Testo
pagina di sinistra
Il Lettore può
comprendere tutta la saggezza di un passato a volte archiviato con
un eccesso di precipitazione. Riepiloghiamo brevemente. Abbiamo
visto come la dizione ideali sia stata sostituita dalla dizione
valori (se non sempre, molto spesso); ci siamo domandati se i
valori dipendano dal soffio mutevole della storia e se alcuni di
possano aspirare alla eternità; ne abbiamo individuato la premessa
unificante nella conoscenza e ne abbiamo stabilito un criterio
mísuratore, ponendo al bando pericolose indulgenze, imbarazzanti
rigori, ne abbiamo definito la possibile essenza, facendone un
modello cui conformare sentimenti e azioni,- abbiamo affermato che
i valori, per essere tali, devono riguardare tutti; abbiamo evocato
alcuni valori senza dei quali diventa impossibile il vivere civile,
un punto molto importante sul quale dovrò ritornare, ma viene pure
a mancare la "coscienza di aver operato bene", come si esprime il
Galateo. La coscienza di aver operato bene, non è una sciocchezza:
tra l'altro, è condizione indeclinabile per aver sonni tranquilli.
Perché il successo non deriva dal proclamare i propri valori, ma
nel metterli in pratica con coerenza nella vita quotidiana.
Malgrado il cammino sin qui percorso, resta un senso di
insoddisfazione: i valori ai quali mi sono richiamato, non sono
tutti, e inoltre è probabile che, tra i valori omessi, ve ne siano
di eterni. Il che mi riconduce alle precedenti osservazioni, e alla
ricerca di un discrimine più rigoroso di quello risultante dal
coinvolgimento dei consociati nella loro generalità. Per me - che
non sono né un religioso né un filosofo - è molto difficile
stabilire regole più mínuziose, tanto che sarei tentato di
disarmare e di avvertire che non è possibile raggiungere gli altri
piani, più in alto. D'altronde un minimo di relativismo è
inevitabile, e basti pensare al cammino percorso dal pudore che via
via è andato acquistando e conquistando misure sempre più esigue.
Se con una macchina del tempo fosse praticabile una magia, e se i
Reali Carabinieri di un secolo addietro facessero irruzione su una
spiaggia di oggi, quanti riuscirebbero a scampare all'arresto? Il
relativismo inoltre assicura alcuni vantaggi , vi è la possibilità
di abolire alcuni valori e di introdurre valori nuovi, in qualche
modo azionando i giochi di destrezza rimproverati alle ideologie.
Ma quest'ultima è una malignità; ogni società fa come sa e come
può, più verosimilmente com'è costretta a fare. Sono abbastanza
vecchio per essere stato testimone di molteplici cambiamenti nei
Valori o forse di molteplici cambiamenti nella interpretazione
degli stessi valori: posso assicurare che le capacità di
adattamento dei cittadini sono notevoli, forse perché la gente deve
cimentarsi con i piccoli valori prima che con quelli grandi, la
magnanimità può essere un genere voluttuario, se manca un piatto di
minestra. Ciò premesso, la distinzione tra valori di un primo tipo,
contingenti, relativi, transitori, e valori di un secondo tipo,
fondamentali, perenni, di sempre a me appare irrinunciabile, perciò
azzarderei una ulteriore precisazione nel tentativo di stabilire
quelli del secondo tipo. Nel vangelo di Matteo (XXII, 39) è
scritto, ed è parola di Gesù: "Amerai il prossimo tuo come te
stesso" e il precetto torna con identiche parole in Paolo, Lettera
ai Romani, XIII, 9.