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E ai disabili pari opportunità

Varato un "Piano d'azione europeo" per una loro maggior integrazione nella società. Mira a favorirne l'accesso nel settore delle tecnologie eliminando le "barriere addizionali"

Partendo dai risultati raggiunti nel 2003 con l'Anno europeo dei disabili, l'entrata in vigore del Piano d'azione europeo si propone di sostenere, con obiettivi ben precisi, la loro integrazione economica e sociale

Coclusosi con luci ed ombre, il 31 dicembre 2003, l'Anno europeo del disabile (anche se in realtà molto è stato fatto), l'Unione europea, guardando al futuro, ha già varato il Piano d'azione europeo, che, partito nel gennaio 2004, prevede pari opportunità per le persone disabili al fine di accrescerne l'integrazione nella società.

Si tratta di un'iniziativa comunitaria molto importante, che si concluderà nel 2010 e che già in partenza può contare su di uno stanziamento di 30 milioni di euro, destinati a finanziare progetti nell'ambito del Sesto programma quadro di ricerca relativo alla accessibilità nel campo delle tecnologie senza barriere.

Più in concreto la Ue intende muoversi su una lunga serie di progetti. Accenniamo ai più significativi:

  • continuare ad attribuire priorità alla promozione dello scambio di "buone pratiche" per l'integrazione delle persone disabili nel campo dell'istruzione e della formazione;
  • estendere ai disabili in genere, e ai non vedenti e ipovedenti in particolare, il sistema di informazione Ploteus (un portale sulle opportunità nel campo dell'apprendimento in Europa: http://europa.eu.int/ploteus/portal/home.jsp);
  • prestare maggiore attenzione ai progetti che coinvolgono i disabili, sia nell'ambito degli attuali programmi Socrates, Leonardo e Gioventù, sia, specialmente, con la messa a punto dei prossimi programmi nel campo dell'istruzione e della formazione;
  • monitorare l'accessibilità informatica per i disabili dei siti web e dei prodotti tecnologici di educazione permanente a livello europeo.

A riguardo è già operante un coordinamento più efficace delle politiche europee per evitare l'esclusione informatica, mediante lo scambio delle suddette "buone pratiche" tra gli Stati membri. Si è creata una Rete di Centri nazionali di eccellenza per garantire l'accessibilità dei prodotti della tecnologia dell'informazione e, in particolare, per aumentare le possibilità e le opportunità di occupazione e l'inclusione sociale delle persone con disabilità di ogni tipo.

Un edificio (o una struttura accessibile a tutti) privo di barriere architettoniche, ha anche un maggior valore di mercato

Gli sforzi condotti nell'ambito di eEurope 2005: una società dell'informazione per tutti, adottato dal Consiglio europeo di Siviglia nel giugno 2002, sono ora finalizzati ad assicurare parità di accesso per i disabili nell'ambito dei moderni servizi pubblici on line e dell'e-governement, ed a creare un ambiente dinamico ed accessibile di e-business. Questo Piano propugna un'ampia disponibilità di accesso a banda larga a prezzi competitivi, con una struttura informatica sicura.

E poiché le persone disabili possono anche trovarsi a dover affrontare delle "barriere addizionali", eEurope 2005 tende anche ad eliminare queste barriere. Sempre nell'ambito dell'iniziativa sono previste azioni di sostegno al fine di agevolare l'inclusione dei requisiti di accessibilità nei bandi di gara degli appalti pubblici.

L'Ue si riserva di produrre o emanare "raccomandazioni" per lo sviluppo e l'uso di un curriculum europeo in materia di "progettazione per tutti" per gli operatori della società della informazione, in primis progettisti e ingegneri. La Commissione sosterrà in particolare la Rete dei Centri nazionali di eccellenza.

Sono inoltre previsti ulteriori sforzi per promuovere la standardizzazione in materia di accessibilità informatica. Al riguardo il nostro Paese è all'avanguardia, avendo varato la legge sulla accessibilità web e la direttiva ministeriale che impone l'uso della posta elettronica per tutte le comunicazioni tra le pubbliche amministrazioni, e tra esse e i cittadini e le imprese, eliminando così montagne di inutili scartoffie, facilitando la vita degli utenti ed, in particolare, dei disabili e non vedenti, i quali non saranno più costretti a perdere giornate intere per girare, spesso senza risultati concreti, da un ufficio all'altro per sbrigare pratiche di ogni tipo.

