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Carabinieri dei nuclei radiomobili
La motorizzazione: altro passo fondamentale che l'Arma ha
prontamente compiuto per adeguare all'evoluzione dei tempi le
proprie strutture e i propri mezzi operativi. In una delle
fotografie di questa pagina appare il Plotone comando del 1°
Battaglione della Legione Carabinieri di Roma con tutti i mezzi
motorizzati di cui disponeva. La fotografia, del 1931, mostra una
campionatura del parco motoristico col quale l'Arma solo da pochi
anni si apprestava a trasformare radicalmente i criteri operativi
dell'attività d'istituto: si riconoscono due motociclette Frera 250
con sidecar, una Fiat 514 spider, alcune autoblindo Lancia-Ansaldo
e autocarri di vario tipo, fra cui il leggendario FIAT 15 Ter. Fra
quella fotografia e la nascita dei reparti dotati di automezzi
radiocollegati intercorre lo spazio di appena un ventennio.
All'inizio degli anni 50, infatti, venne sperimentato a Roma e a
Napoli il collegamento radio fra i rispettivi comandi di Legione ed
un certo numero di automezzi, ai fini di una più pronta ed efficace
presenza dell'Arma nelle zone centrali e periferiche
urbane.Nell'agosto 1952 il numero degli automezzi radiocollegati di
Roma e Napoli venne raddoppiato e l'esperimento venne esteso anche
a Milano, alla cui Legione furono assegnate otto auto A.R.51 dotate
di radio rice-trasmittente. A distanza di oltre 30 anni da quei
primi e previdenti esperimenti, i nuclei radiomobili dei
Carabinieri coprono oggi l'intero territorio nazionale.In
strettissima collaborazione con le "unità autoradio" dei nuclei
radiomobili operano in tutta Italia le "pattuglie motoradio", che
costituiscono un'altra presenza rassicurante per i cittadini.
Infatti, grazie a quest'altra faccia del servizio radiomobile, a
distanza di quasi 90 anni dall'impiego delle primissime moto di
servizio, il motociclismo dell'Arma vive in atto la sua più
fiorente stagione. Risale al lontano 1900 l'assegnazione ai
militari dell'Arma delle poche moto, importate dall'estero, quali
le motocarrozzette Excelsior ed Indian, entrambe di 500 c.c.,
seguite nel 1912-13 dai motocicli nazionali Frera e Guzzi. Il
sopraggiungere del primo conflitto mondiale, nel 1915, vide i
Carabinieri motociclisti prestare servizio di collegamento nelle
immediate retrovie e fra i grandi Comandi, riconoscibili da un
apposito distintivo di una motocicletta in lana nera su panno
grigio-verde. Tutti i conflitti che si susseguirono, fino alla
Guerra di Liberazione, hanno visto i motociclisti dell'Arma
impegnati nei più duri ed impegnativi servizi, sia di collegamento
che di Polizia Militare.In atto i nuclei motociclisti dei
Carabinieri, compreso il reparto scorta dei Corazzieri, hanno
prevalentemente in dotazione le Guzzi 500 Falcone e la 700 V7,
quest'ultima in via di sostituzione con la 850 T3.E servizio dei
nuclei radiomobili viene svolto attraverso un'attività ricognitiva
ininterrotta e globale, attuata con l'armonica alternanza di soste
e movimento e con il costante collegamento via radio con la
Centrale Operativa, la quale viene così ad essere continuamente
aggiornata sulla situazione nei centri abitati o in zone che
richiedano particolare vigilanza.L'apprezzamento degli italiani per
l'ininterrotta presenza dei nuclei radiomobili è testimoniato dai
sempre più numerosi appelli che ad essi vengono indirizzati,
tramite il numero telefonico " 112 ", nei centri metropolitani come
nei più isolati borghi, spesso per dirimere anche le più private
vicende umane. |