
Testo pagina
di sinistra
Ciò posto,
proviamo a ragionare sui valori: Che cosa sono, quanti e quali sono
, in che misura dipendono dal mutare dei luoghi dei tempi. A
prenderla molto da lontano, si potrebbe partire dalla nozione
d'idea. Idea, come insegna ogni buon dizionario, a un mucchio di
significati, ma qui voglio richiamare brevemente il significato
filosofico. L'amico lettore non si spaventi. Idea, il senso
filosofico, e' la forma astratta cui vengono ragguagliate le
singole realtà concrete; è, in altri termini, lo schema che, nella
nostra mente , ci consente di distinguere, per esempio, un gatto da
un cane. La nostra intelligenza possiede, secondo alcuni già dalla
nascita, tutta una serie di caselle, e sa che alla casella "gatto"
corrisponde un entità che miagola, fa le fusa, inarca la groppa
ecc., mentre alla casella "cane" corrisponde un entità che abbaia,
scodinzola, ringhia ecc. La parola idea ne partorisce un'altra
,ossia ideale. Ideale, in principio,è ciò che concerne l'idea (in
senso filosofico, oltre che nel senso più pedestre del pensiero
soggettivo, di opinione di proposito), ma poi è ciò che esiste solo
nella fantasia, poi è modello utopico di perfezione, e infine,
secondo l'impeccabile formulazione di Giacomo Leopardi,
è"aspirazione o desiderio di natura estetica, morale o
intellettuale, specie in contrapposizione agli interessi della vita
materiale".Bertrand Russel osserva che un autentico ideale deve
essere condiviso da tutti o almeno da una larga parte
dell'aggregato sociale: proprio per effetto dell'accettazione
generalizzata, taluni ideali caratterizzano determinati periodi
storici e determinati stadi della civiltà. Si pensi ad esempio al
romanticismo e all'idea di indipendenza nazionale. Accanto agli
ideali che mutano da un luogo a un altro da un epoca all'altra, e
quindi per cosi dire deperibili, ve ne sono altri, universali ed
eterni. A questo proposito vorrei rammentare una duplice
eventualità, ben nota a tutti. Sappiamo che in certe parti del
mondo si è praticata , e ancora si pratica, la poligamia, mentre
altrove la monogamia sembra una regola irrinunciabile e neppure
meritevole di discussione. Sappiamo pure che, dovunque si vada (
esclusa solo la giungla), chi colpisce alle spalle, a tradimento,
un uomo inerme e indifeso, chi si rende responsabile di un tale
misfatto viene considerato un fellone, ossia un vigliacco
infido.che cosa si desumera dalle due eventualità rappresentate qui
sopra? Che gli ideali(caso della poligamia e della monogamia) sono
governati dal mutare del tempo e dello spazio? Insomma che non
hanno assolutezza e che dipendono dagli uomini di una o di un'altra
epoca, di uno o di un altro popolo? Ovvero (caso della fellonia o,
guardando le cose in positivo, della lealtà) che gli ideali valgono
in qualunque luogo e per sempre? Che taluni comportamenti, dal
padre Adamo in poi, sono sentiti come irrinunciabile che quindi
ogni uomo onesto deve astenersi dal colpire a tradimento? Ho è
posto domande semplici in apparenza, e invece assai complesse.
Cercherò di dare risposte non deludenti, avvertendo che sin da ora
balena la tentazioni di salvare capra e cavoli, ponendo una sorta
di graduatoria tra gli ideali:al vertice sarebbero quelli perenni,
incorruttibili, validi in ogni luogo, quelli che ci inducono a
ricavare l'epiteto "maramaldo" dal cognome del marrono che pugnala
Francesco Ferrucci, disarmato e già prigioniero; al di sotto, e in
ordine decrescente quelli più o meno condivisi, più o meno
durevoli, validi in un posto ma non in un altro. Già abbiamo visto
che le parole partoriscono altre parole: e da ideale nasce
ideologia. Il nuovo vocabolo è stato coniato da un filosofo
francesce, Antoine Destutt de Tracy (1754 - 1836), con un
significato diverso da quello che oggi abbiamo in
mente. |