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Presentazione
Il rispetto delle tradizioni è
l'elemento portante della vita dell'Arma perché dalle tradizioni
emergono quei valori di vita che hanno reso sempre attuali le
finalità di questa Istituzione. Vi è però la necessità di
approfondire con strumenti nuovi la realtà presente per programmare
il futuro. In ordine a questa finalità, il Comando Generale per la
prima volta ha fatto svolgere un'indagine sociologica sull'Arma
affidandone la realizzazione all'Istituto di Studi Politici
Economici e Sociali. I risultati ottenuti offrono l'opportunità di
esporre alcune riflessioni generali ed altre più direttamente
legate ai dati emersi con chiarezza dall'indagine svolta. La nostra
è, come tutti sappiamo, una società complessa. Una società che
riesce a far convivere al proprio interno modelli culturali e
tendenze diverse, istanze economiche, politiche, sociali
differentemente orientate e qualche volta in contrasto tra loro,
sperequazioni anche difficili da superare, contraddizioni che hanno
le loro radici nella storia ed altre create dall'impeto stesso
della crescita che ha portato il nostro Paese tra le prime potenze
economiche mondiali. Questa società è sempre più permeata dai
meccanismi della comunicazione e dell'informazione, a volte
disorientata per il venir meno dei punti di riferimento
tradizionali, nella difficoltà di individuarne di nuovi ed
adeguati. L'Arma sempre vissuto in sintonia con il Paese. E' una
parte di esso, anzi si potrebbe dire, mutuando il linguaggio della
ricerca sociale, che essa ne può essere considerata "un campione
stratificato", per la componente maschile. I nostri uomini
provengono da ogni angolo d'Italia e dai più diversi ambienti
economico-sociali. Essi rappresentano quella complessità di cui
parlavo prima, che si ricompone unitariamente in funzione di un
compito chiaro, di un obiettivo certo, quello di difendere le
Istituzioni e di essere al servizio dei cittadini. Se questo è lo
scopo dell'Arma, appare giusto ed adeguato ai tempi il fatto che
essa utilizzi anche i nuovi strumenti offerti dalle metodologie
della nuova società, per sempre meglio adeguare l'Istituzione alla
realtà sociale del Paese che muta. Non è questa la sede per
interpretare analiticamente i risultati complessivi dell'indagine.
Mi limiterò soltanto a segnalare tre questioni che, mi sembra,
emergano con forza da questo sforzo di ricerca. Innanzitutto si
conferma il radicamento del ruolo e dell'immagine dei Carabinieri
nella società italiana. E' quasi una curiosità, ma molto
significativa, notare come gli Italiani sopravvalutino di gran
lunga la effettiva consistenza numerica degli appartenenti
all'Arma, attribuendole, in molti casi, un organico due - tre volte
superiore a quello effettivo. In secondo luogo, vorrei sottolineare
come, di fronte ad una complessiva crisi nel rapporto tra il
cittadino e le Istituzioni, non solo l'Arma gode del giudizio
positivo della gran parte degli Italiani, ma, cosa più importante
dal nostro punto di vista, le componenti di questo giudizio
coincidono con quelle che noi riteniamo debbano continuare ad
essere le caratteristiche e le peculiarità dell'Arma. Infine, un
aspetto che ritengo determinante dell'immagine diffusa dell'Arma
nella stragrande maggioranza dei cittadini, a prescindere dal
livello culturale e sociale, è che essa viene considerata come
punto di riferimento per la salvaguardia di valori altamente etici.
Ciò rappresenta un grande impegno per tutti i Carabinieri e per
coloro i quali, e sono tanti, intendono servire il Paese come
tali.
Non a caso il Calendario dell'Arma 1991 è dedicato proprio
all'immagine dell'Istituzione, interpretata attraverso una duplice
chiave di lettura: "I Carabinieri visti dagli italiani" e "i
Carabinieri visti dai pittori contemporanei". L'analogia risulta
immediata: il radicamento dell'Arma nell'opinione popolare trova
riscontro e sublimazione anche nel campo dell'arte.
Gen. C.A. Antonio Viesti
Comandante Generale dell'Arma dei
Carabinieri |