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Niente code oltre le nuvole

Il Free Flight, il rivoluzionario programma di "volo libero" basato su un sistema satellitare, consentirà finalmente ai piloti di scegliere in modo autonomo rotta, velocità e quota, eliminando i fastidiosi... "incolonnamenti"

Un aereo in fase di atterraggio sotto la guida vigile della torre di controllo

Nonostante le ricorrenti crisi geo-politiche, il traffico aereo civile continua a crescere a un ritmo incontenibile: in Europa i voli sono aumentati di oltre il 50 per cento nel periodo 1990-1999 e, secondo le previsioni di Eurocontrol, l'Organizzazione europea per la navigazione e la sicurezza aerea, nel 2015 potrebbero raddoppiare rispetto al 1997. Dunque è urgente, per garantire efficienza e sicurezza, inventare nuovi metodi per gestire il cielo.

La soluzione radicale, una vera rivoluzione, sarà offerta dalla creazione di una "guida" satellitare mondiale, che l'Europa sta approntando con il sistema Galileo. Intanto, però, si punta a soluzioni più immediate, come il programma Mff (Mediterranean Free Flight). Per capirne l'importanza, soffermiamoci sul fatto che il principale problema della navigazione aerea è dato dalla necessità di "separare" gli aerei in volo: in cielo tra un aereo e l'altro non ci si vede e le velocità sono tali che, se anche un pilota si rendesse conto che un suo collega gli sta venendo addosso, non avrebbe il tempo per tentare una manovra diversiva.

Ogni aereo commerciale, di linea o charter, deve quindi seguire una sorta di autostrada: "l'aerovia", che, in pratica, possiamo immaginare come un grande parallelepipedo che si interseca sopra un altro, alto 300 metri e largo 9.000. Questo su un altro ancora, e così via, a formare una grande ragnatela sul cielo del globo terrestre.

Nei punti iniziale e finale di ciascuna tratta di aerovia ci sono i cosiddetti "radiofari", gli apparati di radioassistenza alla navigazione che inviano segnali radio agli strumenti di bordo, in modo da consentire al pilota di determinare la propria posizione geografica. Questi apparati sono denominati Vor (Very High Frequency Omnidirectional Radio Range, per conoscere l'angolo rispetto alla prua dell'aereo) e Dme (Distance Measuring Equipment, per conoscere la distanza in miglia). Oggi sono integrati con sistemi di navigazione più moderni, quali l'inerziale e il satellitare Gps.

Durante il volo la radio "gracchia" in continuazione: sono le voci dei controllori del traffico aereo, gli uomini dell'Enav (l'Ente Nazionale dell'Assistenza al Volo), che, insieme ai radar di terra, sono gli "angeli custodi" dei piloti, e si succedono in tutto il percorso dell'aereo per rilasciare autorizzazioni, informazioni e istruzioni per un volo in tutta sicurezza.

Volo libero. Ma torniamo all'Mff, il Free Flight. La traduzione dall'inglese è "volo libero", il che rende subito l'idea di cosa si tratta: un volo senza più "legami" con rotte predefinite. Siamo su un MD82, che decolla da Malta diretto a Nizza: subito l'aereo, invece di puntare dritto verso il nord-ovest, vira a nord-est. Ecco il radiofaro di Caraffa di Catanzaro. Poi, volando in parallelo alla costa della Penisola, si incontrano Ponza e l'Elba; quindi un'ampia curva a sinistra su Genova e Alberga ed ecco che finalmente si profila la pista di atterraggio del "Nice Côte d'Azur".

Per arrivare a destinazione, il nostro aereo si è avvalso dell'aiuto di cinque centri di controllo del traffico aereo (Malta, Brindisi, Roma, Milano e Marsiglia), che l'hanno guidato fino a Nizza, ma ha dovuto compiere un largo giro e allungare il percorso. Quando, dopo il 2005, diverrà operativo il programma Mff, lo stesso aereo potrà volare diretto sul Canale di Sicilia e tagliare attraverso il Tirreno sulla Corsica: volando in linea retta, più liberamente, risparmierà 250 miglia (un terzo del viaggio). Arriverà prima, consumerà una minor quantità di cherosene e si usurerà di meno, a tutto vantaggio della compagnia che opera il volo.

Altro esempio molto esplicativo: quando decolliamo da Reggio Calabria diretti a Roma-Fiumicino, dobbiamo volare a nord, sull'Appennino, ma arrivati nei pressi del "Leonardo da Vinci" dobbiamo superarlo di oltre un centinaio di chilometri e poi, all'altezza di Tarquinia-Cerveteri - quindi alla fine del Lazio -, il nostro aereo vira a sinistra e torna indietro verso sud per scendere sullo scalo romano. Se potessimo puntare su Roma direttamente, attraversando il Tirreno, il volo durerebbe trentacinque minuti e non cinquanta!

Ebbene, un programma di profonde innovazioni tecnologiche, organizzative e procedurali nei prossimi anni implicherà notevoli cambiamenti nel mondo della navigazione e del controllo del traffico aereo. Migliorerà la gestione dello spazio aereo, incrementandone le capacità pur mantenendo elevati livelli di sicurezza. La sua novità sarà appunto il free routing, ossia la libertà per gli equipaggi di scegliere la rotta di volo.

L'Mff è un progetto multinazionale, finanziato dalla Commissione Europea, diretto dall'Enav (l'Ente Nazionale di Assistenza al Volo), che si è consorziata sia con le agenzie europee fornitrici di analoghi servizi di Gran Bretagna, Francia, Spagna, Grecia, Malta, Svezia e Olanda, sia con Eurocontrol. Partito nel marzo 2000 e articolato in tre stages di simulazioni pre-operative (il primo svoltosi nell'aprile-maggio 2002, il secondo nel gennaio-febbraio 2003, il terzo si concluderà alla fine di quest'anno), il programma, in teoria, dovrebbe essere operativo nel gennaio 2005. In teoria, perché il sistema è complesso, e per funzionare a regime richiederà un altro po' di tempo, dovendo essere gli aerei dotati di apparati particolari che molte compagnie ancora non hanno acquistato.

