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di sinistra
Sedici episodi
costituiscono il tetto massimo per una serie di sceneggiati messi
in onda senza interruzione dalla televisione italiana. "Don Matteo"
ha toccato tale tetto puntando su due personaggi chiave della
nostra società, il Parroco e il Maresciallo dei Carabinieri,
titolari assoluti di situazioni ambientali tipiche del mondo di
provincia. Legati da impegni concorrenti nell'amministrare
assistenza spirituale il primo, protezione il secondo, i loro ruoli
alcune volte si identificano e, più spesso, vengono invertiti, come
nel caso di Don Matteo che, alla fine di un rito funebre, inforca
la bicicletta e corre all'inseguimento dell'autore di un reato. La
concorrenza fra i due personaggi è la chiave di sviluppo della
serie: una concorrenza non voluta, ma istintiva, inconsapevole,
addirittura cordiale. Più spesso si tratta di collaborazione: Don
Matteo organizza una trappola per un assassino, che poi i
Carabinieri arresteranno; in chiesa scambia sguardi d'intesa,
durante la celebrazione della Messa, con un Carabiniere e scopre
che il comportamento del militare non riguarda la sua attività
d'istituto; qualche volta esagera ed è costretto a lasciare il
paese, ma grazie ai Carabinieri, che hanno chiarito ogni cosa, egli
resta a gestire la sua parrocchia. Le situazioni, tutte verosimili
e forse accadute, si svolgono nella piacevole consapevolezza che
Parroco e Maresciallo stanno sempre dalla parte del
bene. |