L'Arma
combatte
FRONTE BALCANICO. Il 1942 e
il 1943 nei Balcani furono anni cruciali per i Carabinieri, che,
impegnati contro agguerrite formazioni ribelli, isolati in zone
pericolose, tennero comunque fede ai compiti loro affidati. Nel
giugno del 1942, il XXII Battaglione sostenne l'urto di un attacco
a Kistanie, e, nel sanguinoso scontro, morirono il capitano Umberto
Buonassisi e alcuni carabinieri di scorta. La situazione, specie
verso la fine del 1942, si fece complessa e rischiosa anche perché
la lotta andava assumendo forme barbariche, malgrado le truppe
italiane, e per primi i Carabinieri, i più esposti alla guerriglia,
convinti di quanto potesse essere invisa la loro posizione di forze
di occupazione, cercassero di evitare ogni motivo di provocazione
mantenendo un contegno il più possibile corretto.
FRONTE RUSSO. Dopo la
controffensiva dell'estate tedesca del 1942, venne l'impetuosa
offensiva sovietica. Attraverso 800 chilometri di steppa gelata,
con temperature spesso al di sotto di -50 gradi, ufficiali,
sottufficiali e carabinieri non furono soltanto di esempio nel
sopportare le più dure sofferenze, ma eseguirono sino all'ultimo i
loro servizi, sempre più rischiosi e difficili.
Durante l'arduo, estenuante
ripiegamento di una grande unità, in un momento critico - a causa
del definitivo accerchiamento che stava per compiersi da parte
delle divisioni sovietiche e del micidiale fuoco di artiglieria che
martellava i resti della Divisione "Torino" -, il carabiniere
Giuseppe Plado Mosca inforcò un cavallo e, agitando un drappo
tricolore, si lanciò in mezzo al nemico. Alcune centinaia di uomini
colsero l'incitamento ed effettuarono un travolgente assalto
all'arma bianca, riuscendo ad aprirsi un varco. Al carabiniere
Plado Mosca, caduto nell'azione, fu concessa alla memoria la
Medaglia d'Oro al Valor Militare.
Le perdite dell'Arma nella campagna
di guerra in Russia furono enormi. La Medaglia d'Oro al Valor
Militare fu concessa anche al capitano Dante Jovino e al tenente
Salvatore Pennisi. Combattenti fra i più audaci, sempre alla testa
delle proprie sezioni, caddero prigionieri del nemico, rimanendo in
Russia ben undici anni.
Alla Bandiera dell'Arma fu concessa
la Medaglia d'Argento al Valor Militare per aver tenuto fede anche
in terra di Russia alle sue nobili tradizioni militari sublimato
dal sacrificio di mille caduti. |