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Quei calendari paralleli

Ancora cinque calendari dell'Arma non ufficiali, dedicati ai collezionisti. Soggetti di notevole interesse che vanno dagli anni Trenta ai nostri giorni

La copertina del calendario del Comando Superiore CCRR di Albania (1940)

Terminiamo, con questo articolo, la trattazione dei calendari non ufficiali, altrimenti detti "paralleli". Quei calendari, come detto, prodotti su iniziativa di singoli individui o di interi reparti dell'Arma, non già per volontà dell'Arma. Ai quattro analizzati nello scorso numero ne aggiungiamo, in questo, ancora cinque, editi dal 1933 al 1993.

  • Nel 1933 la Legione Allievi Carabinieri Reali, con sede in Roma, si rende promotrice della realizzazione di un calendario (22x33 cm, in bianco e nero) dalla copertina accattivante e dai contenuti interni molto interessanti, sebbene limitati. L'unica immagine ivi riportata appare appunto in copertina: si tratta del bellissimo quadro di Francesco Gonin che documenta il sacrificio del carabiniere Giovan Battista Scapaccino, la prima medaglia d'oro al valor militare dell'Arma. All'interno, due sole particolarità: l'Ordine del giorno del Primo Segretario di Guerra e Marina del 12 febbraio 1834, con cui veniva commentato l'eroico sacrificio; la Circolare di Massima n. 115, datata 28 marzo 1844, con la quale il Comando Generale distribuiva a tutte le Stazioni dell'Arma una riproduzione del quadro. Tiratura sconosciuta.
  • Nel 1934 anche la Legione Carabinieri Reali di Milano pubblica un suo calendario (25x32 cm, in bianco e nero, con sviluppo orizzontale, corredato di cordoncino rosso/blu) sulla cui copertina viene riprodotta la carica di Pastrengo, incastonata in una sontuosa cornice arricchita di vari stemmi, tra cui la fiamma dell'Arma con le iniziali di Vittorio Emanuele sulla granata. Manca, stranamente, lo stemma araldico dell'Arma di allora. All'interno, l'elenco dei colonnelli comandanti della Legione dalla data della sua fondazione (1861) e l'elenco degli ufficiali in servizio presso quel reparto nel 1934. Anche in questo caso la tiratura è sconosciuta.
  • Un altro pezzo tanto curioso quanto interessante: edito nel 1936, di paternità e tiratura sconosciute, riporta nella penultima pagina questa labile indicazione: "Il calendario 1936 XIV è dedicato ai reparti CCRR delle colonie". Non è presente, purtroppo, nessun altro elemento che può aiutarci a capire quale fosse l'ente originatore. Di formato 30x23 cm, anch'esso in bianco e nero, a sviluppo verticale, riproduce in copertina la carica dello Squadrone Zaptié di Manovra a Sidi-bu-Argub (Tripolitania) nel 1923 e in 4a di copertina Sua Maestà Carlo Alberto. Ricchissimo di contenuti interessanti, all'interno riporta comunicazioni di Vittorio Emanuele e Mussolini, una tavola di Vittorio Pisani, la cronistoria di eventi che hanno interessato l'Arma dal gennaio 1895 al dicembre 1927, le descrizioni del sacrificio dello Squadrone Zaptié nonché dell'atto eroico del Carabiniere Bianchi a Makallé, nel gennaio del 1896.
  • Di stanza a Tirana, agli ordini del generale di Divisione Crispino Agostinucci, il "Comando Superiore CCRR di Albania" pubblica nel 1940 un bellissimo calendario, strutturato in ben 18 pagine. A sviluppo verticale, del formato 22x28 cm, corredato di cordoncino rosso, il calendario risulta particolarmente curato e ricco di informazioni. Leggendone le pagine interne, si apprende che il Comando Superiore Carabinieri Reali di Albania era suddiviso in due Legioni: Tirana, da cui dipendevano i Gruppi di Tirana, Scutari, Elbasan, Piscopja, Durazzo e Kukes; Valona, da cui dipendevano i Gruppi di Valona, Argirocastro, Berat e Corizza. La copertina, ricca di particolari e a colori (un lusso che all'epoca caratterizzava solo alcuni dei calendari ufficiali), colpisce immediatamente per l'evidente volontà di avvicinarsi alla popolazione locale con l'utilizzo delle due lingue. Il motto "Nei secoli fedele", che campeggia a caratteri cubitali, viene riportato anche in lingua albanese, mentre per altri messaggi la lingua italiana viene utilizzata addirittura per seconda. All'interno, foto del Re e di Mussolini, l'elenco delle decorazioni della Bandiera dell'Arma, alcuni cenni storici dell'Arma, un interessante riquadro dedicato alle ricompense concesse a militari dell'Arma in servizio in Albania e l'elenco degli ufficiali dell'intero Comando. Purtroppo, anche di questo pezzo si ignora la tiratura.
  • Nel 1993, il Comandante della Stazione Carabinieri di Collegno (Torino) si rende promotore di un accattivante calendarietto edito in sole 500 copie, del formato di 15x22 cm, con sviluppo verticale, completo di cordoncino rosso/blu. Ricchissimo di pagine, ben 32, il calendario riporta in foto solo una parte della collezione dedicata a materiale dell'Arma in possesso al maresciallo: soldatini, giocattoli, modellini, berretti, strumenti musicali d'epoca. La copertina, ad opera del pittore collegnese Giuseppe Lupo, è un concentrato dell'Arma dei giorni nostri in cui tecnologia e tradizione si contemperano con efficacia: la sede della Caserma (una bella palazzina degli inizi del XX secolo), la moderna gazzella dell'Arma, il tricolore italiano, lo stemma araldico dell'Arma e, in primo piano, un fiero carabiniere in grande uniforme ridotta. In una pagina interna sono presenti anche i numeri telefonici della Compagnia di Rivoli, da cui la Stazione di Collegno dipende, nonché delle Stazioni limitrofe. Un'iniziativa lodevole, per niente vanificata dai due grossolani errori in copertina: il primo, il più evidente, riguarda la Regione di appartenenza, che non si chiama "Regione CC Piemonte" ma "Regione CC Piemonte e Valle d'Aosta" (ma forse si è trattato di una contrazione dovuta a problemi di spazio). Il secondo riguarda i reparti sovraordinati alla Stazione, tutti riportati fatta eccezione per il Comando della Compagnia di Rivoli, completamente ignorato.
    Come già ampiamente spiegato nell'articolo precedente, è assai arduo esprimere una valutazione economica di tali calendari. Mancano infatti parametri oggettivi di riferimento, come l'ente originatore e la tiratura. Abbiamo però detto che, a causa del comprovato ed evidente minore interesse suscitato da questi oggetti nel mercato del collezionismo, la loro quotazione rimane assai contenuta.

