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Carlo Levi, l'autore del romanzo da cui lo sceneggiato è tratto,
nel 1935 era stato confinato ad Aliano, in Lucania. In "Cristo si è
fermato a Eboli" si racconta "come in un viaggio al principio del
tempo, la scoperta di un diversa civiltà. E' quella dei contadini
del Mezzogiorno: fuori dalla Storia e dalla Ragione progressiva,
antichissima sapienza e paziente dolore". A queste parole,
riportate sulla copertina del libro, s'ispira nel 1980 il regista
Francesco Rosi nell'affrontarne la riduzione televisiva. Di una
terra desolata, ingrata e immobile, qual è la Lucania del tempo,
Rosi registra i problemi e la vita di sempre, come li aveva
scoperti Carlo Levi trasferendovisi dalla civilissima Torino. I
soli "personaggi" a lui familiari sono i Carabinieri, che lo
avevano accompagnato durante il viaggio verso il confino e che ad
Aliano gli sono di sottaciuto conforto, mai dichiarato, ma
umanamente a lui vicini nell'impatto traumatico con una realtà
sociale disperata. Nel filmato, i colloqui del protagonista con i
Carabinieri, pochi e scarni, sono fatti essenzialmente di sguardi,
più che di parole. In quel lembo di un'Italia ferma nel tempo è il
solo linguaggio possibile. Ma sincero. |