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Il Comando Carabinieri per la Tutela dell'Ambiente è retto
da un Generale di Brigata ed è organizzato
in:
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una struttura centrale, con sede in Roma, articolata su un Ufficio
Comando, un Reparto Operativo ed un Centro Elaborazione Dati;
- una struttura periferica composta da 29 Nuclei
Operativi Ecologici (N.O.E.), riuniti sotto 3 "Gruppi CC
TA", a competenza areale (Nord - Centro - Sud) e con sede
rispettivamente a Treviso, Roma e Napoli, la cui caratteristica
peculiare è quella di operare in piena osmosi con i Reparti delle
Organizzazioni Territoriale e Speciale dell'Arma.
Il Reparto Operativo ed i tre Gruppi T.A. operano alle dirette
dipendenze del Vice Comandante del Cdo T.A..
Il Reparto Operativo, con competenza su tutto il
territorio nazionale, è deputato al coordinamento dei N.O.E. ed
allo svolgimento delle indagini più complesse ed ha alle proprie
dipendenze:
- una Sezione Operativa Centrale, che ha compiti
essenzialmente investigativi in indagini di più ampio
respiro riguardanti espressioni di criminalità ambientale
particolarmente ampie o con risvolti internazionali;
- una Sezione Inquinamento da Sostanze
Radioattive, orientata al contrasto di traffici illeciti
di rifiuti e materiali radioattivi e dotata di complessi laboratori
mobili di rilevamento;
- una Sezione Inquinamento Atmosferico, Industrie a
rischio ed acqua rifiuti suoli, adibita al controllo di
industrie sottoposte a speciale normativa.
- una Sezione Analisi, che ha compiti di
gestione dei flussi informativi; monitoraggio e valutazioni
previsionali sulla sicurezza dell'ambiente, indispensabili per
ottimizzare l'impiego delle risorse; pianificazione e coordinamento
dell'attività di controllo; definizione delle linee strategiche su
cui far evolvere l'attività di contrasto all0illegalità
ambientale.

In virtù delle competenze specifiche, il Reparto costituisce
interlocutore specialistico per le Forze di Polizia a livello
EUROPOL, sulla base delle direttive emanate dal Consiglio Generale
per la Lotta alla Criminalità Organizzata (gennaio 1992), ed a
livello INTERPOL, in una logica di collaborazione e di
coordinamento che vede la sicurezza ambientale dimensionata sempre
più chiaramente in un contesto sovranazionale.
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