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Eventi
| Terex 2010: la terra trema ma è solo
un'esercitazione |
Toscana,25-28/11/2010
Si è conclusa, tra le province di Lucca, Massa Carrara, Pistoia e
Pisa, "Terex 2010", la più grande esercitazione di protezione
civile mai effettuata in Italia.
TEREX 2010 (Tuscany Earthquake Relief Exercise),
finanziata dall'Unione Europea e coordinata dal Dipartimento di
Protezione Civile, è stata finalizzata a verificare l'efficacia e
l'efficienza dei soccorsi italiani in caso di grave evento
sismico.
L'esercitazione è scaturita a seguito di una decisione del
Consiglio dell'UE che ha istituito un "Meccanismo comunitario" di
protezione civile teso ad agevolare la cooperazione tra gli stati
membri in caso di soccorso per gravi emergenze nazionali.
Con l'impiego, infatti, di squadre di "Search and Rescue
- USAR" in ambito urbano e squadre di esperti per l'attività di
valutazione del danno, all'operazione hanno partecipato anche
Francia, Austria, Slovenia, Croazia e la Federazione Russa.
La terra ha tremato "per finta", con una scossa di magnitudo 6.4,
alle 11.05 del 25 novembre, un remind del terribile sisma
che nel 1920 distrusse la Lunigiana e la Garfagnana.
Dopo la "scossa" è stato immediatamente istituito un presidio
strategico definito "Dicomac" (Direzione di Comando e Controllo),
installato a distanza dal luogo del sisma, con il compito di
coordinare, a poche ore dall'evento, tutte le risorse locali,
nazionali ed internazionali, impegnate nelle operazioni di
soccorso.
Nell'esercitazione si sono ipotizzati gli scenari possibili
post-sisma come crolli, evacuazioni di edifici (abitazioni private,
scuole, ospedali, etc), frane, smottamenti, esondazione di fiumi,
disastri ferroviari, incendi ed esplosioni, valutando le capacità
organizzative e le risposte operative della "macchina del soccorso"
italiano.
Protezione Civile, Forze dell'Ordine, Vigili Urbani, Vigili del
Fuoco, personale sanitario, personale dell'Anas, dell'Enel, delle
Amministrazioni locali, delle Ferrovie dello Stato e delle
associazioni di volontariato hanno posto in essere una vera e
propria task-force del soccorso simulando tutte le
difficoltà legate alla ricerca e al recupero dei feriti e delle
vittime e alla messa in sicurezza dei luoghi.
Fondamentale la partecipazione dell'Arma dei Carabinieri che, nei
quattro giorni d'esercitazione, ha impiegato 533 militari e 201
mezzi di trasporto (tra cui due elicotteri AB 412 del NEC di Pisa)
per assolvere a funzioni di pronto intervento, soccorso,
antisciacallaggio, sicurezza dei luoghi in cui operano le squadre
di soccorso e viabilità.
Ogni sisma, purtroppo, demolisce anche le storie. Quelle degli
uomini, delle donne, dei bambini che non sono sopravvissuti. La
ricostruzione delle loro storie è affidata al Nucleo Intervento
Identificazione Vittime Disastri (inquadrato nel RaCIS e impiegato
per la prima volta a seguito dello tsunami dell'inverno 2005 nel
sud-est asiatico) il cui personale, composto da medici legali,
biologi, dattilografi e fotografi ha il difficile compito di
identificare le vittime confrontando le loro tracce
post-mortem e ante-mortem. Un indagine delicata
che si conclude con l'assegnazione, dolorosa ma dovuta, di un nome
a tutti gli scomparsi.
Il terremoto, però, demolisce anche la storia dell'arte, talvolta
annientandola, talvolta consentendo che "sciacalli" possano
profanarne i luoghi dove essa è lasciata incustodita.
E' l'importante ruolo che i militari del Comando Carabinieri Tutela
Patrimonio Culturale hanno già svolto nel sisma del 6 aprile 2009
in Abruzzo, assistendo i funzionari del MiBAC nelle attività di
censimento, messa in sicurezza e recupero di beni culturali nelle
aree del territorio interessate dal sisma.
All'esercitazione hanno partecipato anche 4 unità cinofile,
infatti, tanti nel terremoto del 2009, devono la vita
all'infallibile fiuto dei soccorritori a 4 zampe.
"Terex2010" non è stata una semplice esercitazione. E' stata
l'occasione per manifestare, con orgoglio, il profondo senso di
solidarietà che unisce tanti paesi, non solo del vecchio
continente. |
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