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IL FIRMAMENTO DEI CARABINIERI
di Lucia Alberti
Prima di ricongiungersi per sempre
alle sue amate stelle, Lucia Alberti aveva concepito questa
anticonformista delineazione astrale dei Carabinieri in relazione a
taluni ruoli istituzionali. Nel presentare lo scritto della famosa
studiosa del cielo, si confida che nel firmamento dell'Arma gli
Italiani sappiano riconoscere le stelle fisse del loro cielo
quotidiano: i Carabinieri.
La storia dell'astrologia é
affascinante ed accompagna in un certo modo quella dell'umanità.
Noi seguiamo la storia o meglio le regole dell'astrologia nata in
Mesopotamia, nel paese dei Babilonesi, nella regione dell'attuale
Golfo Persico, la grande pianura tra i due fiumi, il Tigri e
l'Eufrate. Sono passati circa seimila anni da quando i pastori che
popolavano quei grandi spazi scoprirono il movimento delle stelle e
diedero loro un significato. Il pianeta rosso, l'attuale Marte,
indicava guerre tra tribù, la bianca Venere era all'origine di
ottimi raccolti, mentre le varie fasi della Luna, nonché le
eclissi, impressionavano quella gente primitiva. Nata come aiuto
per la collettività, l'astrologia venne elaborata dai grandi
sacerdoti, ma solo per l'uso dei potenti e comunque non era ancora
personalizzata, non esisteva l'oroscopo, che nacque in Grecia,
insieme allo studio dei pianeti ed insieme all'astrologia tecnica,
che era poi l'astronomia. La necessità di mettere ordine nel
confuso quadro cosmico creò appunto l'astrologia. Quindi malgrado
l'antipatia profonda che gli astronomi provavano per l'astrologia,
non si può negare la maternità di questa nei confronti
dell'astronomia, figlia per necessità matematiche e di ordine
geometrico della pittoresca astrologia, che sin da quei lontani
anni aveva già i pianeti corrispondenti a quelli odierni, come
forza di attrazione e come influenza sull'uomo. L'oroscopo
personalizzato, accessibile non solo ai grandi sacerdoti, fu
elaborato in Grecia, ove pervennero dalla Babilonia molti astrologi
noti come "Caldei". A fasi alterne disprezzata o valorizzata, venne
insegnata nel periodo rinascimentale anche nelle università. Gli
Aztechi adoravano il Sole ed avevano nel calendario cinque epoche
solari; noi ora, secondo i Messicani, viviamo nella quinta era. La
prima è il Sole della tigre, la seconda è quella dei vento, la
terza il Sole dell'acqua, la quarta della pioggia e l'attuale era
solare è quella del fuoco, che dovrebbe concludersi con quattro
terremoti. Gli Indiani hanno sempre legato il quadro astrale (più
complicato del nostro) al Karma, che per loro era il passaporto
della nostra attuale esistenza e lo è tuttora. Ad un neonato
indiano, infatti, viene fatto subito l'oroscopo. Per i Vietnamiti
ed i Cinesi ogni dodici anni si ripete un segno astrale che domina
l'anno in corso. Perché, dunque, non possono avere un loro segno
anche le città, i paesi, le associazioni? E infatti lo hanno:
l'Italia è Leone, la Germania Ariete, e via dicendo. E lo zodiaco
dell'Arma? Potrebbe rappresentarsi perfettamente in dodici segni
astrali, iniziando con il Cerbiatto (Allievo Carabiniere): timido,
un po' impaurito, ubbidiente e tenerissimo. li secondo segno dello
zodiaco potrebbe essere rappresentato dal Cane Fido (Carabiniere),
il più sicuro amico dell'uomo e della società, Il terzo segno è la
Gazzella (Appuntato), agile pilota di Autoradio che prendono il
nome proprio da lui. Quarto è il Ghepardo (Brigadiere), scattante,
felino, sempre pronto a fiutare e a ghermire la preda. Quinto segno
è l'importante Lince (Maresciallo), che si può definire attento,
vigile, carico di entusiasmo, il primo della classe! Il sesto segno
dei firmamento dell'Arma è il Destriero (Capitano), fiero,
impressiona alla sua prima apparizione e lascia il marchio della
sua presenza come un segno di fuoco. Imponente, nessuno ha il
coraggio di sottovalutarlo. Il suo futuro sarà notevole e mai
meschino, sarà sempre un capo. Il settimo segno è il Nibbio
(Elicotteristi) leggero come una piuma, sa vedere con molti occhi.
Si sente libero come un uccello che attraversa gli spazi ed il suo
futuro sarà di tanti viaggi. L'ottavo segno è il Delfino (Servizio
Navale): si muove nell'acqua come una sirena, ha il fascino del
marinaio e la stessa fortuna in amore che hanno gli uomini di mare.
