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Ministero della Difesa

Comunicati Stampa

Comunicato stampa del Co.Ce.R - Sezione Carabinieri

Consiglio Centrale di Rappresentanza

21/10/2011 Ore 12:30
Nel disegno di legge di stabilità appena emanato, il Governo ha previsto, tra l'altro, ulteriori tagli di spesa ai danni del comparto sicurezza e difesa, andando questa volta a colpire anche l'emolumento previsto dal trattamento economico aggiuntivo per il personale interforze appartenente alla direzione investigativa antimafia. Questo sebbene i Ministri dell'attuale Governo facciano a gara per attribuirsi i meriti conseguiti sotto il profilo operativo da questi uomini coraggiosi, che, in silenzio, hanno lavorato con professionalità e sacrificio per il bene del paese. Un provvedimento assolutamente incomprensibile che sarebbe apparso decisamente più logico ed accettabile se fosse promanato da quegli individui che gli uomini della D.I.A. hanno assicurato alla giustizia e non certo, invece, da chi va sbandierando numeri e statistiche frutto dell'altrui sacrificio, quasi che fossero un merito loro attribuibile. A tale riguardo, il Co.Ce.R. Carabinieri non può fare a meno di domandarsi se questo governo abbia già dimenticato gli arresti eccellenti di capi mafia eseguiti da questi uomini, le famiglie mafiose disarticolate ed i beni sequestrati che ammontano a svariati miliardi di euro, nonché i sentimenti di rinnovata fiducia nelle istituzioni generati da tali imprese nel comune sentire degli italiani. Pertanto, il CO.CE.R. Carabinieri, ormai pienamente consapevole che questo governo, per mezzo dei suoi Ministri, sia determinato nel proseguire nella sua politica di paradossale, assurda, incomprensibile, pericolosa penalizzazione del personale del comparto sicurezza e difesa, oltre ad esprimere tutto il suo più profondo sconcerto per il reiterarsi di simili provvedimenti e a dichiarare tutta la sua assoluta vicinanza al personale della Direzione Investigativa Antimafia, richiede a viva forza alla classe politica di escludere dal decreto d.d.l. di stabilità i tagli previsti per il personale delle forze di polizia, significando che, in caso contrario, la promulgazione di un simile provvedimento non gioverà certo sotto l'aspetto motivazionale di chi già è chiamato a espletare un così delicato e pericoloso compito a difesa delle libere istituzioni della società civile.