Un'adeguata sperimentazione è indispensabile prima di realizzare scenari che permettano agli aerei gradi di libertà sempre più ampi, e le prove simulano proprio questi scenari, allo scopo di testare procedure, operazioni, sicurezza, e l'impatto del "fattore umano" sul nuovo ambiente. Altrettanto importanti da considerare sono i simulatori delle cabine di pilotaggio e le prove di volo reali, che saranno svolte su un aeroplano sperimentale.

Niente aerovie sature. Alla base del Free Flight c'è l'ormai onnipresente sistema di rilevamento satellitare: determina esattamente la posizione dell'aeromobile in quattro dimensioni, senza l'ausilio di sistemi terrestri. Gli permette di volare in qualsiasi parte del globo senza utilizzare la rete rigida di aerovie e di rotte fisse basata sulle infrastrutture di terra. Elabora la posizione in relazione alla rotta pianificata ed indica quanto tempo occorre per raggiungere la destinazione e, usato congiuntamente a un data-link - che consente lo scambio di dati in forma digitale aria-aria e aria-terra e viceversa - permette la trasmissione degli stessi dati agli altri aeromobili, in modo che il pilota sia anche in grado di localizzare il traffico circostante e mantenersi adeguatamente separato da esso.

Tutto ciò può considerarsi l'"idea" su cui si fonda il free flight, nel quale i piloti sceglieranno rotta, velocità, quota anche senza operare secondo le regole del volo a vista (Vfr), e saranno coinvolti nell'applicazione delle separazioni del livello di volo secondo le regole del volo strumentale (Ifr), con i controllori che interverranno solo in alcuni casi per garantire la sicurezza delle operazioni.

L'area del Mediterraneo, compresa tra l'Europa centro-settentrionale - ad alta densità di traffico e dotata di complesse infrastrutture di assistenza al volo -, e il Nord Africa - con scarsa quantità di traffico e carenza di supporti -, è considerata lo spazio aereo più idoneo per l'applicazione dei nuovi concetti e l'Mff viene a colmare questa lacuna. L'Italia occupa un ruolo centrale, non solo geograficamente, nel programma, sia riguardo alle rotte che vanno verso il Sud e l'Estremo Oriente, che riguardo all'Europa. Proprio al nostro Paese verranno notevoli vantaggi, ponendo termine agli "incolonnamenti" e ai ritardi che oggi sono lo scotto da pagare per voli che si accavallano ad un ritmo che può raggiungere anche i trentacinque l'ora su alcune tratte del Mediterraneo, con grande dispendio di produttività e risorse.

Tecnologie per il "free flight". La maggior parte degli aerei di linea civili sono già dotati di uno strumento che consente di mantenere le distanze di sicurezza ed evitare collisioni, il T-Cas, introdotto solo da pochi anni a partire dagli Stati Uniti: l'apparato "sente" quando un altro aereo si avvicina troppo e manda un avvertimento acustico e visivo sul cruscotto; se il pilota non cambia rotta è lo stesso T-Cas a intervenire sui comandi, facendo virare i due velivoli in direzioni opposte.

Questa apparecchiatura sarà nel programma Mff sostituita da un nuovo sistema avionico, l'Asas (Air-borne Separation Assurance System) che, in circostanze appropriate, concordate e specifiche, darà ai piloti la possibilità di gestire la "separazione" di sicurezza dagli altri velivoli, in modo autonomo dai controllori del traffico di terra, fornendo loro informazioni sul traffico circostante attraverso un altro apparato, l'Atsa (Air-borne Traffic Situation Awareness). Non dimentichiamo che la distanza minima di sicurezza nello spazio aereo varia notevolmente a seconda delle infrastrutture di assistenza: se queste sono "ridondanti", ossia in buon numero, essa sarà di 5-9 km, ma può arrivare a 150-180 km sul mare, dove non c'è copertura radar e occorrono maggiori precauzioni.

Altre innovazioni tecnologiche riguarderanno l'installazione a bordo del velivolo di un nuovo strumento, il Cockpit Display of Traffic Information, uno schermo sul quale saranno proiettati tutti i dati di varia provenienza, relativi ad altri velivoli, compresa la loro posizione; e l'Mtcd (Medium Term Conflict Detection), uno strumento fondamentale che analizza le traiettorie dei velivoli su un arco di tempo molto più ampio rispetto ai sistemi attuali, rileva e mette in evidenza tutte le possibili convergenze di traffico, e quando instrada un aereo su una nuova rotta ha già accertato che su queste non possono verificarsi potenziali collisioni.

Tutte le traiettorie sono riportate su una finestra dello schermo radar del controllore di terra, il quale riceverà automaticamente dagli aerei in volo una quantità di dati assai maggiore rispetto a quella fornita dagli attuali radar secondari, grazie a un modernissimo sistema di comunicazione: oltre alla posizione e alla quota potrà conoscere anche velocità, rateo di salita e discesa, rotta, intenzioni di volo.

In sintesi, il free routing assicurato dal nuovo schema operativo Mff sarà reso possibile dalla stretta integrazione tra strumenti a terra, che abbinano coperture radar e satellitari, e a bordo, i quali, attraverso un intenso "dialogo" di dati, permetteranno ai piloti di scegliersi in tutta sicurezza e rapidità la strada migliore.

Giovanni Sallustio