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«Grazie, Carabinieri»

Lungo e particolarmente affettuoso l'abbraccio con il quale Senigallia si è stretta intorno all'Anc, che in questo XV Raduno ha voluto porre in primo piano il drammatico momento di Nassiriya ed il significato delle missioni di peace-keeping

Il presidente dell'Anc, gen. Colavito apre la sfilata davanti allo striscione -Onore ai caduti di Nassiriya-

La presenza e le funzioni che, negli ultimi anni, i Carabinieri hanno progressivamente assunto nelle missioni fuori area di peace-keeping sono state il filo conduttore del XV Raduno dell'Associazione Nazionale Carabinieri, che si è svolto quest'anno a Senigallia.

E la gente delle Marche, stringendosi per tre giorni attorno agli oltre 60mila carabinieri in congedo che, alla presenza delle massime autorità politiche e militari, hanno sfilato lungo il Corso 2 giugno, ha dimostrato alla Benemerita affetto e simpatia, a testimonianza dell'importanza da essa assunta sullo scenario internazionale.

Come sempre, nei quasi due secoli di storia dell'Arma, episodi tragici - come quello accaduto a Nassiriya il 12 novembre scorso - non rappresentano un ostacolo, bensì un punto di partenza, uno stimolo per crescere, per aumentare il proprio prestigio e la capacità professionale. Il XV Raduno ha confermato, dunque, un carattere distintivo: quello della vicinanza con la gente, esaltando la presenza continua e costante non solamente sul territorio nazionale ma anche, e soprattutto, all'estero.

Il generale Michele Colavito, da pochi mesi alla guida dell'Anc, alla vigilia dell'incontro di Senigallia aveva evidenziato come quest'anno le bandiere sarebbero state diverse. «Più antiche, più lacere e più pesanti. La gente semplice che le vedrà passare le riconoscerà, con l'affetto e l'amore che da sempre ci circonda. Saprà vedere quei piccoli cuori appuntati sui vessilli e non potrà che dire: grazie Carabinieri!».

E così è stato. Con semplicità e compostezza, affetto ed attenzione, i cittadini di Senigallia hanno seguito le varie fasi della manifestazione che ha visto i carabinieri di ieri e quelli di oggi uniti come sempre. La presenza sulla tribuna delle autorità - oltre ai vertici militari erano presenti il Ministro della Difesa Antonio Martino e il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi - è stata la testimonianza di come l'Arma abbia sempre un posto di tutto rispetto nel cuore dell'intero Paese.

Come tutti i raduni, anche questo ha messo in risalto quegli aspetti che, oramai da alcuni anni, accompagnano le riunioni dell'Anc: l'alto numero di partecipanti, una adesione forte alle idee e ai programmi del sodalizio, un entusiasmo genuino e schietto, mai preda di eccesso di nostalgia e sentimentalismo. Sobrietà, orgoglio, amicizia e solidarietà: da carabinieri! Un'Associazione in continua e costante crescita anche per la presenza oramai radicata nel campo del volontariato.

E proprio questa è la grande peculiarità dei raduni dell'Anc: il legame forte che si crea tra l'Arma, l'Associazione e le popolazioni locali. Anche quest'anno l'Anc ha messo in vetrina la componente di protezione civile: quella che, più delle altre, è destinata ad operare per la gente e con la gente. I soci impegnati hanno mostrato una grande professionalità nelle attività che sono stati chiamati a svolgere in cooperazione con altre analoghe organizzazioni.

Sono state tantissime le note emozionanti di questo Raduno, nato nella memoria della orrenda strage di Nassiriya. La prima è stata lo scoprimento di una lapide in onore del carabiniere marchigiano Sante Santarelli, decorato di medaglia d'oro al valor civile, ucciso a Palermo nel 1953. Un episodio dimenticato da molti, ma che ha messo in evidenza l'altruismo e il senso del dovere dei carabinieri. Un'occasione che ha dimostrato al Sindaco dell'ospitale cittadina marchigiana, Luana Angeloni - che ha seguito da vicino la manifestazione per tutta la sua durata -, come i carabinieri siano gelosi custodi di quei sentimenti e di quei valori propri a tutta la nostra gente.

L'episodio di Nassiriya ha trovato un posto d'onore anche nella suggestiva mostra, organizzata dal Museo Storico dell'Arma all'interno della Rocca Roveresca, dal titolo Due secoli di storia tra cimeli ed uniformi. Una carrellata sugli aspetti inediti della vita di tutti i giorni dei militari dell'Arma. I radunisti, grazie alla brillante assistenza del sottotenente Annalisa Besso e del maresciallo medaglia d'oro al valor militare Marco Coira del Museo Storico, hanno potuto ammirare, accanto alle uniformi, anche alcune cartoline storiche e due dipinti di Vittorio Pisani che immortalano l'olocausto del vice brigadiere Salvo D'Acquisto e dei carabinieri "martiri" di Fiesole, Alberto La Rocca, Vittorio Marandola e Fulvio Sbarretti. Nella mostra, un angolo realizzato dal carabiniere paracadutista Luciano Cappelli è dedicato alle missioni di pace all'estero. Si parte dal 1982 con il Libano e, a seguire, tutte le altre.