Per incentivare il raggiungimento di risultati apprezzabili a riguardo è stata approvata una raccomandazione che istituisce premi e riconoscimenti per le imprese e gli enti che si saranno particolarmente distinti in questo settore. Un esempio lo si registra in Italia da vari anni nel corso del Forum della Pubblica Amministrazione, che si tiene alla Fiera di Roma nel mese di maggio.

Un altro punto dell'azione del Piano europeo prevede l'attivazione di un dialogo permanente con i produttori di tecnologie sussidiarie oltre ad incoraggiamenti per la creazione di un certo numero di associazioni dell'industria delle tecnologie, il che consentirà l'avvio di un dialogo più organico a livello europeo.

Importante è poi rafforzare la cooperazione ed il partenariato tra la Commissione, ossia l'esecutivo europeo, e le varie organizzazioni che si occupano di disabilità, come il Forum europeo delle persone disabili, per raccogliere utili indicazioni che consentano di mettere a punto strategie mirate. A questo proposito è prevista una serie di riunioni, almeno una volta all'anno, con le varie organizzazioni (quali l'Associazione europea dei fornitori di servizi), con la lobby delle donne europee, e con i rappresentanti delle famiglie con disabili. Un tale scambio di opinioni permetterà all'Ue di prendere in seria considerazione le diverse situazioni delle persone con disabilità.

Altro punto della strategia europea è quello che prevede l'invito alle parti sociali a fornire il loro contributo per promuovere la parità per le persone disabili. È importante migliorare la loro partecipazione nel mondo lavorativo, anche mediante un sempre più massiccio inserimento dei portatori di handicap nelle organizzazioni del lavoro, in maniera che possano sostenere con motivi validi i particolari problemi della categoria.

L'ambiente edificato pubblico è un altro tema al centro dell'attenzione della Commissione. È dimostrato che anche i disabili ricavano vantaggi se la costruzione degli edifici avviene secondo i principi della cosiddetta progettazione universale.

In particolare, un migliore e più efficace accesso consentirà anche ai disabili di avere assicurato il proprio ingresso al posto di lavoro, permettendo loro di recare un prezioso contributo all'economia, alle attività produttive e, in definitiva, alla società. È stato valutato che il fatto di includere la tematica della accessibilità nella fase iniziale della progettazione è particolarmente importante a livello di costi e viene poi ampiamente compensato dai vantaggi economici che ne derivano nelle fasi successive.

Un edificio pienamente accessibile è flessibile, sostenibile: in grado cioè di adattarsi al mutare dei bisogni nel corso della vita dei suoi occupanti, e quindi può avere un valore di mercato maggiore di un edificio che non lo sia. Inoltre, l'accessibilità contribuisce a ridurre i costi determinati dal numero di lesioni dovute a cadute e ad altri incidenti sul posto di lavoro.

Strutture culturali e del tempo libero che siano accessibili sono anche importanti per migliorare la qualità della vita ed assicurare una maggiore partecipazione al mondo socioculturale.

Il Piano d'azione europeo tende anche a rafforzare la capacità esecutiva. Ad incrementare cioè le strutture operative della Commissione e la formazione dei responsabili di settore delle politiche comunitarie.

Inoltre, si tende ad aumentare la cooperazione tra gli Stati membri. Il gruppo ad alto livello sulla disabilità - che è un gruppo di esperti a livello dell'Unione europea presieduto dalla Commissione ed a cui partecipano esperti in materia di disabilità inviati dai governi degli Stati membri -, ha ricevuto mandato di scambiarsi informazioni al fine di consentire il trasferimento da un Paese all'altro di idee e "buone pratiche" per migliorare la situazione generale dei disabili.

È prevista una relazione biennale sulla situazione generale delle persone disabili nell'Unione europea allargata. In questa relazione verranno illustrate le iniziative già operanti nella Ue in maniera da estenderle, con gli opportuni adattamenti, nei nuovi Stati membri, ma si terrà anche conto di quanto essi hanno già fatto o stanno attualmente facendo. Si metteranno in luce anche le questioni politiche sollevate dalla disabilità negli Stati membri.

Le azioni della Commissione verranno aggiornate con cadenza biennale. La prima Relazione sulla disabilità verrà pubblicata il 3 dicembre 2005 in occasione della Giornata europea delle persone con disabilità. Il Piano europeo, partito nel gennaio del 2004, si concluderà nel dicembre 2010.

Luciano Burburan