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Il Nucleo Carabinieri Tutela
Patrimonio Culturale di Palermo trova sede nell'edificio del
reale Albergo dei Poveri che venne edificato per
volontà di Carlo III di Borbone nel 1772 fuori
dalla cinta muraria della città, per accogliere i poveri della
Città. Il progetto iniziale dell'architetto Furetto subì
notevoli modifiche, dovute inizialmente alla scoperta di tombe
puniche al momento dello sbancamento. L'imponenza della costruzione
e la difficoltà a realizzare talune parti, come la pianta
ottagonale della chiesa, ne protrassero l'edificazione per un
quarantennio, richiedendo l'intervento di numerosi architetti
palermitani e l'impiego di ingenti somme di denaro da parte del
nuovo re borbonico Ferdinando III, succeduto nel frattempo
al padre.
Quando l'opera fu pressoché
ultimata, una solenne processione sancì la volontà ufficiale di
nobili e notabili della città per edificare questa opera sociale
così arditamente innovativa, non solo perché i poveri di ambo i
sessi e di tutte le età avrebbero potuto trovarvi riparo, ma perché
sull'esempio delle esperienze di Milano e San Leucio,
questi avrebbero potuto "vivere del proprio, con l'utilizzo delle
loro braccia". Si crearono infatti all'interno dell'edificio
pastifici, laboratori di tessitura ed un setificio altamente
specializzato, affinché i poveri ospitati nel Reale Albergo
"potessero alternare ad una vita di preghiera, una fattiva opera di
creazione". Nei primi anni dell'800, grazie alla sapiente
conduzione del Principe Gravina, la Pia Opera
assistenziale trovò una più fattiva organizzazione con
l'istituzione delle Suore di carità, mentre nuove ventate di
moralismo ne decretarono definitivamente l'uso di ospizio di
mendicità per sole donne, con il trasferimento dei soggetti di
sesso maschile in un altro edificio di proprietà del principe, la
villa Malaspina-Palagonia.
L'edificio ha pianta rettangolare, con due corpi laterali che
gravitano attorno ai cortili con colonnato e portico, collegati ad
una struttura centrale, anch'essa con cortile, dove campeggia la
chiesa, sormontata da una cupola maestosa. Dal punto di vista
architettonico rimane uno dei migliori esempi di costruzione
settecentesca, contraddistinta da un'austera serenità dei suoi
cortili e da un sapiente ed armonico utilizzo degli spazi. Nel
1990 è stato acquistato dalla Regione Siciliana, ed è sede
di convegni e mostre di carattere
culturale. |