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La SCIABOLA è uno degli elementi
con cui i Carabinieri sono entrati di diritto nella iconografia
ufficiale della storia patria. La Carica di Pastrengo del 1848,
eternata da Sebastiano De Albertis, mostra gli squadroni comandati
dal maggiore Negri di Sanfront mentre travolgono gli austriaci a
sciabola sguainata. L'ufficiale stesso, ad incitamento dei suoi
uomini ai quali volge lo sguardo girandosi, protende verso il cielo
la sua sfavillante sciabola da battaglia. Nella tavola appaiono
alcune delle armi bianche più note dell'equipaggiamento dei
Carabinieri: la "daga" (1), che ha caratterizzato sin dal 1814
l'armamento dei militari a piedi (l'esemplare riprodotto è il
modello 1814/34, abolito recentemente); la spada "albertina" (2),
l'elegante arma da ufficiale così descritta nel "Regolamento sopra
il corredo, la montura e le divise delle Armate sarde" del 1833:
"La lama sarà diritta, piatta, tagliente e pungente;... avrà tal
lunghezza che collocatane la montatura sopra l'osso dell'anca, il
puntale del.fodero sia distante da cinque in sei centimetri dalla
noce del piede". Vi figura poi la sciabola modello 1833 da
artiglieria (3), adottata per i marescialli dei Carabinieri dopo la
Prima Guerra d'Indipendenza, il modello 1860 (4) da sottufficiale e
truppa e il modello 1873 da ufficiale (5). Infine, le due eleganti
sciabole, dalle else molto elaborate, sono da corazziere
(6-7). |