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Efficace intervento salva una
vita
Sono da poco trascorse le ore 14 ed i carabinieri Pasquale Memoli
e Marco Maruccio, entrambi effettivi alla Stazione di San Mauro
Forte (Matera),
piccolo centro posto ai primi balzi dell'Appennino Lucano, hanno
appena terminato il turno di servizio e si accingono a consumare il
meritato pasto al tavolo di un esercizio del luogo. All'improvviso
nel locale si ode prima una voce flebile che invoca aiuto, poi un
coro di voci più sostenuto che chiede: «C'è un medico? C'è bisogno
di un medico!». Proprio uno degli addetti accusa evidenti segni di
malessere ed è riverso al suolo: ansima, ha un respiro irregolare,
un battito del cuore alterato e dimostra chiari segni di sofferenza
cardiaca. I due militari si rendono subito conto della gravità
della situazione. È necessario fare presto, non c'è tempo per
attendere l'arrivo di un sanitario che possa effettuare un
intervento d'emergenza, o di un'ambulanza per il trasporto in
ospedale, mentre il malcapitato versa in imminente pericolo di
vita. Occorre fare ricorso alle cognizioni apprese in tema di
pronto soccorso. Prima con esitazione, poi con maggior sicurezza
Memoli e Maruccio si attivano: valutano lo stato generale
dell'uomo, lo liberano dalle costrizioni degli abiti, lo pongono in
condizioni di sicurezza, continuano a monitorarne l'attività
vitale. L'intervento è efficace, l'infermo si riprende ed è in
grado di poter affrontare il trasporto in ospedale; ma l'urgenza
non è diminuita. I due carabinieri non si perdono d'animo:
contattano le Centrali Operative di Tricarico e Matera e, dopo aver
chiesto ed ottenuta l'autorizzazione al trasporto sul mezzo
militare, accompagnano la persona soccorsa a sirene spiegate, con
la celerità e la sicurezza che l'emergenza richiede, all'Ospedale
Madonna delle Grazie di Matera, che essi, accortamente, hanno già
allertato. I sanitari, prestate le dovute cure, chiedono dei
soccorritori, volendo congratularsi per la proprietà e la
tempestività con cui sono stati praticati i primi, importantissimi,
soccorsi. I due carabinieri glissano, e chiedono invece delle
condizioni dell'ammalato. «Si tratta di ischemia miocardica»,
risponde il medico. E poi aggiunge: «Ma grazie a voi il paziente è
salvo!». Il premio migliore, non solo alla professionalità, ma
anche alla solidarietà dei due carabinieri. Solidarietà: da sempre
uno dei valori cardine della nostra Istituzione.
Arresta a Milano un pluripregiudicato
L'appuntato Luca Gatti, in forza al 1° Reggimento Carabinieri
"Tuscania", il 28 gennaio scorso, a Milano, libero dal servizio sta
passeggiando in compagnia della moglie.
D'improvviso nota un cittadino extracomunitario nell'atto di
offrire ai passanti una sostanza stupefacente. Il graduato avverte
subito il pronto intervento dell'Arma e contestualmente,
allontanata la moglie, interviene qualificandosi. L'uomo, pur
sorpreso, oppone una veemente resistenza, minacciando il militare
con un taglierino. Ma questi, con immediata reazione, immobilizza a
mani nude il malvivente, lo arresta, e quindi lo perquisisce,
rinvenendo un sacchetto contenente, appunto, hashish. Successivi
accertamenti permetteranno di stabilire che l'uomo - un siriano di
Damasco, consegnato da Gatti alla pattuglia giunta sul posto - è un
pluripregiudicato colpito da due ordini di esecuzione delle
autorità giudiziarie di Nuoro e Milano e da un decreto di
espulsione della Questura di Nuoro. L'episodio ha suscitato
l'immancabile plauso dei cittadini milanesi, e un proficuo quanto
meritato ritorno di immagine per l'Istituzione in ambito locale, e
per il Reparto del bravo graduato.
Un carabiniere sempre in servizio
Il carabiniere scelto Fabio Garcea, effettivo al Gruppo Operativo
"Calabria" di Vibo Valentia,
libero dal servizio, sta transitando a Catanzaro, unitamente ad
altre due persone, a bordo della propria autovettura sul viadotto
"Bisantis". Ad un tratto nota una persona che sta tentando di
scavalcare l'inferriata posta a protezione del ponte, con la chiara
intenzione di suicidarsi, lanciandosi nel vuoto. Il militare,
intuita la volontà dello sconosciuto, successivamente identificato
in un giovane di 29 anni, nato a Cosenza e residente a Soverato, in
provincia di Catanzaro, interviene tempestivamente, bloccandolo e
dissuadendolo dagli insani propositi. Poco più tardi giungono i
familiari, i quali riferiscono che il ragazzo, da circa un anno, è
in cura presso il Centro di Igiene Mentale dell'Asl di Catanzaro.
L'episodio di cui è stato protagonista il carabiniere Garcea ha
dimostrato ancora una volta quale debba essere per un militare
dell'Arma la corretta interpretazione del proprio giuramento. Un
carabiniere è sempre in servizio, e la sua attenzione deve essere
costantemente vigile, così come il suo altruismo e la sua umanità
devono sempre accompagnare e corroborare la capacità
professionale. |