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Allo
stress quotidiano, causato dai pesanti ritmi di vita imposti
dalla società attuale, si cerca oggi di opporre metodi
curativi a base di elementi e sostanze naturali. La terra,
l'acqua, l'aria, il fuoco sono i quattro elementi che hanno
aiutato l'uomo a vivere in armonia con l'ambiente, sin dai
tempi più remoti. La terra viene usata per fangoterapie,
sabbiature e altri trattamenti simili; l'acqua
nell'idroterapia, la talassoterapia e nelle terapie termali;
l'aria, indispensabile per ogni essere vivente, potrebbe non
essere considerata come un elemento terapeutico, eppure i
luoghi di soggiorno curativo vengono sempre scelti in base al
clima e all'aria pura e balsamica. In Oriente, addirittura,
esiste da millenni il pranayama, l'arte del respiro. L'ultimo
elemento è il fuoco, o meglio il calore, dalle piacevoli e
benefiche virtù, ideale per tutti coloro che soffrono di
dolori articolari, contrazioni muscolari, crampi.
Praticare, quindi, un metodo di
prevenzione e terapia che unisca questi quattro elementi, significa
servirsi del rimedio più completo e naturale che esista: la sauna.
Un ottimo modo per conoscere noi stessi e le nostre esigenze,
comprendendo le reazioni agli stimoli del calore o alle basse
temperature. L'arte del sudare veniva già praticata nel passato e
in varie culture: lo dimostrano vari manoscritti e reperti
archeologici che ci sono stati tramandati. Tra le prescrizioni
mediche di Ippocrate, ve ne erano numerose sui modi di provocare
una sudorazione purificatrice, avvolgendosi in bianche coperte di
lana; in Cina, sotto la dinastia Han, il palazzo imperiale aveva un
"tempio della camera calda" ed un "tempio del limpido freddo":
l'alternanza salutare suggerita anche dalla pratica della sauna; lo
storico greco Erodoto narra che gli Aztechi usavano capanne
sudatorie e gli Sciiti della Russia meridionale, tende sudatorie di
feltro.
Tacito riferisce che i popoli
germanici facevano uso di caverne naturali, che si riempivano di
vapore quando sui sassi roventi si versava acqua; anche i Greci, e
soprattutto i Romani, conoscevano i benefici ottenuti dal passaggio
in vari ambienti a temperature variabili, cioè dal tepidarium al
calidarium, al frigidarium.
La pratica di bagni d'acqua e aria
ha avuto nel tempo motivazioni diverse: prima era seguita a causa
di prescrizioni religiose o rituali di purificazione, poi per
ragioni terapeutiche o igieniche. E da un generale desiderio di
benessere e prestanza fisica è nata la sauna finlandese. Imposta
dai risultati ottenuti dagli sportivi finlandesi, in occasione di
diverse olimpiadi, pian piano è giunta nelle palestre, negli
istituti di estetica, negli alberghi di lusso e, negli ultimi anni,
specialmente nei Paesi nordici, in moltissime case. In Finlandia,
per ogni quattro abitanti c'è una sauna a disposizione.
La sauna finlandese è ad aria calda
molto secca e può raggiungere temperature fino a 100 o 110°C, a
differenza dei cosiddetti "bagni turchi" o "bagni di vapore", che
raggiungono i 45-55°C, ma con tassi di umidità tali da rendere
fumosissime le sale adibite a questo scopo. Con la sauna finlandese
l'organismo si deve adattare rapidamente alla nuova condizione,
tenendo presente che gli organi interni non sopportano temperature
superiori ai 42°C circa. Quindi entra in funzione un sistema di
termoregolazione: i pori della pelle si dilatano per disperdere più
rapidamente possibile il calore verso l'esterno, e il corpo inizia
a sudare poiché l'evaporazione dell'acqua abbassa la temperatura e
salvaguarda l'equilibrio all'interno.
