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I Carabinieri per la tutela del patrimonio artistico
"Ci avete ridato il sorriso, il nostro lutto è finito" e così
dicendo una signora di un paesino abruzzese abbracciò un
carabiniere tempestandolo di baci. La scena si svolse a Fano
Adriano, ove un ufficiale dei Carabinieri e alcun suoi uomini si
erano recati per riconsegnare ufficialmente al parroco e alla
cittadinanza in festa alcune statue precedentemente trafugate dalla
locale chiesa parrocchiale. Cerimonie come quella di Fano Adriano
si sono svolte a centinai in ogni contrada d'Italia, da quando - il
3 maggio 1969 - è stato istituito il "Comando Carabinieri Ministero
Pubblica Istruzione, Nucleo Tutela Patrimonio Artistico". Infatti
l'incalzare della criminalità nel settore del patrimonio
archeologico e artistico nazionale indusse il Comando Generale
dell'Arma a destinare nel marzo 1969 al dicastero della Pubblica
Istruzione un ufficiale superiore, due sottufficiali e un
carabiniere, ai quali -aderendo alla richiesta di potenziamento di
quel nucleo embrionale vennero affiancati più tardi un ufficiale
inferiore, altri otto sottufficiali e quattro militari di truppa. I
risultati non si fecero attendere, cosicché dall'ottobre dello
stesso 1969 tutte le segnalazioni concernenti il trafugamento e gli
illeciti commerci di opere d'arte e reperti d'antiquariato vennero
indirizzate a quello che, nel settembre 1971, è divenuto il
"Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Artistico", elevato a
Comando di Corpo, con alle dipendenze un proprio "Nucleo",
inquadrato attualmente nella Divisione Unità Mobili e Speciali
Carabinieri "Palidoro". Con l'istituzione del Ministero dei Beni
Culturali e Ambientali, dal lo febbraio 1975 il Comando Carabinieri
Tutela del Patrimonio Artistico è passato alle dipendenze
funzionali del nuovo dicastero.L'eco delle straordinarie imprese
compiute dagli uomini addetti alla salvaguardia del nostro
patrimonio artistico si ritrova nelle pagine dei quotidiani più
diffusi: "Gli 007 delle opere d'arte", oppure "i segugi dei
capolavori", così e in altri modi pittoreschi sono stati definiti i
Carabinieri che hanno riconsegnato in poco più di quindici anni a
musei, a pinacoteche pubbliche e private, a chiese e gallerie
decine di migliaia di opere, alcune di valore inestimabile.
Capolavori di Raffaello, di Rubens, di Piero della Francesca, di
Luca Giordano, di Bicci di Lorenzo, del Vanvitelli, del Correggio,
di Renoir - e l'elenco non finirebbe mai - sono tornate al loro
posto grazie a quei "segugi", la cui attività spesso si estende in
paesi stranieri, come attesta il recupero delle opere di Raffaello,
Tiepolo, Tintoretto e Giorgione trafugate dal Museo delle Belle
Arti di Budapest e recuperate ad Eghjon, in Grecia.D'intesa con il
Comando Generale, il Comando Carabinieri T.P.A. cura da molti anni
la pubblicazione di un Catalogo periodico delle opere d'arte
rubate, corredato di riproduzioni fotografiche e di tutti i dati
necessari per l'individuazione delle opere trafugate, siano esse
dipinti, sculture, monete antiche, incunaboli o pagine di codici
miniati.Secondo gli istogrammi che sintetizzano il periodo 1970 -
primavera 1986, su 202.426 oggetti trafugati l'Arma ne ha
recuperati ben 108.088, grazie anche all'affiancamento di tutti i
reparti territoriali. Gli arresti, nell'arco di tempo considerato,
sono stati 2.096, mentre 3.610 persone sono state denunciate a
piede libero.La vastità del fenomeno criminoso nel settore
artistico è stato ed è combattuto dall'Arma col potenziamento ed
aggiornamento tecnologico della propria organizzazione
investigativa, che dispone anche di una banca dati, considerata
unica al mondo. |