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Vita nell'Arma

Servizi ammessi a riscatto





Simbolo del Giornale

Vorrei conoscere le agevolazioni o i benefici per aver prestato tre anni di servizio anche nell'Esercito italiano. Attualmente sono un appuntato dei Carabinieri.
V.R. - @mail

L'articolo 14 del decreto Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n.1092, prevede che "sono ammessi a riscatto i servizi prestati in qualità di dipendente statale non di ruolo…". L'unico beneficio, dunque, resta quello del riscatto dei tre anni di servizio prestato nell'Esercito, previa presentazione di domanda.




La consegna dello statino




La consegna dello statino del mio stipendio è stata effettuata da un collega che, "ovviamente", prima di darmelo, lo ha sbirciato e commentato. Poiché ciò non mi è sembrato corretto, potrei conoscere le modalità di recapito del documento? Mi è stato detto che viene elaborato dal Centro Nazionale Amministrativo, di cui ho solo sentito vagamente parlare. Potrei conoscere il ruolo di questo Centro?
A.R. - Venezia

Le modalità di recapito degli statini paga al personale dipendente furono disciplinate dalla Direzione di Amministrazione del Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri con la circolare n. 1/167/11-1-1-1999 datata 16 marzo 1999. Con questa circolare fu stabilita una "procedura mediante consegna ai dipendenti Comandi Provinciali di pacchi sigillati, contenenti ulteriori plichi a livello Comando di Compagnia ed a sua volta a livello Comando di Stazione, lasciando al Comandante dei singoli reparti il compito di consegna ai singoli interessati". È da ritenere, dunque, che il disguido rappresentato dal lettore sia una eccezione. Il Centro Nazionale Amministrativo (Cna), nasce nel 1991, ha sede a 66013 Chieti Scalo, in via Benedetto Croce, 380. Dipende, sulla linea di comando, dal Sottocapo di Stato Maggiore del Comando Generale dell'Arma e, su quella funzionale, dalla Direzione di Amministrazione dell'Arma. Il Cna si articola in tre uffici (Tea: Trattamento Economico del personale in Attività di servizio; Teq: Trattamento Economico del personale in Quiescenza; Matricola), tre sezioni (proventi contravvenzionali, informatica e contenzioso) e nel Nu.R.P. (Nucleo Relazioni con il Pubblico). Tutti, congiuntamente, provvedono alla gestione matricolare, al trattamento economico di attività e di quiescenza, nonché all'assistenza fiscale di tutto il personale dell'Arma.

In estrema sintesi, il Cna, già punto di eccellenza della nostra organizzazione, è destinato a diventare la fondamentale e più avanzata infrastruttura dell'Arma, dal momento in cui, e non sembra lontano, potrà contare sulla completa informatizzazione di tutte le attività amministrative, vitale in ogni grande organizzazione, ma di più lo è per la nostra, atteso che ogni uomo sottratto alla burocrazia, lo si ritrova vigile e presente col proprio computer palmare in uno dei tanti quartieri delle nostre città.




Ma ad educarli ci sono i genitori




Mi è capitato di leggere su un quotidiano a larga diffusione che il 13 giugno si celebra la "Festa dei nonni". Dopo quelle della donna, della mamma, del papà, secondo voi era proprio necessario fissare in un giorno particolare l'esistenza, l'importanza e, sempre più spesso, l'insostituibilità della presenza dei nonni?
A.A. - Roma

