
Testo
pagina di sinistra
Il furto di una
mela determinato dalla fame non è il furto commesso per gioco,
magari in un supermercato, né tanto meno il furto con scasso di
preziosi in una gioielleria: è sempre un furto, ma c'è una misura
di gravità, da un minimo a un massimo anche nell'applicazione della
pena. Vi è un problema di misura, vorrei dire di giusto dosaggío,
scansando facili indulgenze ma pure incongrue severità, tali da
trasformare i colpevoli in vittime. Così la lealtà non deve
divenire dure d'animo, l'onestà non deve diventare pedanteria, il
coraggio temerarietà e via discorrendo. Infatti esiste un altro
valore - difficile da professare, pur nella sua ricchezza di
contenuti umani -ed è l'equilibrio. L'equilibrio va perseguito con
fatica ma anche con serenità, con determinazione, con giusto
distacco, con spirito critico costruttivo, soprattutto con umiltà:
l'umiltà di riconoscere i propri e gli altrui errori, facendone
tesoro, l'umiltà della autocoscienza che è o dovrebbe essere la
meta ultima del nostro cammino verso la conoscenza. E qui, su
questo impervio terreno del prendere cognizione della realtà in cui
viviamo, il cerchio potrebbe chiudersi, amico Lettore. Quanti e
quali sono i valori? Anche questa domanda è molto difficile:
quantità e qualità si condizionano vicendevolmente, benché, in una
prima approssimazione, o (se si preferisce) a un livello più basso,
possa respingersi l'idea che vi sia una sorta di numero chiuso dei
valori. Considerando le cose da un punto di vista relativo, quanto
dire distinguendo da un'epoca a un' altra, da un luogo a un altro,
la tavola dei valori è assai mutevole e variegata. Già lo abbiamo
accennato al paragrafo precedente, ricordando che convinzioni
religiose, ideologie e consenso sociale condizionano variamente le
qualità morali.Secondo quanto attestano Veme e Salgari (non solo
loro, purtroppo), era in sommo grado disdicevole che una vedova
indiana non accettasse di lasciarsi bruciare, viva, insieme al
cadavere del marito. E, in tempi per fortuna più lontani, Moloch,
dio degli Ammoniti, esigeva sacrifici umani. Si ripropone qui la
stessa difficoltà nella quale ci eravamo imbattuti ragionando degli
ideali: voglio dire separare ciò che ha significato relativo,
contingente da ciò che ha significato perenne. Ma tale difficoltà
conferma la possibile liceità dell'equazione valori = ideali, e per
l'ennesima volta ribadisce che cambiare le parole, mentre i
concetti oppongono resistenza, probabilmente perché è vero quanto
si legge in QohèIet più noto come Ecclesiaste) ciò che è stato è
ciò che sarà, ciò che è stato fatto è ciò che si farà. Niente di
nuovo sotto il sole".