|
Terminiamo, con questo articolo, la
trattazione dei calendari non ufficiali, altrimenti detti
"paralleli". Quei calendari, come detto, prodotti su iniziativa di
singoli individui o di interi reparti dell'Arma, non già per
volontà dell'Arma. Ai quattro analizzati nello scorso numero ne
aggiungiamo, in questo, ancora cinque, editi dal 1933 al 1993.
-
Nel 1933 la Legione Allievi
Carabinieri Reali, con sede in Roma, si rende promotrice della
realizzazione di un calendario (22x33 cm, in bianco e nero) dalla
copertina accattivante e dai contenuti interni molto interessanti,
sebbene limitati. L'unica immagine ivi riportata appare appunto in
copertina: si tratta del bellissimo quadro di Francesco Gonin che
documenta il sacrificio del carabiniere Giovan Battista Scapaccino,
la prima medaglia d'oro al valor militare dell'Arma. All'interno,
due sole particolarità: l'Ordine del giorno del Primo Segretario di
Guerra e Marina del 12 febbraio 1834, con cui veniva commentato
l'eroico sacrificio; la Circolare di Massima n. 115, datata 28
marzo 1844, con la quale il Comando Generale distribuiva a tutte le
Stazioni dell'Arma una riproduzione del quadro. Tiratura
sconosciuta.
-
Nel 1934 anche la Legione
Carabinieri Reali di Milano pubblica un suo calendario (25x32 cm,
in bianco e nero, con sviluppo orizzontale, corredato di cordoncino
rosso/blu) sulla cui copertina viene riprodotta la carica di
Pastrengo, incastonata in una sontuosa cornice arricchita di vari
stemmi, tra cui la fiamma dell'Arma con le iniziali di Vittorio
Emanuele sulla granata. Manca, stranamente, lo stemma araldico
dell'Arma di allora. All'interno, l'elenco dei colonnelli
comandanti della Legione dalla data della sua fondazione (1861) e
l'elenco degli ufficiali in servizio presso quel reparto nel 1934.
Anche in questo caso la tiratura è sconosciuta.
-
Un altro pezzo tanto curioso
quanto interessante: edito nel 1936, di paternità e tiratura
sconosciute, riporta nella penultima pagina questa labile
indicazione: "Il calendario 1936 XIV è dedicato ai reparti CCRR
delle colonie". Non è presente, purtroppo, nessun altro elemento
che può aiutarci a capire quale fosse l'ente originatore. Di
formato 30x23 cm, anch'esso in bianco e nero, a sviluppo verticale,
riproduce in copertina la carica dello Squadrone Zaptié di Manovra
a Sidi-bu-Argub (Tripolitania) nel 1923 e in 4a di copertina Sua
Maestà Carlo Alberto. Ricchissimo di contenuti interessanti,
all'interno riporta comunicazioni di Vittorio Emanuele e Mussolini,
una tavola di Vittorio Pisani, la cronistoria di eventi che hanno
interessato l'Arma dal gennaio 1895 al dicembre 1927, le
descrizioni del sacrificio dello Squadrone Zaptié nonché dell'atto
eroico del Carabiniere Bianchi a Makallé, nel gennaio del
1896.
-
Di stanza a Tirana, agli ordini
del generale di Divisione Crispino Agostinucci, il "Comando
Superiore CCRR di Albania" pubblica nel 1940 un bellissimo
calendario, strutturato in ben 18 pagine. A sviluppo verticale, del
formato 22x28 cm, corredato di cordoncino rosso, il calendario
risulta particolarmente curato e ricco di informazioni. Leggendone
le pagine interne, si apprende che il Comando Superiore Carabinieri
Reali di Albania era suddiviso in due Legioni: Tirana, da cui
dipendevano i Gruppi di Tirana, Scutari, Elbasan, Piscopja, Durazzo
e Kukes; Valona, da cui dipendevano i Gruppi di Valona,
Argirocastro, Berat e Corizza. La copertina, ricca di particolari e
a colori (un lusso che all'epoca caratterizzava solo alcuni dei
calendari ufficiali), colpisce immediatamente per l'evidente
volontà di avvicinarsi alla popolazione locale con l'utilizzo delle
due lingue. Il motto "Nei secoli fedele", che campeggia a caratteri
cubitali, viene riportato anche in lingua albanese, mentre per
altri messaggi la lingua italiana viene utilizzata addirittura per
seconda. All'interno, foto del Re e di Mussolini, l'elenco delle
decorazioni della Bandiera dell'Arma, alcuni cenni storici
dell'Arma, un interessante riquadro dedicato alle ricompense
concesse a militari dell'Arma in servizio in Albania e l'elenco
degli ufficiali dell'intero Comando. Purtroppo, anche di questo
pezzo si ignora la tiratura.