Ma il momento più toccante ed intenso è stato quello dell'intitolazione dei giardini di Viale dei Pini ai Caduti di Nassiriya. Accanto ai congiunti di quegli eroi, anche la moglie di Marco Beci, funzionario del Ministero degli Esteri, originario di Pergola, in provincia di Pesaro: un uomo che aveva deciso di spendere la propria esistenza nei luoghi dove la guerra aveva portato morte e distruzione.

Infine, il giorno dello sfilamento la Sezione di Roma ha fatto librare in cielo con dei palloncini bianchi uno striscione, portato da cinque Corazzieri, sul quale era scritto "onore ai Caduti di Nassiriya". Minuti di intensa commozione, salutati con un lungo applauso dai numerosi cittadini di Senigallia che, nonostante il tempo incerto - la pioggia negli ultimi anni, purtroppo, ha sempre accompagnato i raduni dell'Anc! - non ha voluto disertare l'appuntamento.

L'incontro tra i carabinieri di oggi, quelli di ieri e la popolazione delle Marche è stato poi allietato dalle esibizioni della Banda dell'Arma e dal Carosello equestre: suggestivi spettacoli che, pur ripetendosi nel tempo, conservano intatto il loro fascino. Come dimenticare i concerti diretti dal bravo Maestro tenente colonnello Martinelli ad Ancona, Recanati e Senigallia, che hanno richiamato il pubblico delle grandi occasioni? E come non ricordare le evoluzioni del Gruppo Squadroni agli ordini del colonnello Paolo Galvaligi, che nello Stadio "Squarcia" di Ascoli - più conosciuto come piazza della Quintana - hanno dato vita ad uno spettacolo denso di entusiasmo, di abilità e di coraggio? Radunisti ed ascolani, per circa due ore, hanno assiepato le tribune seguendo, in religioso silenzio, le varie raffigurazioni.

Silenzio che non è venuto meno neanche quando ci si è accorti che, per la prima volta, tra gli ufficiali comandanti di plotone vi era anche una donna: il sottotenente Alessandra Agosti. È stato difficile distinguerla, anche perché, durante le evoluzioni, si è mossa a cavallo con grande perizia e naturalezza come i colleghi uomini, anche nei momenti più impegnativi.

Ma la vera festa, nonché il momento più atteso, è stata la sfilata. Ordinatamente, e con quella compostezza che da sempre li contraddistingue, gli appartenenti all'Anc, per quasi quattro ore, si sono alternati davanti alle autorità. Tante le Sezioni, comprese quelle estere. Per la prima volta erano presenti i soci della Sezione svizzera di Lugano, che hanno portato al Raduno il Gonfalone della loro città. Poi, via via, i gruppi speciali: Corazzieri, Paracadutisti, Carabinieri della montagna, gruppi di volontariato, gruppi di cinofili.

Tante le emozioni e i ricordi che hanno contagiato anche il Ministro Giovanardi, iscritto alla Sezione di Modena grazie ai suoi trascorsi di carabiniere ausiliario, che non ha esitato ad abbandonare la tribuna delle autorità per sfilare al fianco del suo Presidente di Sezione. «Un'esperienza indimenticabile», ha commentato, «che mi ha lasciato un'impronta indelebile. Per me è stato un onore aver fatto il servizio di leva nell'Arma, la cui caratteristica, da sempre, è quella di essere vicino alla gente, punto di riferimento di stabilità e sicurezza».

Elemento, quest'ultimo, che è stato messo in risalto dalla presenza degli amministratori comunali di tutta la Regione Marche. Alle spalle dell'Ispettore Regionale, generale Tito Baldo Honorati, i Sindaci dei Comuni sedi di Sezioni hanno voluto stringersi idealmente con i loro Gonfaloni ai Carabinieri, sottolinenando come la funzione e il prestigio della Benemerita siano sempre più che mai attuali. Avvicinare i cittadini alle Istituzioni, mostrandone il volto semplice e popolare, esaltandone in tal modo l'umanità e, al tempo stesso, la professionalità; vivere tra i cittadini e tutelarne la sicurezza: questo l'obiettivo che i Carabinieri perseguono da 190 anni.

Il 12 novembre a Nassiriya i tredici militari del Reggimento Msu sono caduti proprio perché erano impegnati in un compito altamente umanitario: portare la pace in una terra martoriata come quella irachena. Il compito lo stavano svolgendo da carabinieri, vivendo cioè tra la popolazione, proprio per dimostrare come l'impegno dell'Arma anche in terra straniera sia la difesa dei valori umani e sociali.

Un concetto, questo, messo in risalto anche dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi che, nel suo messaggio augurale, ha ricordato come «i Carabinieri hanno pagato un pesante e doloroso tributo di sangue per contribuire ad assicurare le condizioni di sicurezza e di stabilità necessarie alla ricostruzione dell'Iraq e al raggiungimento della pace, della libertà e della democrazia», e come «il Raduno voglia essere un'espressione dei valori di civiltà e di democrazia che costituiscono il fondamento della nostra Repubblica».

Enrico Barone