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Il CAPPELLO da carabiniere, popolarmente chiamato "lucerna", ha
origini lontane, che risalgono alla prima metà del XVII secolo,
allorché ne venne introdotto l'uso in sostituzione del pesante ed
ingombrante "morione", elmo tardo-rinascimentale. Da un originario
copricapo a falde larghe, attraverso successivi aggiustamenti per
renderlo più idoneo alle necessità militari, si giunse alla fine
del '600 al "tricorno", sul cui lembo sinistro apparve, in
corrispondenza dell'occhio, un bottone o un fiocchetto di nastri
detto "ruban", antesignano della coccarda. Dal tricorno, modificato
a più riprese, si giunse alla lucerna, caratterizzata dalla calotta
semisferica e dalle tese ripiegate anteriormente e posteriormente
verso l'alto, in modo da assumere la forma di un bicorno. Il primo
cappello da carabiniere aveva uno sviluppo verticale quasi doppio
di quello attuale, che venne attenuato progressivamente, fino a
stabilirsi sulle misure definitive all'epoca della Prima Guerra
d'Indipendenza. Unitamente al mantello, altro elemento
caratteristico dell'uniforme da carabiniere, la lucerna è sempre
stata il simbolo di una "scrupolosa esattezza della tenuta
militare", come si legge nel Regolamento del 16 ottobre 1816, che
ha contribuito "con decoroso ed imponente esteriore al sostegno
della forza morale, sulla quale più che su ogni altro mezzo si
appoggia il disimpegno delle loro funzioni". Un'affermazione
veramente profetica, mai smentita dai
fatti. |