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Cinquantacinque anni, veniva
considerato un ufficiale dal forte piglio, mai domo nel combattere
il crimine: dalla lotta alla 'ndragheta all'antieversione, dai
controlli antidoping fino alle cosche mafiose siciliane del suo
ultimo incarico: a Palermo, dove era giunto lo scorso settembre,
aveva cercato di dare subito nuovi impulsi alle inchieste su Cosa
nostra e alle ricerche dei latitanti.
Persona di grande professionalità,
ma anche profondamente umana (era amatissimo dai suoi uomini) prima
di arrivare in Sicilia era stato al comando dei Carabinieri per la
Sanità (su queste pagine lo abbiamo più volte intervistato).
Nato ad Ercolano (Napoli) nel 1949,
aveva frequentato la Scuola Militare "Nunziatella" e l'Accademia
Militare di Modena. Da tenente, venne destinato prima alla Scuola
Sottufficiali di Velletri e poi alla Legione di Catanzaro. Come
maggiore, aveva comandato la Sezione Criminalità organizzata del
Reparto Operativo di Roma; mentre coi gradi di tenente colonnello e
colonnello fu a capo dei Comandi Provinciali di Caserta, Napoli e
Reggio Calabria; tra i suoi comandi anche il Reparto Antieversione
del Ros.
Laureato in Giurisprudenza e in
Scienze della Sicurezza, era stato decorato della Medaglia
d'argento al valor militare per aver ingaggiato un conflitto a
fuoco conclusosi con la cattura dei
latitanti. |