalcati, inaugurando la sua mostra al Credito Valtellinese, se ne stava compunto davanti alla giornalista di Sondrio e rispondeva educatamente alle domande. Pensavo che la pittura è talmente più grande di noi che cerchiamo di spiegarla e di fermarla». Ebbene, questo artista, molto noto soprattutto all'estero come uno degli esponenti più importanti della pittura contemporanea, attualmente residente a Parigi, ha composto una bellissima opera ispirata ai Caduti di Nassiriya e agli uomini della Seconda Brigata Mobile e l'ha donata al generale Leonardo Leso, Comandante della Brigata stessa. La cerimonia di consegna del significativo dipinto, olio su tela, cm 150 per 150, si è svolta alla presenza del generale Maurizio Scoppa, Comandante della Regione Carabinieri "Lombardia", di ufficiali dello Stato Maggiore e del Comando, nonché di una rappresentanza di militari della Seconda Brigata Mobile, che hanno partecipato alla missione "Antica Babilonia". La mostra di Antonio Recalcati, della quale fa cenno la curatrice d'arte Beatrice Buscaroli, è in corso a Milano fino al 24 luglio. Per informazioni: tel. 02/48008015.



Il "Nucleo Scintilla"



Trent'anni sono tanti, ma per quanti hanno il culto della memoria ed il rispetto per i valori e per il lavoro meritoriamente concluso, sono un attimo. Indimenticabile, sempre presente. Per gli appartenenti a quel meraviglioso Nucleo Antiterrorismo, comunemente chiamato "Nucleo Scintilla", istituito nel 1974 perché fortemente voluto dal generale Carlo Alberto Dalla Chiesa per combattere le Brigate Rosse, quell'attimo si è fermato nella mente e nel cuore. Tutto questo è facile desumerlo dal significativo racconto dell'incontro che il generale di Corpo d'Armata Giuseppe Franciosa, oggi Presidente dell'Onaomac e allora Comandante del Nucleo, ha ottimamente sintetizzato. L'incontro si è svolto lo scorso 28 maggio presso il Circolo dei Carabinieri, a Roma. Il Reparto, all'inizio formato da sette ufficiali, trentatré sottufficiali e un carabiniere, ha operato in tutta Italia ed ha contribuito in maniera determinante alla sconfitta delle Brigate Rosse. E naturalmente tutti gli intervenuti al Circolo dei Carabinieri hanno constatato che i grandi rischi affrontati in quel periodo di lotta al terrorismo sono stati un collante mirabile per non dimenticare né gli episodi, né il valore di quella battaglia per la libertà e per la democrazia, tanto che anche i membri del "Nucleo Scintilla" che vivono lontano dalla Capitale hanno risposto con entusiasmo alla "chiamata" del generale Giampaolo Sechi, impareggiabile organizzatore della riunione. Pochissimi tra i convenuti sono ancora in servizio, la maggioranza è in congedo con figli grandi e nipoti, ma tutti hanno conservato la vivacità di un tempo e la consapevolezza di aver difeso la Patria da un grave pericolo. Doveroso è stato il ricordo e la resa degli onori ai Commilitoni scomparsi, a cominciare dal leggendario generale Dalla Chiesa, dall'eroico maresciallo Maritano caduto in un conflitto a fuoco e decorato con la Medaglia d'Oro al Valor Militare, dall'allora capitano Bonaventura prezioso per la conoscenza del fenomeno eversivo e dal colonnello Recalbuto, successore del generale Franciosa al Comando del Nucleo. I reduci di quella lotta, che fa parte della storia più recente dell'Italia e dell'Arma, si sono lasciati con la promessa di ritrovarsi ancora e, come ha affermato il generale Giuseppe Franciosa, con l'impegno di conservare «l'orgoglio e la fierezza di aver contribuito al bene della nostra Patria», partecipando, ora, alla vita sociale «per trasmettere agli altri il nostro entusiasmo e il nostro amore per l'Italia». Un modo «per contribuire a porre un freno al declino di quei valori» che per gli uomini appartenenti al "Nucleo Scintilla" furono un costante riferimento e che oggi, sembrano purtroppo completamente ignorati.



Ricordi in Somalia



Un carabiniere tutto d'un pezzo, con una passione per la pittura, che attraverso i propri quadri esprimeva sensibilità artistica ed umana", così scriveva La Nuova Sardegna nell'illustrare la vita del Marchese Umberto Ripa di Meana, generale dei Carabinieri ed apprezzatissimo e sensibile artista, che tanti hanno ricordato anche in occasione della recente mostra retrospettiva del compianto personaggio, organizzata a Palazzo Robellini, nella Città di Acqui Terme, dalla locale amministrazione comunale. Ad Acqui Terme, infatti, aveva retto il Comando della Tenenza dell'Arma per un periodo non molto lungo, ma che sempre ricordava con grandissima soddisfazione. Poi in servizio per varie località in Italia e all'estero, e nel dopoguerra arriva in Somalia, a Mogadiscio, dove, per incarico dell'Onu, organizza la Polizia del nascente Stato indipendente. Non trascura mai, comunque l'arte, con pitture e disegni, apprezzati dalla critica e dal pubblico. La retrospettiva di Acqui, intitolata "Somalia... ricordi e speranze", costituisce una significativa rimembranza per quanti conobbero il generale-pittore, e molto opportunamente i figli, in catalogo, hanno scritto come dedica: "I figli in ricordo del felice soggiorno di Umberto Ripa di Meana quale giovane Tenente dei Carabinieri ad Acqui Terme nel lontano 1936".



Gemellaggio con Toronto



Una delegazione della Sezione dell'Associazione Nazionale Carabinieri di Toronto, in Canada, guidata dal Presidente, brigadiere Tonino Giallonardo, e dal Consigliere, carabiniere Gaetano Prinzo, gemellatasi con la Sezione dell'Anc di Treviso, presieduta dal colonnello Giancarlo Felici, ha visitato il Comando Divisione Unità Mobili Carabinieri. Alla cerimonia, che tra l'altro testimonia l'italianità dei nostri cittadini all'estero e l'attaccamento ai valori dell'Arma, hanno presenziato numerose autorità civili e militari. Nella stessa giornata sono state effettuate visite rievocative al sacro Ossario di Nervesa della Battaglia e al cippo eretto in memoria dell'eroe dell'aria Francesco Baracca.



In visita a Treviso



L'onorevole Filippo Berselli, Sottosegretario di Stato alla Difesa, ha visitato il Comando della Divisione Unità Mobili Carabinieri di Treviso. A riceverlo, a Villa Margherita, il Comandante, generale di Divisione Giuseppe Barraco, che ha illustrato l'organizzazione e l'operatività del Comando. L'onorevole Berselli ha espresso parole di gratitudine alle autorità militari e agli addetti convenuti.



Cartolina dall'Albania



Dal signor Nadir Castagneri di Pont Canavese (To), "estimatore dell'Arma e collezionista di posta militare", come egli stesso si definisce, riceviamo questa cartolina, che ci fa particolare piacere mostrare ai nostri lettori. Ad inviargliela dall'Albania, nell'estate 1999, l'allora appuntato scelto Giuseppe Coletta, poi tra le vittime di Nassiriya. Commuove, nelle sue parole, l'attaccamento all'Arma.