|

I Carabinieri del Centro Investigazioni Scientifiche, dei
nuclei antisofisticazioni e dei nuclei antidroga
Microscopi ed elaboratori elettronici spettrometri,
gas-cromatografi, storte, mensole affollate di provette e
recipienti in vetro, ecco, in parte, la dotazione dei laboratori in
cui i Carabinieri in camice bianco aiutano i loro colleghi della
"territoriale".I militari del Centro Carabinieri Investigazioni
Scientifiche sono addestrati a fornire, sui reperti e sui quesiti
di polizia provenienti da qualsiasi Comando, il risultato che si
attende per l'identificazione e l'incriminazione di un malfattore,
ma anche la prova inconfutabile per scagionare un innocente. E' dal
1952, anno della sua istituzione, che il C.C.I.S. conduce la sua
lotta silenziosa e senza tregua, contrapponendo alla tecnologia dei
fuorilegge organizzati i mezzi ed una metodica d'indagine sempre
più avanzati.L'attività del Centro si articola attraverso quattro
distinte branche di accertamenti: la prima riguarda gli esami di
laboratorio, che vanno dalle analisi chimiche eliologiche e dalle
indagini balistiche allo studio comparativo delle manoscritture o
dattiloscritture di documenti sospetti di falsificazione,
all'identificazione delle tracce lasciate da strumenti effrattori,
alla comparazione di impronte digitali e all'esame di materiali
vari, quali legno, fibre, tessuti, pneumatici ed altro; segue la
branca relativa agli esami fonici, che, oltre a stabilire
l'autenticità delle normali registrazioni, possono realizzare il
filtraggio di quelle anomale assicurando all'autorità giudiziaria,
ove ne faccia richiesta, l'assistenza in materia fonica e la
sorveglianza telefonica, nonché gli esami spettrografici della
voce. La branca fotografica e quella cinematografica, infine,
costituiscono la necessaria integrazione ad ogni indagine di
polizia giudiziaria: ad esse competono le riproduzioni documentali,
l'esame di copie positive e di diapositive, l'interpretazione e la
lettura di microfotogrammi o di sequenze cinematografiche, le
riprese a raggi infrarossi e ultravioletti, lo studio di sequenze e
fotogrammi singoli e tutto quanto è connesso al settore delle
riproduzioni su piste magnetiche. Altri due Reparti
dell'Organizzazione Speciale dell'Arma hanno vivamente interessato
l'opinione pubblica negli ultimi anni: si tratta dei Nuclei
Antisofisticazioni e Sanità (N.A.S.) e dei Nuclei Antidroga
(N.A.D.), ordinativamente autonomi e con una propria fisionomia
operativa. I primi sono stati creati nell'aprile 1962, in numero di
sei, ed oggi, per l'ampliamento dei campi d'intervento, sono stati
estesi in tutta Italia con un Comando avente sede presso il
Ministero della Sanità. I NAS provvedono alla tutela della salute
pubblica mediante la lotta alle sofisticazioni nel campo alimentare
e dietetico, in quello dei fitofarmaci, della produzione e del
commercio di specialità medicinali e veterinarie. Ad essi compete,
infine, la lotta contro gli inquinamenti ambientali. Operando in
stretta collaborazione con i Comandi territoriali ed in particolar
modo con i nuclei operativi e le Stazioni, di cui integrano
l'azione con interventi tecnici che i vari casi richiedono, i NAS
sviluppano le operazioni anche a livello nazionale, con tecniche
d'investigazione a largo raggio.L'altro organismo, il Comando
Carabinieri Antidroga, è stato costituito nel 1970 come semplice
Nucleo pressa il Ministero della Sanità. La sua creazione venne
decisa per rendere più incisiva e specifica l'azione che i Comandi
territoriali dell'Arma già conducevano da tempo per fronteggiare il
dilagante fenomeno della droga. Dislocati nelle città sedi delle
tre Divisioni Carabinieri (Milano, Roma, Napoli) e in Sicilia, i
Nuclei Antidroga (NAD) operano in stretto collegamento con le
Centrali Operative dell'Arma, disponendo anche di mezzi che
consentono loro, all'occorrenza, riservate procedure
d'indagine.Nell'ufficialità dello stile istitutivo dei Nuclei
Carabinieri Antidroga si legge che è loro compito "prevenire e
reprimere gli illeciti nel settore del commercio, detenzione ed uso
degli stupefacenti"; ma la realtà quotidiana di questa lotta
silenziosa testimonia che il dovere può anche assumere spesso
l'elevatezza della missione ed i contorni del
rischio. |