-
Nel 1993, il Comandante della
Stazione Carabinieri di Collegno (Torino) si rende promotore di un
accattivante calendarietto edito in sole 500 copie, del formato di
15x22 cm, con sviluppo verticale, completo di cordoncino rosso/blu.
Ricchissimo di pagine, ben 32, il calendario riporta in foto solo
una parte della collezione dedicata a materiale dell'Arma in
possesso al maresciallo: soldatini, giocattoli, modellini,
berretti, strumenti musicali d'epoca. La copertina, ad opera del
pittore collegnese Giuseppe Lupo, è un concentrato dell'Arma dei
giorni nostri in cui tecnologia e tradizione si contemperano con
efficacia: la sede della Caserma (una bella palazzina degli inizi
del XX secolo), la moderna gazzella dell'Arma, il tricolore
italiano, lo stemma araldico dell'Arma e, in primo piano, un fiero
carabiniere in grande uniforme ridotta. In una pagina interna sono
presenti anche i numeri telefonici della Compagnia di Rivoli, da
cui la Stazione di Collegno dipende, nonché delle Stazioni
limitrofe. Un'iniziativa lodevole, per niente vanificata dai due
grossolani errori in copertina: il primo, il più evidente, riguarda
la Regione di appartenenza, che non si chiama "Regione CC Piemonte"
ma "Regione CC Piemonte e Valle d'Aosta" (ma forse si è trattato di
una contrazione dovuta a problemi di spazio). Il secondo riguarda i
reparti sovraordinati alla Stazione, tutti riportati fatta
eccezione per il Comando della Compagnia di Rivoli, completamente
ignorato.
Come già ampiamente spiegato nell'articolo precedente, è assai
arduo esprimere una valutazione economica di tali calendari.
Mancano infatti parametri oggettivi di riferimento, come l'ente
originatore e la tiratura. Abbiamo però detto che, a causa del
comprovato ed evidente minore interesse suscitato da questi oggetti
nel mercato del collezionismo, la loro quotazione rimane assai
contenuta.
Ciò posto, i tre calendari degli anni Trenta si attestano su una
quotazione che si aggira sui 40-50 euro: un prezzo molto inferiore
a quello dei calendari ufficiali dello stesso periodo, che si
aggira intorno ai 70-80 euro. Leggermente superiore, invece, la
quotazione del calendario "albanese" del 1940: 50-60 euro al
massimo, ampiamente giustificati dalla particolarità del prodotto.
Senza contare che, verosimilmente, molte copie di esso andarono
distrutte o perse alla fine della guerra, nel corso delle
operazioni di rientro in territorio nazionale (chi scrive ha
prestato servizio in Albania nel 1999 e, nonostante l'impegno, non
è riuscito a trovare alcuna traccia di tale documento). Non più di
5-7 euro, infine, la quotazione del calendario della Stazione
Carabinieri di Collegno, un oggetto troppo recente per assurgere ad
icona del collezionismo, ma che certamente si valorizzerà nel
tempo.
In chiusura, un appello: saremo grati a tutti coloro che
vorranno inviarci foto, riproduzioni anastatiche e fotocopie di
altri calendari non ufficiali, anche recenti, naturalmente dedicati
all'Arma dei Carabinieri. Contattate pure la Redazione del
Carabiniere o, ancora meglio, inviate una e-mail all'autore di
questo articolo (gl.livi@virgilio.it): il materiale che perverrà,
potrebbe essere oggetto di studi e
trattazioni. |