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Da Fenimore Cooper a Joseph Conrad,
da Poe a Conan Doyle, da Stevenson a Dostoevskij: ovvero, come i
più grandi scrittori, appartenenti ai più diversi generi letterari
"trattarono" l'affascinante tema dell'intelligence. In questo primo
volume intitolato L'intelligence nella letteratura, e introdotto da
Giulio Ruspoli, vengono esaminati i testi - adeguatamente
commentati e integrati di notizie storiche e critiche - che
riguardano il periodo che va dall'Ottocento al Primo conflitto
mondiale (il secondo volume arriverà alla guerra fredda e il terzo
partirà da questa e giungerà ai nostri giorni). II libro è
arricchito dalle belle illustrazioni di Ferenc Pinter.
Gli scopi di questa interessante
iniziativa del Servizio per le Informazioni e la Sicurezza Militare
sono essenzialmente due: offrire un contributo ad un filone -
quello delle spy-story - sempre in crescita che si è allargato
anche verso altre forme espressive, come il cinema e la
televisione; e collocare l'intelligence in una luce più esatta,
mettendo al bando i peggiori stereotipi e non dimenticando i tanti
casi di coscienza che, talvolta, possono rendere più sofferte
scelte comunque inevitabili. La cronaca di tutti i giorni ci rende
consapevoli che guerra e terrorismo non conoscono riposo, ed è
dunque sempre più evidente che la prevenzione è l'unico sistema per
eliminare - o almeno attenuare - le drammatiche conseguenze. Una
seria prevenzione, però, non può prescindere da un'attenta e
capillare attività informativa. Non si sbaglia quindi ad inserire,
tra gli eroi del nostro tempo, anche l'agente segreto, che, come
scrive Giulio Ruspoli, è «rassegnato, per intima scelta, a vivere
in solitudine, operando e tacendo». Il libro è fuori
commercio. |