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Pagina di sinistra
Qualunque la bravura di un pittore,
non è certo facile per lui suscitare, creare nella fantasia di chi
guarda un suo quadro l'illusione di uno scambio sensoriale:
operando soltanto sulla vista, colpire soltanto l'udito. Non
facile, anzi difficilissimo, o addirittura impossibile!
Eppure, proprio questa è la scommessa che Nino Caffè è riuscito a
vincere fermando sulla tela, per la durata di un millesimo di
secondo, il "fortissimo" di un accordo della Banda che sta
eseguendo la sinfonia della Gazza Ladra, di Rossini.
Intendiamoci, la Banda dei nostri Carabinieri è composta da oltre
un centinaio di strumenti a fiato e a percussione. Qui ne abbiamo
soltanto quattordici: le dimensioni della tela non ne avrebbero
permessi di più. Ma la sonorità - diciamo così - dell'effetto
pittorico è affidata alla sobrietà della composizione. Nino Caffè
ha abolito tutto ciò che avrebbe distratto dall'immagine degli
strumenti e dei gesti di ciascuno dei suonatori. Guardando, noi
quasi udiamo lo schianto trionfale che salda insieme tanti
strumenti diversi. Non è che non ci sia gente, lì, ad ascoltare il
concerto: semplicemente, la gente non si vede, è al nostro posto,
guarda e ascolta. Gli unici che si sono avvicinati sono due
cagnolini. Da sinistra, uno, abbaiando applaude il Maresciallo che
dirige. L'altro sbuca dalla destra del palco, e certamente corre
per raggiungere il primo.
Pagina di destra
Su una panchina del giardino
pubblico si è addormentato questo carabiniere. Appoggia un gomito
sullo scrimolo della panchina. Si regge la testa con una mano
contro l'orecchio. Il mento gli pende sul collo. E accanto a lui,
sulla panchina, la lucerna è - così dice Mauro Innocenti - "vigile
e muta come un rimprovero".
Però, se siamo sinceri, tutto il rimprovero che gli si può
rivolgere è semplicemente affettuoso. Dorme, diamine! sogna. E che
cosa può mai sognare se non la sua ragazza?
Partecipiamo al suo sogno innocente seguendo una spirale ideale
che, risalendo dalla lucerna al pennacchio, rivela il sognante
carabiniere: a braccetto con la ragazza, si avvia in un vialetto
del giardino pubblico, e nel sogno il vialetto si trasforma nel
sentiero di un bosco... Finché rieccoli, improvvisamente! Lui e lei
ci appaiono in alto, proiettati come uno sputnik attraverso la
stratosfera: la ragazza sbatte le gambe, tutta aggrappata al suo
carabiniere che se la stringe addosso. Ancora più su! I due
galleggiano su un'astronave morbida uniti per sempre. La sola cosa
che li distingue è la forma inconfondibile della lucerna col
pennacchio. |