CARABINIERI

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Ministero della Difesa

Calendario storico

Anno 1988



Pagina sx. mese settembre 1988 Pagina dx. mese settembre 1988



Nel decennio successivo alla Prima Guerra Mondiale, l'Arma fu impegnata in tutto il Paese a contenere una serie di gravi agitazioni, motivate da rivendicazioni socio-economiche, spesso sconfinanti in manifestazioni caratterizzate da saccheggi e disordini. Nello stesso periodo i Carabinieri, per disposizione delle autorità di governo, dovettero eseguire - loro malgrado - numerosi arresti e traduzioni anche di eminenti personalità del mondo politico e culturale dell'epoca. In tale quadro s'inserisce un episoodio che ebbe a protagonisti il pensatore Antonio Gramsci, di cui è stato appena celebrato il cinquantenario della morte, e il brigadiere che ne comandava la scorta durante il trasferimento da un penitenziario all'altro. Nelle "Lettere dal carcere" Gramsci racconta testualmente: "...Entrò il caposcorta, un brigadiere gigantesco, che nel fare l'appello, si fermò al mio nome e mi domandò se ero parente del "famoso deputato Gramsci". Risposi che ero io stesso quell'uomo e mi osservò con sguardo compassionevole... A tutte le fermate lo sentii che parlava di me, sempre qualificandomi come il "famoso deputato"... (devo aggiungere che mi aveva fatto mettere i ferri in modo più sopportabile).. A un certo momento, il brigadiere... attaccò discorso. Era un tipo straordinariamente interessante e bizzarro, pieno di "bisogni metafisici" come direbbe Schopenhauer. Mi disse che si era immaginato la mia persona come "ciclopica" e che era molto disilluso da questo punto di vista. Leggeva allora un libro di M. Mariani, l'Equilibrio degli egoismi, e aveva appena finito di leggere un libro di un certo Paolo Gilles, di confutazione al marxismo... mi piaceva sentirlo parlare con tanto entusiasmo di tante idee e nozioni disparate, come può parlarne un autodidatta intelligente... ".
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