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"Panorami dell'Italia Unita"

Il 16 giugno si è inaugurata a Roma, nell'Ala Brasini del Museo del Risorgimento, la mostra "Panorami dell'Italia Unita". In quest'ala, aggiunta negli anni Trenta al Complesso del Vittoriano, sono esposte 120 foto delle circa 75.000 appartenenti alla collezione fotografica del Museo Centrale del Risorgimento e databili tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento.

L'esposizione, curata dal dottor Marco Pizzo, non solo vuole valorizzare i fondi iconografici del Museo Centrale, per molto tempo lasciati in secondo piano rispetto ai testi scritti, ma è anche il primo segno tangibile di un lavoro in atto da più di due anni da parte di un gruppo di esperti per il riordino e l'informatizzazione dell'archivio; la parte iconografica è, infatti, già pubblicata su Internet con l'importante scopo di rendere più fruibile e valorizzato il fondo archivistico.

In mostra le immagini dalla Repubblica Romana del 1849 al 1910, realizzate dai più importanti fotografi del XIX secolo, come quelle dei Fratelli Alinari, di Montatone, Sommer e Lecchi. Fotografie originali, albumine, gelatine a sviluppo, stereoscopie, che diventano vera e propria testimonianza del Risorgimento italiano, rendendo così possibile conoscere i luoghi e i personaggi che fecero da sfondo ai principali fatti della nostra storia.

Articolata in quattro sezioni, la collezione vede presentate, nella prima sala introduttiva, le foto legate a momenti specifici della storia, dalla Repubblica del 1849 al 1860 circa: c'è ad esempio un'immagine della Batteria San Giacomo vista dall'interno, una della Batteria difensiva romana occupata dai soldati francesi nel 1849, e ancora, dello stesso anno, ci sono le rovine di Villa Borghese e Porta San Giovanni. Si tratta di scatti originali e vedute stereoscopiche del 1860-70 con effetto tridimensionale.

Ci si sposta poi in un grande salone dove la mostra assume il vero carattere di documentazione. Qui si possono infatti vedere i paesaggi, i monumenti e i personaggi dell'epopea risorgimentale: foto dei monumenti ai Caduti, la casa di Garibaldi a Caprera, la tenda da campo del re Carlo Alberto. Attraverso questi scatti si percepisce cosa fosse considerato "monumento" nel gusto risorgimentale: i passaggi di Garibaldi, ad esempio, vengono immortalati come veri e propri simboli della storia.

La terza sezione è invece interamente dedicata a Roma, con le vedute del Tevere o l'Arco di Tito nel Foro, pensate a scopo illustrativo e come grande testimonianza di interesse storico. L'ultima parte, ritrattistica, è relativa alle prime campagne d'Africa. Ci sono foto di ufficiali di linea francesi, un gruppo di garibaldini con il Comandante, generale Turr, durante la campagna del 1890, l'impiccagione di Cesare Battisti, il Palazzo del Comando e i palazzi coloniali di Taulud (Massaua), e l'inaugurazione dell'Ossario a Calatafimi.

In occasione della mostra, che durerà fino al 3 ottobre 2004, viene presentata l'edizione della nuova collana Repertori del Museo Centrale del Risorgimento, con lo scopo di dare un supporto cartaceo all'opera di informatizzazione dei fondi dell'archivio. Si tratta di foto, stampe, disegni e ritratti e ne sono già stati realizzati i primi due volumi, editi dalla Gangemi Editore: Fotografie del Risorgimento Italiano e L'Album dei Mille, in cui sono presenti immagini dei Carabinieri.

Nel primo sono raccolte foto scattate a Palermo nel 1860 poco dopo lo sbarco dei Mille; i positivi e i negativi della Prima guerra mondiale; l'archivio fotografico di Aristide Sartorio durante il conflitto; gli album fotografici dei sovrani; l'album del Milite Ignoto e circa 35.000 fotografie dei Caduti durante la guerra. Il secondo si deve invece al fotografo dell'Ottocento Alessandro Pavia per testimoniare e dare memoria dei partecipanti all'impresa di Garibaldi del 1860.

La mostra e la realizzazione di questi volumi hanno consentito di riportare alla luce rare e significative testimonianze di un secolo di storia italiana.

Nicoletta Archilei