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Il Nucleo Carabinieri Tutela
Patrimonio culturale di Milano trova sede nella Villa Reale
di Monza, e precisamente i locali situati nell'ala sinistra,
di fronte al giardino del roseto. Nata come residenza estiva per
Ferdinando, quarto figlio di Maria Teresa Imperatrice
d'Austria, nominato governatore generale della Lombardia
austriaca nel 1764, la Villa reale di Monza doveva
rispecchiare l'altissimo livello di dignità e decoro della corte
milanese.
Opera dell'architetto Giuseppe Piermarini (1703 -
1808), fu completata nel 1780. Venne realizzata
secondo la tipica struttura ad "U" delle ville del settecento
lombardo (identificabile anche a Versailles ed a
Schönbrunn) con il corpo centrale destinato agli
appartamenti arciducali, affiancato dalle ali degli avancorpi, più
bassi rispetto al resto dell'edificio, nella quale alloggiavano i
visitatori ed i domestici. Distanti dal corpo centrale, si
trovavano, da un lato le cucine, dall'altro le scuderie con le
rimesse per le carrozze. Durante la presenza dei francesi a Milano,
la villa, definita "Palazzo Reale", diventa nel 1805
residenza del viceré d'Italia Eugenio di Beuharnais.
Rientrate in Lombardia nel 1814 le truppe austriache, la
Villa viene scelta dal Viceré arciduca Ranieri quale propria
residenza e nel 1849 diviene quartier generale di Radetzki.
Dieci anni più tardi passerà alla famiglia Savoia.
Nel 1878 diviene dimora preferita di Umberto I, che ama
trascorrervi lunghi periodi di riposo insieme alla consorte
Margherita. L'assassinio del re da parte dell'anarchico
Gaetano Bresci, avvenuto il 29 luglio 1900, proprio
nei pressi della Villa, segna la fine della vita culturale,
artistica e politica che aveva caratterizzato l'intero edificio e
la città di Monza. Attualmente il Comune di Monza,
d'intesa con la Soprintendenza per i Beni Architettonici e del
Paesaggio di Milano, ha posto in essere un piano di recupero e di
valorizzazione della Villa, prevedendo l'apertura di un
museo ed una esposizione permanente di mobilio di
pregio. |