Durante il successivo passaggio (che
avviene quando si esce dalla sauna, facendosi la doccia o
immergendosi in una vasca d'acqua fredda), l'organismo è costretto
ad adattarsi nuovamente, e in tempi brevi, ad un ambiente più
freddo, per cui la pelle ed i capillari sanguigni si restringono
per evitare la dispersione di calore verso l'esterno. I frequenti
passaggi dal caldo al freddo, e viceversa, costituiscono un
benefico allenamento per il nostro sistema di termoregolazione,
solitamente poco efficiente a causa degli indumenti che portiamo e
degli ambienti chiusi che abitualmente frequentiamo.
Un indebolimento che equivale ad un
abbassamento delle difese immunitarie, esponendoci a malattie
stagionali ed infettive come il raffreddore, l'influenza, la
sinusite, la bronchite. Per trarre il massimo beneficio dalla sauna
bisogna che siano trascorse almeno due o tre ore dal pasto. In
Finlandia si usa farla prima di cena, come stimolante
dell'appetito, evitando assolutamente di bere bevande alcoliche, tè
e caffè. Dopo la sauna, nella fase di riposo, è consigliabile bere
acqua, tisane o succhi di frutta. Durante la fase di refrigerio e
di riposo, ci si deve regolare seguendo esclusivamente "l'orologio
interiore", cioè lasciando la doccia o la piscina quando se ne
avverte il desiderio e riposando finché se ne sente il bisogno.
La sauna si fa sempre senza fretta
ed in "costume adamitico". Qualsiasi indumento, anche piccolo,
provoca facilmente dei pericolosi ristagni di calore, degli
squilibri termici che causano un grave stress al sistema
cardiocircolatorio e che comunque ne riducono i benefici. Occorre
spogliarsi completamente anche di tutti gli oggetti metallici e
non, come orologi, catenine, mollette per capelli, orecchini, lenti
a contatto: i metalli, surriscaldandosi, possono ustionare la
pelle, provocando dolorose vesciche, mentre le lenti a contatto
possono causare irritazioni e perfino ulcerazioni della cornea.
Prima di entrare in sauna, i
finlandesi insegnano che è bene preoccuparsi della propria igiene,
e questo non solo per riguardo verso gli altri, ma per trarne un
maggior beneficio. Una doccia calda, un detergente delicato sparso
su una spugna e strofinato energicamente su tutto il corpo, sono un
rito piacevole al quale sottoporsi. Alla fine ci si asciuga bene,
per eliminare ogni traccia di sapone e di umidità, badando di non
andare a piedi scalzi lungo il tratto che va dalla doccia alla
sauna. Questo soprattutto per evitare di contrarre un'infezione da
funghi se si è in uno stabilimento pubblico.
Osservando i finlandesi, si può
constatare che praticano la sauna con la stessa naturalezza con cui
noi la vasca da bagno e la doccia. In linea di massima, non vi sono
limiti di età né di frequenza. La quasi totalità delle donne
finlandesi in gravidanza continua a frequentare la sauna almeno una
volta la settimana. I benefici effetti sono numerosi: come durante
la sindrome premestruale, si impedisce la ritenzione eccessiva di
acqua nei tessuti con formazione di edemi, si migliora la
circolazione e si previene la formazione di vene varicose. Inoltre,
il miglior tono generale e l'azione disintossicante non possono che
favorire madre e nascituro: in gravidanza, durante il parto e
dopo.
Tra le popolazioni che praticano
abitualmente la sauna, e specialmente tra i finlandesi, si segnala
un numero elevato di persone longeve, che frequentano questi
ambienti fino a tardissima età. Controindicazioni assolute non
esistono, se si escludono coloro che hanno il pacemaker; che
soffrono di insufficienza cardiaca decompensata; di cardiopatia
degenerativa con angina pectoris, di cardiopatie di tipo
infammatorio in atto (pericardite, miocardite, endocardite), di
tubercolosi e di epilessia.
La sauna è sconsigliabile quando c'è
un'infezione o un'infiammazione in atto, quando si hanno ferite
aperte, che non dovrebbero essere esposte al calore, quando si è in
stato di ebrezza, dopo pasti molto abbondanti e in caso di
debolezza generale. Può essere tuttavia praticata da persone
affette da diabete, disturbi renali, vene varicose e capillari
fragili, couperose, disturbi circolatori periferici, tumori,
arteriosclerosi, stati depressivi, prestando naturalmente una certa
attenzione e osservando alcune precauzioni consigliate da
medico. |