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Ministero della Difesa

Orario di lavoro Europeo

In merito all'orario di lavoro avrei da porvi un quesito, oggetto di discussione presso il nostro Comando di Stazione: al termine di un servizio di ordine pubblico in sede, di durata inferiore alle sei ore, è normale effettuare una pattuglia di altre tre ore per il raggiungimento delle sei ore? Le tre svolte successivamente all'ordine pubblico sono da considerarsi come ore di straordinario o come normale servizio? Analogo quesito pongo per i servizi di ordine pubblico fuori sede di durata inferiore alle sei ore. Gradirei, se possibile, oltre alla risposta, anche gli estremi delle circolari e/o altre disposizioni che disciplinano la materia.

17/10/2003 , Richiedente: F.C. - Casaletto Spartano (Sa)

A questo quesito, datato 23 gennaio 2003, è stata già fornita risposta con lettera privata della Direzione, ma si ritiene utile tornare in argomento alla luce della pubblicazione, nella Gazzetta Ufficiale n. 87 del 14 aprile 2003, del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, recante le norme di attuazione della Direttiva 93/104/CE, come modificata dalla Direttiva 2000/34/CE, datata 22 giugno 2000, del Parlamento europeo e del Consiglio, in materia di orario di lavoro.

Con questo decreto:

" è stato così definito l'orario di lavoro: "Qualsiasi periodo in cui il lavoratore sia al lavoro, a disposizione del datore di lavoro e nell'esercizio della sua attività o delle sue funzioni". È stato confermato il testo dell'articolo 5 del regio decreto 10 settembre 1923, n. 1955, secondo cui non si considerano come lavoro effettivo i riposi intermedi che siano presi sia all'interno che all'esterno dell'azienda, il tempo impiegato per recarsi al posto di lavoro e le soste di lavoro di durata non inferiore a dieci minuti;
" è stato stabilito che: "Le disposizioni contenute nel presente decreto si applicano a tutti i settori di attività pubblici e privati (...), non trovano applicazione nei riguardi delle forze di polizia in presenza di particolari esigenze inerenti al servizio espletato, o di ragioni di ordine e sicurezza pubblica (...) così come individuate con decreto del Ministro competente (...) da adottare entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto" (non ancora emanato). In sostanza, il decreto del Ministro della Difesa, di concerto con i ministri del Lavoro e delle Politiche sociali, della Salute, dell'Economia e delle Finanze e per la Funzione pubblica, dovrà tenere conto delle particolari esigenze di cui sopra e potrà, quindi, limitarne l'applicazione.

Per quanto riguarda l'orario normale di servizio, esso viene fissato in quaranta ore settimanali, lasciando ai contratti collettivi la facoltà di stabilire una durata minore e riferire l'orario normale alla durata media delle prestazioni lavorative. Così l'articolo 54 del decreto del Presidente della Repubblica 18 giugno 2002, n. 164 (ultimo contratto per le forze di polizia) ha stabilito che "La durata dell'orario di lavoro è di trentasei ore settimanali".

A riguardo, l'Ufficio Ordinamento del Comando Generale dell'Arma, con circolare n. 548/243-98-2-1950, datata 27 gennaio 2003, esplicativa dell'articolazione dell'orario di lavoro settimanale, ha chiarito che per le stazioni e reparti/unità operative la media giornaliera è di sei ore per sei giorni, escludendo dal computo i trenta minuti impiegati per la mensa obbligatoria di servizio e che i comandanti, in presenza di esigenze documentabili e non altrimenti fronteggiabili, hanno facoltà di ripartire l'orario giornaliero in non più di due turni. Ne consegue che, al termine di un servizio di ordine pubblico, sia in sede che fuori sede, di durata inferiore alle sei ore, il comandante potrà legittimamente disporre un secondo servizio della durata sufficiente a coprire le sei ore lavorative prescritte, le quali sono da considerare "normale servizio" e non "ore di straordinario". (Paolo Puoti - Il Carabiniere)