|

Ben visibile da tutti i quartieri
della città di Napoli il monumentale complesso di Castel
Sant'Elmo, contiguo alla certosa di San Martino, si erge
con la sua suggestiva e maestosa mole sulla sommità della collina
del Vomero. Non si conosce con precisione la data di
edificazione dell'edificio e la sua originaria conformazione
architettonica ma dai carteggi angioini si apprende che già nel
1275 esisteva una residenza, denominata Belforte,
abitata dai familiari di Carlo d'Angiò. Forse fu proprio per
la strategica e meravigliosa posizione dell'edificio che nel
1329 Roberto d'Angiò diede incarico all'architetto
Tino da Camaino, di ampliare il Belforte che, alla
morte di quest'ultimo fu completato nel 1341 dagli
architetti Attanasio Primario e Francesco di Vico.
Ripristinato in epoca aragonese in seguito ai danni arrecati dal
terremoto del 1456, l'edificio subì ulteriori e sostanziali
modifiche nel corso del XVII secolo assumendo l'attuale
configurazione a forma stellare a sei punte tra il 1537 e il
1547 ad opera dell'architetto Valenzano Pedro Luis
Escrivà. In effetti il Castello per la sua eccezionale
posizione strategica rappresentò il fulcro del sistema difensivo
della città attuato dal vicerè don Pedro de Toledo e fu concepito
come una vera e propria cittadella con piena autonomia civile e
militare sulla cui Piazza d'Armi si ergeva, e vi è tutt'ora la
chiesa dedicata a Sant' Erasmo.
Nel 1587 un fulmine colpì la
polveriera distruggendo chiesa e alloggi e solo tra il 1599
e il 1610 si completarono i lavori di restauro diretti
dall'architetto Domenico Fontana. Dal 1604 il
Castello venne utilizzato come carcere e tra i suoi più
illustri prigionieri ricordiamo Tommaso Campanella,
Luigia Sanfelice, Gennaro Serra e Mario
Pagano.
Dal 1860 al 1952 fu adibito a carcere militare per
poi passare al Demanio militare. Dal 1976 è stato oggetto di
un imponente intervento di restauro. Nel 1982 l'edificio è
stato dato in consegna alla Soprintendenza per il Patrimonio
Storico, Artistico e Etnoantropologico di Napoli, e vi trovano
sede, oltre la Biblioteca di Storia dell'Arte "Bruno
Molajoli", l'Ufficio Catalogo, l'Archivio Fotografico e
l'Ufficio Furti nonchè il Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio
Culturale di Napoli.
Sede di convegni nazionali e internazionali che si tengono
nell'Auditorium, il monumentale complesso ha ospitato in questi
ultimi vent'anni prestigiose mostre di arte antica e
contemporanea |