La motorizzazione, tematica
prescelta per il Calendario del 2006, offre lo spunto per
ripercorrere aspetti salienti della storia dell'Arma dei
Carabinieri da una particolare angolazione, attraverso una accurata
selezione dei veicoli più significativi impiegati nel tempo dai
reparti nei vari contesti operativi.
L'evoluzione nel settore della mobilità è ben sintetizzata nella
copertina, dove passato e presente, pur nel confronto dinamico,
procedono uniti verso futuri e più ambiti traguardi. Ciò riflette
pienamente lo spirito dell'Arma, che vuole essere moderna,
costantemente aggiornata e proiettata verso l'avvenire, senza mai
perdere di vista le proprie tradizioni: lo scopo è di offrire alle
popolazioni risposte adeguate alle mutevoli esigenze di sicurezza
mediante una sempre più efficace azione di contrasto della
criminalità, che ha fatto della mobilità uno dei suoi punti di
forza, anche a livello transnazionale.
Erano trascorsi appena undici anni dall'adozione della "macchina
ciclistica" da parte dell'Arma dei Carabinieri Reali, quando
nell'estate del 1906, in occasione delle "Grandi Manovre Militari",
un carabiniere ebbe il privilegio di guidare una macchina
innovativa per l'epoca, non più a pedali, ma dotata di motore a
scoppio, con a bordo il Capo di Stato Maggiore Generale
dell'Esercito. Perché proprio un carabiniere? La scelta derivava
dalla posizione di primo piano nell'Armata assunta dall'Arma dei
Carabinieri sin dal 1814. La storia della motorizzazione nasce
proprio in quel momento, nell'epico passaggio dal pedale alla
propulsione a scoppio. Si trattava di una FIAT modello 16/24 HP,
capace di percorrere in un'ora la distanza di oltre settanta
chilometri.
Fu con la Guerra di Libia, nel 1911, che all'Arma furono assegnati
autocarri e vetture indispensabili per assolvere le attività
d'Istituto in quei territori.
Successivamente, lo scenario del Primo Conflitto Mondiale vide i
Carabinieri impegnati nella conduzione di una complessa tipologia
di mezzi, tra cui sono da ricordare i famosi autocarri 18 BL e 15
TER, lenti, pesanti, duri da guidare ma indistruttibili.
Nel frattempo era sopravvenuto un altro veicolo a motore, la
motocicletta, che era indispensabile per rendere ancora più
sollecita la capacità d'intervento.
Questo particolare mezzo mi richiama alla mente una immagine che è
rimasta impressa in maniera indelebile nel mio animo: quella del
giovane Vicebrigadiere M.O.V.M. Salvo D'Acquisto, in una suggestiva
foto d'epoca a fianco riportata, alla guida di una MOTO GUZZI 500
Alce, mentre prestava servizio in Africa.
Alla fine degli anni '20 alcuni Comandi vennero dotati della FIAT
514 spider e dei più moderni autocarri LANCIA e CEIRANO, nonché di
motociclette FRERA con sidecar. Era la vigilia della motorizzazione
dell'Arma su scala nazionale, che avvenne nel 1933 con
l'acquisizione della "FIAT 508 BALILLA SPIDER ", assegnata fino a
livello di Tenenza.
La lunga storia della motorizzazione dell'Arma non si è più
arrestata da quel lontano 1933; ogni innovazione è stata
prontamente adottata e, col tempo, ogni settore dell'attività
d'Istituto ha potuto disporre di automezzi specifici per le diverse
esigenze.
Nello sfogliare il Calendario, le foto d'epoca, raffiguranti uomini
in uniforme che a bordo di mezzi storici lasciano trasparire, a
seconda dei casi, sofferenza, fatica, consapevolezza dei rischi e
talora un malcelato orgoglio derivante dalla novità del mezzo di
locomozione, inducono a riflessioni di più ampio respiro: su come
era la nostra Istituzione, come era il nostro Paese, sulla
straordinaria evoluzione del progresso, resa possibile dal lavoro
di intere generazioni grazie anche alle condizioni di civile
convivenza che l'Arma, unitamente ad altre Istituzioni, ha sempre
contribuito ad assicurare.
Il Calendario costituirà certamente motivo di nostalgia per i
veterani in congedo e un'opportunità di approfondimento per i
cultori dell'automobilismo storico, così numerosi nel nostro Paese.
Per noi, Carabinieri di oggi, è un'occasione per rendere merito a
quanti ci hanno preceduto - idealmente rappresentati dal Medagliere
nella tavola finale - prodigandosi perché l'Arma fosse sempre
all'altezza dei tempi e per rinnovare l'impegno a seguirne
l'esempio.
Con questi propositi, rivolgo sentimenti di gratitudine a tutti i
Carabinieri, in servizio e in congedo, per l'encomiabile dedizione
profusa nell'espletamento del proprio dovere, con l'augurio
affettuoso, che estendo alle Loro famiglie e a tutti i lettori, per
un anno nuovo ricco di tanta serenità.
Gen. C.A. Luciano Gottardo
Comandante Generale dell'Arma dei
Carabinieri |