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Presentazione
Tema del Calendario 2002 è la
presenza dei Carabinieri nell'arte cinematografica.Un argomento di
grande attualità perché il cinema, forse meglio di ogni altra arte,
riesce a illustrare con immediatezza speranze e inquietudini della
societa itasliana nel secolo appena trascorso.Il cinema nasce agli
albori del Novecento e, camminando di pari passo con la nuova
epoca, già negli anni Venti, quando ancora non parla, compie
l'impresa di conquistare l'attenzione di un pubblico enorme e
variegato, che accoglie tanto la gente comune quanto gli
intellettuali. Gli anni Trenta, con l'avvento del sonoro,
completano il successo e il nuovo genere di spettacolo smette di
essere una curiosità per diventare una componente del nostro modo
di esistere, anzi per determinare costumi, mode, abitudini. Tant'è
che a volte non si distingue nettamente sino a dove lo schermo
ripeta la vita e dove al contrario la vita si ispiri allo schermo.
Dunque non appare eccessivo affermare che il cinema è stato
socialmente e culturalmente un fenomeno non meno importante delle
più avanzate scoperte scientifiche: la macchina da presa ci ha
consentito di viaggiare, leggere, conoscere, tutte esigenze legate
strettamente al progresso dell'umanità. Perciò si è ritenuto giusto
porre questo straordinario fenomeno al centro del Calendario 2002,
tanto più che sono numerosi i film che hanno proposto vicende e
personaggi legati all'Arma. In altri termini, il cinema, nel suo
interpretare la vita, ovviamente in modo non sempre
documentaristico, ha fermato il suo obiettivo sui Carabinieri, sul
loro spirito di servizio, sulla loro dedizione al bene comune e ai
più alti ideali, sulla loro vicinanza alla gente, specie ai più
deboli e sull'affetto che di tale vicinanza è il corrispettivo
universalmente accordato. Si è cercato così di percorrere un
sintetico itinerario, badando a tenere separati il piano della
realtà da quello della fantasia, sebbene questa sia spesso
impastata con materiali desunti dal vero. Ma tornando al
Calendario, i film, che sono stati selezionati tenendo conto non
tanto del genere e delle vicende narrate, quanto del riscontro nel
gradimento del pubblico, attestano come la presenza dell'Arma sia
radicata nella nostra società, nel nostro costume, nel nostro
sentimento. Inoltre le immagini a commento del testo, tutte desunte
da film, restituiscono qualche cosa del nostro passato: non fermano
il tempo, forse ne sottolineano la fuga inesorabile, ma sollecitano
i ricordi e la dolcezza di questi. Che è la miglior maniera di
prepararsi al futuro.
Gen. C.A. Sergio Siracusa
Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri
Prefazione
C'è un'immagine dell'Italia che il cinema ha contribuito a
diffondere nel mondo, soprattutto negli anni Cinquanta, quando
l'entusiasmo e l'arte di arrangiarsi, ma anche la voglia di
lavorare e l'umana solidarità consentirono di ricostruire il Paese
sulle macerie della guerra, avviando quello che dieci anni dopo fu
chiamato "miracolo economico". L'immagine è racchiusa in molti film
dell'epoca: si vedono la piazza di un borgo, il bar, la farmacia,
la chiesa e la stazione dei Carabinieri. Le uniformi sullo schermo
erano rassicuranti: ispiravano fiducia prima ancora che rispetto.
La bonomia istrionica del maresciallo di "Pane, amore e fantasia" -
cui prestava il suo sorriso l'indimenticabile Vittorio De Sica - in
qualche misura rinsaldò il rapporto che da quasi duecento anni lega
la gente all'Arma. Ecco perchè è utile dedicare un calendario anche
al cinema, ai tanti film che hanno visto come protagonisti, come
comprimari o come comparse, i Carabinieri. È un modo per pagare un
debito di riconoscenza dell'Arma nei confronti del cinema e
soprattutto viceversa: salvo poche marginali eccezioni, i film
hanno svolto in complesso un lavoro positivo nel presentare il
lavoro difficile, spesso oscuro della Benemerita. I Carabinieri nel
cinema sono stati raccontati sottolineando le loro doti di
professionalità, di lealtà, di umanità; queste doti li hanno fatti
sentire vicini ai cittadini, come se i Carabinieri fossero degli
amici e non le persone alle quali è affidato il bene più importante
della comunità: il rispetto delle leggi. Ciò comporta il
riconoscimento dell'autorità implicita nell'uniforme, autorità che
non intacca la simpatia di cui godono i Carabinieri, figure
familiari, capaci anche di risolvere vicende private a prima vista
insuscettibili di lieto fine. Insomma, sullo schermo del cinema, i
Carabinieri sono tra i protagonisti dell'umana avventura e, anche
quando la finzione artistica sorride di qualche loro debolezza,
dignità e senso del dovere non sono mai posti in discussione.
Vincenzo
Mollica
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