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Salvador Dalí: il genio e la follia

Nel maggio di cento anni fa, a Figueras, in Spagna, nasceva uno degli artisti più originali ed eccentrici del Novecento. Ripercorriamo le principali tappe della sua esistenza

Uno stravagante ritratto di Dalì

L'11 maggio del 1904 nasceva a Figueras, in Catalogna, uno dei più importanti rappresentanti del movimento surrealista, nonché uno dei più grandi artisti del XX secolo: Salvador Dalí. Figlio di un prestigioso notaio, Salvador studiò presso i Salesiani e i Maristi e dall'età di 13 anni ricevette lezioni di pittura nella scuola diretta da Joan Nuñéz.

La vita di Dalì, fin da piccolo, fu riempita da figure immaginarie. Fu come circondato da fantasmi, che gli manifestavano chiari segni di predestinazione alla gloria ed il suo talento cominciò a prendere forma nel disegno e nella pittura. Se ne accorsero subito i Pichot, una famiglia di artisti presso i quali i Dalí soggiornavano spesso, e il pittore tedesco Siegfried Burmann: fu lui che nel 1914 regalò a Salvador la prima tavolozza.

Nel 1921, alcuni mesi dopo la morte della madre, venne ammesso all'Accademia d'Arte di San Fernando, a Madrid: visse presso la Residenza degli Studenti, dove instaurò una fruttuosa amicizia con Federico García Lorca e il regista Luis Buñuel. Tre anni dopo, in coincidenza con la prima mostra individuale del pittore, Lorca fu ospite di Dalí a Figueras e, due anni più tardi, fu rappresentato a Barcellona il dramma teatrale Mariana Pineda, con le scenografie disegnate dall'artista.

Dalì fu sospeso dall'Accademia a causa delle feroci critiche ai suoi insegnanti e poi definitivamente espulso nel 1926. Nello stesso anno vinse un premio, e il suo nome iniziò ad essere conosciuto dalla società barcellonese. Nel 1929, a Parigi, dove tre anni prima aveva conosciuto Picasso, collaborò con Buñuel alla regia del film Un cane andaluso. Fu proprio in quell'occasione che conobbe la sua futura compagna e musa ispiratrice Gala, allora moglie del pittore Paul Eluard. L'anno successivo Dalì sviluppò il suo celebre metodo paranoico-critico e diventò membro del movimento surrealista. A quel periodo appartengono alcune delle sue opere più importanti.

Durante la Guerra Civile visse in Francia, per poi, all'invasione tedesca, trasferirsi negli Stati Uniti dove, nel 1934, la sua mostra personale a New York riscosse un successo grandioso. Nel 1938 partecipò alla mostra internazionale dei surrealisti a Parigi e nell'estate dello stesso anno incontrò a Londra Sigmund Freud.

L'anno seguente, dopo la rottura definitiva con i surrealisti, sperimentò il ritorno al classico, da lui definito come "fase mistica". In quegli anni André Breton lo battezzò con l'anagramma "Avida Dollars", per la sua ossessione di fare soldi e circondarsi di miliardari.

Gala Eulard, unico vero grande amore di Dalì

Il suo ritorno a Port Lligat, un villaggio di pescatori in cui lui e Gala trascorrevano gran parte dell'anno quando non erano all'estero, fu caratterizzato dalla riscoperta dei paesaggi del Capo di Creus. Nel 1951 inaugurò con la pubblicazione del Manifesto mistico il periodo corpuscolare e, nell'anno successivo, espose le sue opere a Roma e Venezia. Il genio di Dalí era sempre più riconosciuto a livello internazionale, con conferenze e mostre in luoghi autorevoli, come quella alla National Gallery di Washington, del 1956.

L'8 agosto 1958, dopo una convivenza trentennale, sposò Gala. Di questo periodo è importante segnalare la mostra Dalí-Mirò, al Museum of Modern Art di New York, nonché la collaborazione cinematografica con Hitchcock.

Al suo ritorno in Europa Salvador Dalí collaborò come scenografo con Luchino Visconti e Peter Brook. Nel 1961 si tenne a Venezia la prima del balletto Ballet de Gala, di cui Dalì realizzò sia le scene sia il libretto, mentre le coreografie furono affidate al grande Maurice Béjart. Successivamente dipinse alcuni dei suoi capolavori, La Battaglia di Tetuan, L'apoteosi del dollaro, Pesca del tonno, La corrida allucinogena, La scoperta dell'America e La stazione di Perpignan, finché alla fine degli anni Sessanta le sue opere stereoscopiche furono esposte al Guggenheim Museum.

Nel giorno del 75º compleanno l'artista pronunciò il suo discorso di investitura come membro dell'Accademia delle Belle Arti di Parigi, e il famoso Centro Pompidou ospitò una delle mostre più importanti della sua produzione, che fu poi trasferita alla Tate Gallery di Londra. Poco dopo la morte di Gala, avvenuta il 10 giugno 1982, il pittore si trasferì in un castello nella città di Pubol (dove gli era stato conferito il titolo di Marchese) e qui, ossessionato dalla Teoria delle catastrofi, nel maggio dell'83 dipinse il suo ultimo capolavoro: La coda di rondine. Nel 1984 riportò gravi ustioni nell'incendio della sua camera e decise di trasferirsi nella Torre Galatea, dove visse cinque anni senza mai lasciare la sua stanza. Morì nel 1989.

In rispetto delle sue ultime volontà, tutte le opere e le proprietà del grande artista furono donate allo Stato spagnolo, e il suo corpo fu sepolto nella cripta del Teatro-Museo Dalì a Figueras, da allora meta di un incessante pellegrinaggio di devoti ammiratori.

Valerio Barbieri