L'Usignolo (Banda), nono segno astrale dei Carabinieri, è attaccato
alla sua tromba il come ad un figlio che si tiene amorevolmente in
braccio. Vive in un suo mondo, quello della musica, e sente solo il
suono che ha nel cervello o nel cuore. Ed ecco il Leone
(Colonnello), il decimo segno: con la sua splendida uniforme e
l'aureola di eccezionalità che lo circonda fatta di tanti colori,
avrà un futuro carico come un cofanetto di gioielli, di ricordi che
brillano. Un segno importante, l'undicesimo, è l'Aquila (Generale),
che sente in sé la spinta della conquista, con le ampie ali che gli
hanno consentito di toccare le vette più alte della montagna. Si
impone e per questo a volte deve accettare di non essere amato e
soltanto temuto. Non può rinunciare neanche in un lontano futuro a
vivere da Aquila. Un altro segno, che è esclusivo dei Carabinieri,
è il dodicesimo: ed è il Gatto Soriano (Carabiniere in congedo).
Gli sono rimaste le medaglie e la curiosità di saper cosa succede
nel mondo che ha lasciato, ama la casa, legge e studia tutto quello
che riguarda l'Arma. Può diventare, lui gatto, un topo di
biblioteca, un collezionista, nascondendosi nel suo habitat di
Carabiniere rimasto fedele nel cuore e nello spirito all'Arma, un
nostalgico. Mi auguro che qualcosa i Carabinieri possano trovare in
questi segni che esprimono umoristicamente lo spirito dell'Arma
gloriosa, ma anche carica di autentica umanità, che non esclude
l'ironia.
L.A.
Presentazione
E' da alcuni decenni che l'Arma ha
mutato dal regno animale immagini incisive a simbolo di alcuni suoi
reparti speciali. La Gazzella è da tempo sinonimo di Autoradio,
così come la Vespa appare sullo scudetto degli Elicotteristi e il
Cavallo su quello dei Carabinieri montati. Dalla preistoria gli
uomini hanno sentito la necessità di disegnare nel firmamento
figure nelle quali identificavano valori etnici e religiosi. I
Mesopotamici, gli Indiani, gli Arabi, i Cinesi e tanti altri popoli
hanno definito rigorosamente un proprio zodiaco, che quasi sempre
ha espresso la sintesi della propria civiltà. Una vasta
documentazione scientifica ed artistica ci ha tramandato immagini
suggestive di tali culture, spesso sconfinanti nel campo religioso.
I codici miniati della letteratura europea medioevale e
rinascimentale sono ricchissimi di testimonianze sulla fede dei
popoli nei simboli astrali, e non meno lo sono le vestigia
archeologiche egiziane, azteche, persiane, arabe, greche e romane.
Dalle epoche più remote gli studiosi del firmamento hanno
prediletto gli animali per dare un nome allegorico alle formazioni
stellari. A parte le definizioni più familiari dello zodiaco
occidentale o di quello cinese, va ricordato che numerose altre
sono le costellazioni i cui nomi sono stati attinti dalla fauna
terrestre. Se è vero quindi che ogni civiltà e cultura ha espresso
nei confini di un proprio firmamento i suoi valori, raffigurandoli
simbolicamente, non apparirà strano che anche i Carabinieri, i cui
valori sussistono da circa due secoli, esprimano per mezzo di un
proprio firmamento i ruoli e le figure della sua struttura
ordinativa. E' un modo che indurrà certamente al sorriso, non
essendovi dubbio che gli Italiani sapranno riconoscere i loro amici
Carabinieri nelle immagini zodiacali con cui vengono rappresentati
in queste pagine, immagini che già forse preesistevano
inconsciamente nella loro fantasia e che ora trovano conferma.
Accanto al proprio Calendario, l'Arma, in questa edizione 1998, ha
ritenuto altresì ripresentare sinteticamente la storia della
misurazione del tempo dagli albori della civiltà fino
all'introduzione del Calendario Gregoriano. Cosicché il Calendario
ebraico, quello arabo, quelli orientali e via via tutti i più
importanti dell'intero Globo sono stati "raccontati" a confronto
con quello attuale, adottato solo in epoca abbastanza recente in
tutto il mondo, pur perseverando le maggiori civiltà a coltivare
contemporaneamente i propri, che datano da epoche ben più remote
dell'Era Volgare. Sviluppando il tema di questo Calendario, l'Arma
ha inteso riaffermare il suo impegno nel proporre annualmente ai
tantissimi estimatori e collezionisti un argomento d interesse
generale, adottando la formula, non insolita di Carabinieri,
dell'ironia che - per dirla con le parole di Giambattista Vico -
"non poté cominciare che da' tempi della riflessione, perché ella è
formata dal falso informa d una riflessione che prende maschera di
verità".
Gen. C.A. SERGIO SIRACUSA
Comandante Generale dell'Arma dei
Carabinieri |