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Sono trascorsi
28 anni da "I Racconti del Maresciallo". La televisione italiana si
è arricchita di nuove emittenti, le strutture tecniche sono
enormemente migliorate e il pubblico ha imparato termini nuovi:
share, audience, fiction, palinsesto. E' migliorato anche il suo
gusto e sono aumentate le sue esigenze. E' dimostrato che i
"serial" sono i più richiesti. Ed ecco che si ricorre nuovamente ad
una ricetta che ha sempre funzionato: storia a puntate e soggetto
gradito. Il personaggio Carabiniere è sempre pagante. Cosicchè agli
sceneggiatori Laura Toscano e Franco Marotta viene dato l'incarico
di realizzare una nuova serie su questo personaggio così amato
dagli Italiani. In circa 30 anni molte cose sono cambiate e anche
il maresciallo dei Carabinieri non è più lo stesso: adesso è
giovane, disinvolto, usa il telefonino, ha figli "moderni" ai quali
deve adeguarsi parlando il loro stesso linguaggio, nelle ore libere
indossa i blue jeans, insomma l'immagine del maresciallo è tutta da
rivedere. Per interpretarlo viene scelto il più estroverso, il più
eclettico degli attori, Gigi Proietti, al quale il regista Giorgio
Capitani chiede di interpretare il ruolo da italiano qual è,
proprio per piacere agli italiani. Ma un italiano in divisa, e che
divisa! Sotto di essa deve esserci l'impegno di sempre, l'umanità
tradizionale del Carabiniere, l'orgoglio di tramandare un ruolo
ineguagliabile. Nel maresciallo Rocca tutto ciò si unisce ad una
professionalità supportata dalle nuove strutture di cui l'Arma
dispone, per cui la fiction gode di tutti gli ingredienti necessari
al successo. E questo arriva con una punta di 15,5 milioni di
telespettatori, superiore anche al Festival di San remo, tanto da
indurre la RAI ad allestire in tutta fretta una seconda serie,
ancora più fortunata, e poi una terza. |