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Nei documenti ordinativi del Corpo dei Carabinieri
Reali, il Giuramento viene contemplato per la prima volta nel 1822,
in occasione della pubblicazione delle Regie Patenti, contenenti il
"Regolamento Generale"
approvato il 16 ottobre di quell'anno. Ciò si spiega essendo stata
contestualmente introdotta nell'Arma la categoria degli Allievi
Carabinieri "per tenere a numero il Corpo". Il reclutamento poteva
avvenire dai Corpi di Fanteria e Cavalleria "di uomini che non
contino i prescritti 4 anni di servizio, ed anche che non ne
abbiano prestato alcuno: essi però formeranno una categoria a parte
sotto il nome di Allievi Carabinieri".
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Il mastio dell'antica Cittadella di Torino (nella foto) fu la sede
del primo "Deposito Allievi Carabinieri".
La storia dell'edificio è legata all'assedio di Torino da parte dei
Francesi nel 1706, sconfitti grazie all'eroico gesto di Pietro
Micca, che diede fuoco a una mina, consapevole che sarebbe perito
insieme agli assedianti.
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Dopo la concessione dello Statuto da parte del Re Carlo Alberto,
avvenuta il 4 marzo 1848, anche il Giuramento militare venne
adeguato alla nuova forma costituzionale del Regno. Il testo,
riprodotto qui sotto, era molto più breve. L'Intendente prescrisse
a tutti i Sindaci che il rito del Giuramento avvenisse di domenica
alla presenza del Consiglio Comunale, in modo che la cerimonia
potesse trasmettere all'opinione pubblica l'immagine del
Carabiniere quale "palladio della vera libertà".
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Sopra, la cerimonia del Giuramento dei Carabinieri nell'aula del
Consiglio Comunale di una cittadina piemontese nella metà del
secolo XIX.
La formula rituale viene letta dall'Ufficiale della Divisione
Carabinieri del luogo alla presenza del Sindaco, dei Consiglieri e
del pubblico. |