Ciò posto, i tre calendari degli anni Trenta si attestano su una quotazione che si aggira sui 40-50 euro: un prezzo molto inferiore a quello dei calendari ufficiali dello stesso periodo, che si aggira intorno ai 70-80 euro. Leggermente superiore, invece, la quotazione del calendario "albanese" del 1940: 50-60 euro al massimo, ampiamente giustificati dalla particolarità del prodotto. Senza contare che, verosimilmente, molte copie di esso andarono distrutte o perse alla fine della guerra, nel corso delle operazioni di rientro in territorio nazionale (chi scrive ha prestato servizio in Albania nel 1999 e, nonostante l'impegno, non è riuscito a trovare alcuna traccia di tale documento). Non più di 5-7 euro, infine, la quotazione del calendario della Stazione Carabinieri di Collegno, un oggetto troppo recente per assurgere ad icona del collezionismo, ma che certamente si valorizzerà nel tempo.

In chiusura, un appello: saremo grati a tutti coloro che vorranno inviarci foto, riproduzioni anastatiche e fotocopie di altri calendari non ufficiali, anche recenti, naturalmente dedicati all'Arma dei Carabinieri. Contattate pure la Redazione del Carabiniere o, ancora meglio, inviate una e-mail all'autore di questo articolo (gl.livi@virgilio.it): il materiale che perverrà, potrebbe essere oggetto di studi e trattazioni.

Gianluca Livi