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A partire dal 1979, le missioni all'estero dei Carabinieri hanno
avuto uno sviluppo sempre crescente: Libano, Namibia, Kurdistan,
Albania, Cambogia, Somalia, Palestina, Guatemala, Bosnia, Kosovo,
Etiopia ed infine Iraq, sono stati e sono tuttora alcuni dei
settori d'intervento dell'Arma nell'ambito di operazioni
multinazionali di ordine pubblico, di polizia militare e di
salvaguardia della democrazia. La partecipazione dei Carabinieri è
sostenuta da un autoparco attrezzato di volta in volta per
affrontare le condizioni geografiche e climatiche dei vari
scacchieri. I mezzi fuori-strada sono stati ovviamente
privilegiati, apponendo su di essi le sigle di identificazione
delle missioni: Unifil, Untag, Airone, Ibis, Minugua, Sfor, sono
alcune sigle delle missioni a cui i Carabinieri hanno dato e danno
il loro apporto umanitario.
Una pattuglia di Carabinieri, dotata di un ROVER Defender 90, in
azione durante la missione in Kosovo.
Il versatile fuori-strada Defender 90 è qui fotografato mentre
guada un corso d'acqua in Iraq, nella zona di Nassirjia, ove il 12
novembre 2003caddero 19 italiani, di cui 12 Carabinieri, 5 soldati
e 2 civili, vittime di un agguato mentre erano impegnati in
missione di pace.
In dotazione ai reparti dell'Arma operanti nei Balcani dal 1994
nell'ambito della MSU (Multinational Specialized Unit), questo
veicolo multiruolo dell'IVECO è contraddistinto dalla sigla VM
90/T. Sulla portiera appare lo scudetto dell'unità di appartenenza
dei Carabinieri: SFOR sta per "Stabilization Force", ripetuto su
fondo azzurro in caratteri cirillici. Lo stesso mezzo,
opportunamente adattato all'ambiente, è in dotazione ai reparti
dell'Arma attualmente operanti in Iraq; è raffigurato a destra in
una zona montagnosa del Paese, a 500 km dalla capitale
Bagdad. |