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Testo pagina
di sinistra
Qualche raro
sprazzo di divertimento lo regalano i duetti tra Vittorio De Sica e
Peppino De Filippo, alle prese con la banda musicale di Sorrento
che partecipa ad un concorso internazionale, a Siviglia. Ma fu una
delusione, e il mancato successo indusse i produttori a rinunciare
al quinto della serie, il titolo provvisorio (Pane, amore e così
sia) aveva il sapore di un congedo se non di un requiem. Nel 1953,
lo stesso anno di "Pane, amore e fantasia", uscì il film intitolato
"Siamo donne" e firmato da più registi, tutti molto reputati. Sono
offerti alcuni ritratti femminili, nel gusto dello sceneggiatore
Cesare Zavattini e secondo il credo neorealista. L'ultimo episodio,
diretto da Luchino Visconti, vede come protagonista Anna Magnani,
nel ruolo di sé stessa. Siamo negli anni Quaranta. Nannarella
prende un taxi per andare in teatro: ha con sé il suo cagnolino.
Purtroppo litiga con il conducente, perché questi pretende un
supplemento di prezzo per aver trasportato una bestiola da grembo.
La matassa si sbroglia in una stazione dell'Arma, dove l'attrice
regala un pezzo di bravura, sotto gli occhi ammirati e stupìti dei
Carabinieri, che riusciranno -trattandola con il garbo che merita
una diva, intemperanze comprese -a risolvere la questione.
Finalmente Nannarella arriva in teatro, indossa i panni della
fioraia del Pincio e canta: "Com'è bello far l'amore quando è
sera...". Nei suoi occhi ci sono ironia, amore, vita, c'è la
grandezza di un'attrice. La nostra girandola di ricordi, cercando
di seguire un ordine quanto più possibile cronologico, ci porta ad
un film uscito nel 1958, "Ladro lui, ladra lei", regia di Luigi
Zampa, interpretato da Alberto Sordi e Sylva
Koscina. |