
Testo pagina di sinistra
L'ingresso
dell'elemento femminile nelle Forze Armate italiane non poteva non
prestarsi ad una tempestiva fiction su di un tema che in passato
aveva alimentato un filone fortunato, quello della vita all'interno
delle caserme. La donna-carabiniere entra in una Stazione dell'Arma
con la prorompente bellezza di Manuela Arcuri, che deve convivere
con un gruppo tradizionalmente formato da soli uomini: perciò,
tutto in comune, dalla camerata alla mensa, alle operazioni di
servizio. Lo scontro con i colleghi, prevedibile in una situazione
senza precedenti, si tinge di asprezza quando un giovanissimo
Maresciallo decide di mettere alla prova le attitudini della
subalterna; ma il suo è un modo per nascondere ben altri
sentimenti, che rifiuta di confessare a se stesso: un superiore non
può, non deve innamorarsi di un sottoposto, anche se ha le
sembianze di Manuela Arcuri. A complicare la vicenda interviene
un'altra donna, infermiera questa, figlia del Comandante della
Stazione, l'altrettanto bella Martina Colombari. Malgrado il
diffuso sapore di romanzo rosa, il filmato mette in rilievo alcune
figure ben definite e in linea con la tradizione dell'Arma, come
quella del Maresciallo Comandante della Stazione, alias Pino
Caruso, la cui caratterizzazione del personaggio è degna dei
numerosi, importanti attori che lo hanno preceduto nel ruolo. Non
meno rilevante è la partecipazione straordinaria di Paolo
Villaggio, nei panni di un atipico "collaboratore
dell'Arma". |