Concordiamo con il lettore circa l'inutilità dell'ufficializzazione, dell'etichetta messa su un giorno, di una presenza costante e fondamentale. Non ci dovrebbero essere festività particolari per pungolare il rispetto verso le donne, l'amore verso il padre e la madre, la riconoscenza verso i nonni. Ma viviamo tempi difficili per i sentimenti. Con la complicità di un'economia consumistica che preme per il pacchetto infiocchettato, abbiamo burocratizzato anche i sentimenti. Ciò detto, la festa dei nonni merita qualche considerazione in più. Nel corso del tempo la famiglia ha assunto forme e consistenza diverse. Nella antichità il termine "famiglia" rappresentava un raggruppamento con funzioni religiose, amministrative e di giustizia. Significato che, ancora oggi, mantiene quando si parla di "famiglia" nell'ambito della mafia. La nostra famiglia attuale, invece, discende da quella romana, basata sul vincolo coniugale, sul potere di vita e di morte allora riservato al pater familias, che aveva diritto di amministrare, vendere, comprare e giudicare sino alla pena suprema tutto il gruppo familiare, schiavi compresi. Oggi siamo lontani, ovviamente e per fortuna, da questo contesto. Passando attraverso la famiglia allargata e patriarcale, tipica delle civiltà contadine, dove braccia significavano prosperità, si è giunti a quella nucleare attuale (padre, madre, figli). Ma non ci siamo fermati qui. Avanza, prepotente, l'esercito dei single o della famiglia spezzata: madre con figli, meno spesso padre con figli. Ed è qui che si inserisce il nostro discorso sui nonni. I nostri bambini sono, sostanzialmente, strattonati e delegati. Dal padre contro la madre, dai suoceri contro il genero o la nuora, da tutti contro tutti. Non c'è tempo per loro, per rispettare i loro sacrosanti ritmi di crescita. I nonni diventano così una risorsa insostituibile. Non tanto perché ci sono sempre e costano niente, quanto perché con la loro presenza di "familiare", tacitano ansie e sensi di colpa. Un conto è lasciare il bambino ad un estraneo, un conto è affidarlo ad un nonno amoroso. Ma questi nonni bisognerebbe tutelarli, più che festeggiarli in una giornata. Bisognerebbe dir loro che sì, sono amati, ma non sono i genitori. Spesso il bambino cresciuto con i nonni assorbe il loro sistema educativo non sempre identico a quello dei genitori. Via via che il bambino cresce, si moltiplicano da una parte le accuse di viziarlo, dall'altra di trascurarlo. Cosicché quasi sempre, giunto all'età scolare, con possibilità di parcheggio "scolastico", il bambino viene "ripreso in carico" dai genitori che rivendicano la propria priorità rispetto ai nonni.

A questo punto, chi porrà rimedio alla solitudine e al senso di abbandono che certe decisioni portano sia nei piccoli che nei grandi?
E quando, invece, succede che il bambino continua a restare ancorato ai nonni fino alla maturità, avrà danno comunque dalla sovrapposizione dei ruoli di riferimento padre-nonno e madre-nonna. Allora i nonni devono abbandonare i nipoti? No, certo: sarebbe una crudeltà gratuita e dannosa. L'importante è che si sia presenti quando necessario e non solo quando si vuole, e si chiariscano bene i ruoli. Nessuna delega educativa totale può essere rilasciata ai nonni, i quali devono costituire un "serbatoio" di tenerezza e di affetto che accompagni il bimbo tutta la vita, rendendolo più forte ed equilibrato. Ad educarli ci pensino i genitori.




Quando il foro è distante




L'articolo 22 della legge 24 novembre 1981, n. 689, stabilisce che "Contro l'ordinanza-ingiunzione di pagamento e contro l'ordinanza che dispone la sola confisca, gli interessati possono proporre opposizione davanti al giudice di pace del luogo in cui è stata commessa la violazione individuata a norma dell'articolo 22-bis, entro il termine di trenta giorni dalla notificazione del provvedimento". Ciò premesso, desidererei sapere se detta opposizione debba essere depositata personalmente dal ricorrente o dal suo procuratore, oppure possa essere inoltrata al giudice di pace, il cui ufficio è notevolmente distante dalla residenza dell'interessato, a mezzo posta con plico raccomandato.
S.N. - Campobasso

La Corte Costituzionale, con sentenza n. 98 del 10 marzo 2004, in armonia con precedenti decisioni, ha ribadito che il ricorrente può presentare opposizione contro l'ordinanza-ingiunzione che conferma la sanzione amministrativa, anche a mezzo posta. Con questa sentenza, dunque, è stata dichiarata l'incostituzionalità dell'articolo 22, atteso che "...la previsione del necessario accesso dell'opponente (o del suo procuratore) alla cancelleria del giudice competente al fine di depositare personalmente il ricorso - con esclusione della possibilità di utilizzo, a tale scopo, del servizio postale, viceversa largamente impiegato dalla parte pubblica per le proprie comunicazioni e notifiche - appare non solo incongrua nel suo formalismo, e perciò lesiva del generale canone di ragionevolezza, ma altresì tale da rappresentare - in palese contrasto con la ratio legis - fattore di dissuasione anche di natura economica dall'utilizzo del mezzo di tutela giurisdizionale, in considerazione tra l'altro dei costi, del tutto estranei alla funzionalità del giudizio, che l'intervento personale può comportare nei casi, certamente non infrequenti, in cui il foro dell'opposizione non coincida con il luogo di residenza dell'opponente.

Paolo Puoti